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racconto di Patrizia Benetti

Mi sento così strana. Prima avevo un gran freddo.
Adesso invece il mio corpo è avvolto da un gradevole tepore.
Che meraviglia!
Le mie preoccupazioni, le mie ansie, l’angoscia, tutto sparisce all’improvviso come in un sogno. Mi lascio andare a questo gradevole languore che mi trascina via con sé. Mi sento debole e felice.
Sono dentro un tunnel di luce viva, quasi accecante che mi vuole rapire.
È un’energia nuova, spossante ma gradevole, non so come spiegare.
Ora tutta la vita mi scorre davanti agli occhi come un irrefrenabile turbinio di immagini, di emozioni, di attimi che scivolano via lentamente.
Sono una cicciona, un essere sgraziato e informe.
Le risate dei miei coetanei non mi toccano. Non rideranno più di questo pachiderma.
Oggi è domenica e ho cucinato io. Per me una pasta speciale, diversa dalle altre.
I miei genitori mi hanno fatto i complimenti. Sono stata brava.
Quindi ho ingoiato il mio scuro pastone intriso di veleno e sono crollata.
Mi dispiace tanto. A loro lascio il mio cuore.
Sto uscendo dal tunnel. No, mi sbagliavo: è un bozzolo.
Il mio desiderio si è avverato. Ora volo con ali di farfalla.

La donna cannone (Francesco De Gregori, 1978)

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