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Italia in Comune al confronto pubblico con Confartigianato

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Da: Informazioni Alberto Bova
“Il compito del sindaco è agire sulla situazione economica, incentivando le imprese e presidiando il territorio così da contrastare la microcriminalità. Crediamo fortemente nelle parole del segretario generale di Confartigianato Giuseppe Vancini che sottolinea come sostenere la piccola media impresa significhi investire nel territorio. Proprio per questo nel nostro programma abbiamo inserito una proposta per aiutare concretamente le imprese più piccole, quelle con un fatturato fino a 100.000 euro: vorremmo istituire un rimborso a bando della TARI e per le imprese ancora più piccole, fino a 50.000 euro, il rimborso anche dell’IMU”. Queste le parole del candidato sindaco per la lista Italia in Comune – Ferrara Concreta Alberto Bova, che ha partecipato ieri sera 13 maggio all’incontro organizzato da Confartigianato con i candidati sindaci alle prossime elezioni amministrative.
Il dibattito pubblico è stato occasione per ricordare la necessità di semplificazioni procedurali, su cui interviene Bova: “per le imprese la burocrazia è un costo, di denaro e di tempo: è necessario che la pubblica amministrazione e le associazioni di categoria collaborino perché siano chiari i percorsi per lo svolgimento degli adempimenti”. L’emergenza è la sicurezza sul lavoro: “il primo intervento – denuncia Bova – deve essere per la messa a norma delle strutture, perché quando parliamo di sicurezza possiamo sì citare i 318 omicidi annuali nel Paese. Ma in Italia, nell’ultimo anno, i morti sul lavoro sono stati 1133 e oltre 641.000 gli infortuni”.
Italia in Comune appoggia la necessità di sviluppare percorsi di formazione e rafforzare il rapporto con l’Università, evidenziando però la necessità “di puntare sulla qualità dell’istruzione e di chi è preposto all’istruzione fin dalle scuole di grado inferiore”. Il candidato sindaco Alberto Bova è intervenuto anche sulla richiesta degli artigiani di favorire gli appalti a km0, suggerendo che la nuova normativa in vigore “complica soltanto le cose, perché per tutti i lavori superiori a 200.000 euro la gara è aperta e al massimo ribasso. Per far sì che l’appaltatore sia locale bisogna fare rete d’impresa”.

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