31 Luglio 2016

LA CITTA’ DELLA CONOSCENZA
Alleati intorno al tavolo del sapere

Giovanni Fioravanti

Tempo di lettura: 6 minuti

tavolo-conoscenza

(pubblicato il 22 marzo 2016)

Preso dalla vertigine della lista sono andato alla ricerca dei luoghi nei quali si offre conoscenza nella nostra città, o perché la si produce o perché la si mette a disposizione degli altri. Tra associazioni, circoli, scuole, università, biblioteche, istituzioni culturali, cinema e teatri, ne ho impilati più di 250.
Ne emerge il profilo di una città che gestisce la conoscenza in vari modi. Più difficile, invece, tracciare il disegno di una città gestita per mezzo della conoscenza, utilizzando cioè la conoscenza come risorsa. Ricerca, scienza, innovazione, creatività ne dovrebbero costituire i polmoni per respirare nel presente e progettare il futuro. Sento già l’obiezione di qualcuno a questa mia affermazione.
Certo nessuna città può essere gestita senza conoscenza. Basta pensare alla grande quantità di servizi che la città produce per i suoi cittadini, dall’istruzione alla salute, dalle infrastrutture di base alle imprese. È superfluo dire che la produzione di tutti questi servizi richiede un immenso ammontare di conoscenze relative ai campi in questione, difficili da quantificare, ma ci sono, in ogni momento e ogni giorno dell’anno.
Si tratta tuttavia di uno specifico tipo di conoscenza, la cosiddetta “conoscenza tacita”, quella incorporata dai singoli individui e dalle organizzazioni. Differente è però il concetto di “gestione con la conoscenza”, dell’uso della conoscenza come risorsa su cui investire per il governo della città, il suo territorio, la sua economia, i suoi traguardi. Pensare al destino di una città che fonda il suo sviluppo sui saperi, sulle loro potenzialità, muta la prospettiva, coinvolge vari fattori relativi agli investimenti, all’ economia, alla produzione, alla qualità della vita delle persone. Usare la conoscenza per perseguire la prosperità economica, la tutela dell’ambiente, la salute, la felicità e la sicurezza dei suoi cittadini. La domanda da porsi è: a quanto ammonta l’investimento in conoscenza, in capitale umano nella nostra città per raggiungere e avanzare in questi obiettivi?
La conoscenza che non sia quella tacita, ma la conoscenza come risorsa diffusa da cui fare scaturire idee e progetti per la nostra città, sembra non fare parte delle prospettive del nostro futuro.
La stampa cittadina ha riportato la piattaforma, da qui al 2025, su cui sta lavorando la Camera di Commercio ferrarese e non vi ho trovato nessun accenno alla conoscenza come risorsa strategica per il futuro. Soprattutto manca di quella conoscenza che aiuti a immaginare un futuro che non sappia di passato.
Le imprese nostrane chiedono più aiuti finanziari, più servizi, più infrastrutture, più formazione, più politica degli eventi, più turismo. Una città che porti utili alle imprese, una città da vendere, una città da consumare che sa troppo di egoismi, di interessi di bottega. Non è nuovo il paradigma.
Creatività e invenzione, che oggi dovrebbero essere le molle dell’impresa per sfidare i mercati, non esistono nel documento della Camera di Commercio. Come non esistono i giovani su cui investire.
Nel settembre scorso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha lanciato un bando da 45 milioni di euro per la realizzazione territoriale di laboratori per l’innovazione e il lavoro, come risposta alla disoccupazione e alla dispersione scolastica. Finanziamenti di 750 mila euro per laboratorio. Era necessario fare rete, mettere insieme l’Ente locale, gli istituti scolastici di secondo grado, gli istituti comprensivi, la Camera di Commercio, associazioni del lavoro e imprese, l’Università, i centri di formazione professionale, il Cpia (Centro Provinciale Istruzione Adulti), l’Its (Istruzione Tecnica Superiore); e se non tutti, almeno alcuni di questi. A Ferrara nessuno degli attori citati si è mosso, nessuno se ne è occupato. Si trattava di gestire con le conoscenze e le strutture di ogni soggetto coinvolto almeno un laboratorio aperto sul territorio, che avrebbe consentito agli studenti dei corsi di studi regolari di potenziare la loro preparazione, di sperimentare nuovi apprendimenti e di procedere alla realizzazione di idee o progetti di impresa. Per gli studenti fuori dai canali ordinari dell’apprendimento, avrebbe costituto l’occasione di reinserirsi nel normale ciclo di studi, recuperando quanto perduto, oppure di misurarsi nella realizzazione di nuove idee e progetti. Un’occasione per quel più di formazione che pure la Camera di Commercio locale rivendica. Un’occasione importante di usare la conoscenza come risorsa da gestire, che è andata perduta.
Forse la prima cosa che tutti dovremmo rivendicare per Ferrara è la costituzione di un tavolo, di un luogo in cui alleare cittadini, istituzioni culturali, scuole, università e imprese intorno al tema della conoscenza come risorsa con la quale gestire la crescita della città. Un tavolo attorno al quale sedersi per condividere prima di tutto una interpretazione comune sul corrente stato di sviluppo della città e del suo territorio. Come sono le attuali prestazioni, quali sono le più importanti sfide e opportunità che abbiamo di fronte, qual è il ruolo della conoscenza per guidare la prosperità della città, del territorio, dei suoi cittadini. Solo dopo aver risposto a questo tipo di domande è possibile condividere una visione che non sia di una sola parte e definire gli obiettivi. Poi questi obiettivi possono essere usati come guida delle attività dei principali attori economici e sociali. Idealmente ogni portatore di interesse dovrebbe implementare politiche che servono gli obiettivi comuni. Infine dovrebbe essere realizzato un sistema per misurare e monitorare lo sviluppo, per guidare le scelte e facilitare l’apprendimento su quelle politiche che sembrano produrre risultati o che necessitano di essere riviste.
Se emblematicamente il fallimento della Cassa di Risparmio ferrarese segna il tramonto di una stagione per la vita della città e del suo territorio, forse è il caso di dare segnali altrettanto emblematici della volontà degli attori del mondo delle imprese, del sociale e della conoscenza di voler muoversi verso orizzonti del tutto nuovi, anziché rischiare di rimanere invischiati in ragionamenti formulati ancora al passato.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giovanni Fioravanti

Docente, formatore, dirigente scolastico a riposo è esperto di istruzione e formazione. Ha ricoperto diversi incarichi nel mondo della scuola a livello provinciale, regionale e nazionale. Suoi scritti sono pubblicati in diverse riviste specializzate del settore. Ha pubblicato “La città della conoscenza” (2016) e “Scuola e apprendimento nell’epoca della conoscenza” (2020). Gestisce il blog Istruire il Futuro.
Giovanni Fioravanti

Ti potrebbe interessare:

  • Una brutta campagna elettorale:
    due tristezze e due proposte

  • NON SERVE “IL DOCENTE ESPERTO”.
    Fare scuola è come fare il ragù: competenza e passione

  • lotus

    Parole a capo /
    Giovanni Drogo: Haiku di vita quotidiana

  • Addio Sandy!

  • Diario di un agosto popolare
    8. STELLE CADENTI

  • Il ritorno dell’inflazione e dei tassi d’interesse.
    Il sistema si autoassolve a spese dei cittadini

  • Walden – Andare per boschi

  • Vecchi, ricchi, “condizionati” … e una gran paura della morte:
    cronaca di un dialogo impossibile

  • La tirannia del tempo
    …un racconto

  • SENZA UN’IDEOLOGIA IL PD HA PERSO LA SUA IDENTITÀ.
    Corre verso il Centro e non convince gli italiani.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi