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La Casa di Ariosto si riempie di antiche note

L’INTERVISTA
La Casa di Ariosto si riempie di antiche note

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Laura Trapani, flautista e concertista, ferrarese d’adozione.

Laura Trapani è nata in Texas, ma vive e lavora fra Ferrara e l’Emilia Romagna. È diplomata al conservatorio di Milano e specializzata a Modena sulla musica di Edgard Varèse, con il maestro Roberto Verti. Ha suonato come solista e primo flauto nelle orchestre più prestigiose del panorama italiano e collabora come artista da camera in Italia e all’estero. Per il secondo anno consecutivo è il direttore artistico della rassegna cameristica “Pomeriggi musicali a casa di Ludovico Ariosto”, che inizieranno il 7 maggio 2016.

Come nasce la sua idea di creare un festival a casa dell’ Ariosto?
In realtà questa è la seconda edizione del festival come direttore artistico a casa Ariosto e diversi anni fa vi erano già stati organizzati dei festival musicali. La struttura non è molto grande per contenere orchestre o grandi gruppi, ma adatta per contenere piccoli gruppi da camera. Antares, l’associazione musicale per la divulgazione della musica classica da me fondata nel 2006, ha collaborato con i Musei d’Arte Antica di Ferrara per rilanciare le attività musicali a casa Ariosto, anche in vista dei festeggiamenti per i 500 anni dell’Orlando Furioso (22-04-1516/22-04-2016).

Chi sono gli artisti invitati?
Gli artisti provengono da diverse realtà musicali ferraresi, ma anche internazionali e si prestano a titolo volontario per rilanciare una delle più importanti realtà di Ferrara e internazionali, quale è appunto Casa Ariosto.
La prima data del festival vanterà un ospite internazionale: Solène Greller, arpista di Ginevra, che assieme alla sottoscritta in qualità di flautista, inaugurerà il festival il 7 maggio. Seguiranno poi ogni sabato concerti con artisti locali e componenti dell’orchestra Antiqua Estensis, della quale sono cofondatrice assieme ad altri musicisti di Ferrara.

I programmi che verranno eseguiti?
La mia idea: vista l’importanza storica del luogo e il cinquecentenario, saranno eseguiti dei programmi di musica antica con la caratteristica della contaminazione musicale tra i vari stili. Quindi, non eseguiremo solamente dei concerti seguendo un’unica tematica, ma aggiungeremo tra un brano e l’altro delle contaminazioni moderne, sempre comunque inerenti ad uno stile accademico di ricerca.

Ci può fare un esempio?
Il 7 maggio io e Solène Greller suoneremo dei brani appartenenti al periodo di Maria Stuarda (1542-1587), per poi attraversare due secoli di storia di letteratura scritta per duo, dove flauto e arpa si abbineranno per le loro dolci e intense sonorità.
Il 14 maggio la brava Emanuela Susca eseguirà un programma per due chitarre e flauto traverso.
Un altro esempio di ricerca musicale sarà la collaborazione nata con il professor Lazzari, docente al Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara, e il suo ensamble di musica antica, con strumenti antichi (flauti barocchi, cembalo e viola da gamba). Ci cimenteremo insieme in un duo per flauto moderno e flauto barocco.
Il 26 maggio, sarà molto bello anche il concerto del gruppo Nuova ricerca musicale, molto caratteristico per la varietà di sonorità che si presenteranno, con i suoni di liuti, viole da gamba, violino, viola e flauti a becco.

L’innovazione e la ricerca musicale per lei sono fondamentali….
Credo fortemente che la musica abbia bisogno di attingere dal passato per evolversi nel presente e quindi proiettarsi nel futuro. Occorre suonare la musica del passato con strumenti del passato, come è giusto interpretare la musica moderna con strumenti moderni. La contaminazione tra strumenti del passato e strumenti moderni può essere sublime. Ricercare un certo tipo di suono d’insieme e di fraseggio musicale è sempre stato parte fondamentale della mia attività di ricerca artistica come musicista e interprete. L’evoluzione del suono equivale all’evoluzione del linguaggio sociale dell’uomo del XXI secolo. Attingere dal passato ed evolvere le sonorità è come quando un artista figurativo si spinge oltre il significato della mera figura e dona più enfasi alla sua opera, o con il colore o con un taglio su una tela antica o con una frase del passato sopra a un cartellone bianco gigantesco. Il suono e la sua evoluzione sono la stessa cosa: l’evoluzione del suono va di pari passo con l’evoluzione dell’uomo e del suo modo di esprimersi nel nuovo mondo.

Contenta di vivere a Ferrara?
Ferrara è ormai la mia città, mi sento a casa, al sicuro, mi sento avvolta dalla bellezza totale, vivo tra opere d’arte e storia, qui ci sono molti artisti amici cari.

Prossimi impegni?
Ho molti progetti e idee ma per dirla con Beethoven:” Sarà il destino a bussare ancora alla mia porta….”

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