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“Istanti”, intrecci di vita quotidiana cuciti dall’estro poetico di Franco Stefani

Franco Stefani, Istanti, Genesi, 2019
Il libro sarà presentato a Ferrara, alla biblioteca Ariostea, mercoledì (3 aprile) alle 17. Con l’autore dialogherà l’attore e conduttore Saverio Mazzoni, che leggerà alcuni testi poetici e in prosa.

dalla prefazione di Sandro Gros-Pietro

La produzione letteraria di Franco Stefani è caratterizzata dalla ricchezza delle forme e delle soluzioni. L’identico rigoglio di scelte si ritrova nei contenuti e nelle tematiche. Si tratta di una traversata dentro la scrittura che approda a una copiosità di destinazioni. Ne deriva un mosaico compositivo ottenuto con l’accostamento armonico di differenti tessere che unite insieme alludono a un’impronta di universalità. Gli scopi verso cui la scrittura di Stefani è orientata sono principalmente la rappresentazione della vita reale e la realizzazione della bellezza della creazione artistica. Il binomio vita/arte è, dunque, al centro del discorso di Stefani. L’opera scorre su due binari paralleli, che sono l’orientamento autobiografico e gli esercizi di stile creativo. I due corni della fiamma si alimentano a vicenda.
(…) Il discorso o per meglio dire l’intreccio poetico diviene allora una rete di continui agganci istantanei, di rimandi, di rimbalzi di sponda, di variazioni e riconversioni. L’esercizio dello stile poetico è modulato sui diversi registri dell’attualità contemporanea, dall’esperimento di ripresa della poesia visiva, come si manifesta in “Dover essere”; agli svoli idealisti di impegno politico, come “Il conflitto esiste ancora”; agli svaghi minimalisti, come “La valigia”; alle compunzioni emotive d’occasione, con riferimento a Montale, come “Magia”; a molti altri schemi e sistemi del linguaggio poetico già registrato nei repertori dell’accademia. Tutto ciò dimostra la competenza di lettura del Poeta e la sua facilità di citazione e di omaggio nei confronti del “déjà lu”.
L’invenzione più radicale di Franco Stefani sta nella concezione stessa della sua poetica, che è stata svuotata di una precisa identità di linguaggio poetico: il suo linguaggio è una pluralità di linguaggi, se fossimo astrofisici lo chiameremmo un “linguaggio a stringhe”, un insieme di “mondi paralleli”.

Dietro questa scelta si intravede un atteggiamento di superamento della cosiddetta “poesia autoreferenziale” (…) La poesia di Franco Stefani al contrario è una poesia referenziale nei confronti delle altre arti e discipline del sapere, in primo luogo della musica, del canto, ma anche della filosofia, della narrativa, del giornalismo o delle scien­ze. Sono continui i riferimenti a cantautori, musicisti, narratori, filosofi, giornalisti o altro. Ciò fa della poesia un arcobaleno che sovrasta le diverse fonti dell’esperienza umana. Detto in termini più attuali, la poesia fa da interfaccia con le diverse forme del messaggio umano: è un’applicazione multimediale del sistema di conoscenza. Probabilmente, è proprio questa la caratteristica più innovativa e moderna della poetica di Stefani.

Il libro Istanti è scandito in tre sezioni che si chiamano, la prima, “Notte, giorno, variazioni”; la seconda, “Suoni diversi”; la terza, “Narrazioni”. Proprio quest’ultima rappresenta un ulteriore aspetto di poliedricità della poetica dell’Autore, in quanto è scritto in prosa, sotto forma di brevi racconti e, in molti casi, addirittura di micro-racconti. In verità, l’accostamento nello stesso libro di poesia e prosa risale alle origini della nostra letteratura (…)

Tra panorami di città e scorci della natura, in un intreccio di fatti della vita quotidiana e nell’eco di eventi storici di attualità o del passato prossimo, si snoda la sapiente ricerca della bellezza impostata dalla poesia e rafforzata dalla prosa di Franco Stefani, che è uno scrittore documentato e sapiente, abile segugio delle piste di scrittura già delineate da un universo di autori con i quali egli dialoga idealmente negli esergo e nelle citazioni e omaggi, tra musica, canto, filosofia e giornalismo, in un giostrare continuo delle coordinate di riferimento, ma nella facondia di soluzioni espressive sempre nuove e personalizzate.

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