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Il Marc Chagall che non ti aspetti

LA BELLEZZA CI SALVERA’
Il Marc Chagall che non ti aspetti

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Marc Chagall considerato uno dei maestri dell’arte pittorica più originali di questo XX secolo appena trascorso, nasce a Vitebsk nell`attuale Bielorussia il 7 luglio 1887. Morirà nel 1985 a Saint Paul de Vence in Francia.

Il suo peregrinare aldiquà e aldilà dell’oceano Atlantico e fra est e ovest del continente europeo, inseguito dagli eventi della storia e dal suo essere di origine ebraica, ha opportunamente disseminato la sua presenza artistica nei musei più importanti del mondo e ha fatto sì che la sua poesia pittorica semplice fosse, oggi più che mai, apprezzata da milioni di persone che affollano le sue mostre itineranti. Una di queste, molto importante, si è tenuta a Milano nei mesi scorsi, formando lunghe code ai botteghini per innumerevoli giorni.

Ma c’è anche un Marc Chagall che i più non si aspettano: un grande esecutore e pittore di estese vetrate istoriate legate al piombo, fantasioso e visionario come da par suo. Schermi diafani, ispirati, opere d’arte saldamente bloccate da oltre cinquanta anni sulle secolari pareti di imponenti cattedrali come quella di Metz, che si concedono solamente a coloro che si predispongono ad andare…verso la montagna,in quanto l’inverso non è possibile.

Le pitture su vetro di Metz, con l’uso delle grisaglie, storie impresse con la maestria del pittore sulle tessere di vetro soffiato, richiamano e ci rimandano alla vicina cattedrale gotica di Saint Denis, un sobborgo a nord di Parigi, a poca distanza da Metz. Qui l’abate Suger aveva ideato otto secoli prima la prima vetrata istoriata, profondamente legata alla fede religiosa e alla spiritualità, e raccontato i testi sacri e le vite dei Santi come in un grande libro illustrato aperto per tutti.

Per apprezzare questi capolavori si deve quindi preventivare un’escursione sul posto, a Metz.

Nell’est della Francia, al confine con il Lussemburgo, la città offre ai visitatori il suo superbo duomo gotico, risalente all’inizio del XIII secolo: viene chiamato la “lanterna di Dio” per la luminosità proiettata all’esterno la notte proprio grazie ai 6500 metri quadrati di vetrate dipinte alle pareti dalla sua costruzione fino al 1970.

vetrata di Chagall

Un’immagine delle vetrate di Marc Chagall

Chagall dipinge le sue vetrate dal 1958 al 1968, con la collaborazione di un laboratorio artistico di Reims, Simon e Marc, già collaboratori nel 1957 di un altro artista importante, Jacques Villon, che dipingerà le vetrate della Cappella del Sacro Sacramento.

Immaginarle al tramonto o al buio della notte, e poi inebriarsi dei loro colori quando la luce naturale le illumina e trasmette all’interno della cattedrale tutto il caleidoscopio delle pietre preziose, zaffiro, rubino, topazio, smeraldo e ametista, produce una profonda e vibrante emozione dal sapore plurisecolare.

La versatilità e la padronanza della tecnica pittorica su vetro di Marc Chagall si esprime nella vetrata a tre bifore dei “Mazzi di fiori e uccelli”, la cui rappresentazione appare come un paravento setoso sul quale vengono ricamati i soggetti. Ma è la rappresentazione attraverso un tratto favolistico del genere umano sospeso, leggero, in odore di santità, come i soggetti ispirati dai passi del vecchio e nuovo Testamento, che lascia attoniti. All’interno di un contesto severo, circondati da raffigurazioni ieratiche, le immagini fuori dal tempo di Chagall impreziosite dalla trasparenza e dal gioco della luce trasmessa colpiscono per i colori intensi, forti e per i contorni decisi.

È una reale sorpresa come la rappresentazione di narrazioni secolari, quali le scene ispirate dal libro della Genesi, poste in questo contesto, possano concretizzarsi in una figurazione per alcuni irriverente, con corpi nudi femminili in abbondanza, esplicitati e ripetuti nelle diverse lancette, e che non escludo abbiano fatto dormire sonni non troppo tranquilli alla commissione giudicante del tempo. Ma Marc Chagall era Marc Chagall.

vetrata di Chagall

Il rosso rubino delle vetrate di Marc Chagall

I colori dominanti del rosso, del blu, del verde e del giallo, solitamente di fondo come nella fantasiosa vetrata dalla Creazione alla Cacciata dei Progenitori, esaltano volti che paiono usciti da un fumetto curvilineo, ma è sempre l’intensità delle scene a tenere banco.

Marc Chagall dipingerà altre vetrate nello stesso periodo nella cattedrale di Assy e a Gerusalemme, senza dimenticare quella donata ed esposta al Palazzo di vetro dell’ONU a New York.

A Metz sul fianco sinistro della Cattedrale c’è un mercato alimentare e di fiori coperto a forma di ferro di cavallo dove si vende il pesce, la carne, le torte strepitose, pane di tutti i tipi ed una quantità inverosimile di formaggi ragione per la quale De Gaulle diceva :

“Non potete ignorare un paese che ha duecentosessantacinque varietà di formaggio.”

Verrebbe comunque la voglia di rimanere ad annusare questi profumi tutto il giorno.

Siamo a due passi dalla zona dello champagne: una ragione in più per apprezzare quello che l’artista venuto dall’est voleva che si vedesse attraverso le sue opere raccontate sul vetro, nutrite da una luce colorata nelle sue mutevoli trasformazioni del giorno e della notte, e delle stagioni.

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