22 Gennaio 2019

LA CITTA’ DELLA CONOSCENZA
Ferrara città che apprende

Giovanni Fioravanti

Tempo di lettura: 5 minuti

Allora diciamocelo. Abbiamo bisogno di una città laboratorio. Non si cava un ragno dal buco se ci ostiniamo ad abitare la nostra pigrizia mentale, se continuiamo a pensare quello che è già stato pensato.
Dopo i cantieri del post sisma, bisogna dare il via al cantiere delle idee.
E chi pensa che non ce ne sia bisogno significa che conta di affossare per i prossimi anni la città nelle nebbie padane.
La città possiede da sempre l’anima del futuro e attende all’appuntamento con la storia i suoi artefici.
Qualche idea e qualche suggerimento l’abbiamo fornito in questi anni anche noi dalle pagine di questa rubrica, come ad esempio “la città che apprende”.
Perché tutti i sistemi complessi hanno bisogno di apprendere. Figuriamoci quelli dell’abitare e della cittadinanza.
Un’idea che era anche piaciuta a qualcuno dell’attuale amministrazione comunale, ma poi, come succede con le idee nuove, è mancato il coraggio di portarla vanti.
Di idee nuove poi non si tratta, perché nel mondo le città che apprendono si moltiplicano sotto le insegne dell’Unesco e perché anche in Italia altri hanno pensato che l’idea di una città che apprende, l’idea della città educante merita di essere realizzata.
A Torino, dal 29 novembre al 2 dicembre scorsi, hanno festeggiato il terzo Festival dell’Educazione, per coinvolgere scuole e famiglie della città, per parlare di buone pratiche educative. Il tema: Per un Pensiero Creativo, Critico e Civico.
Occuparsi di scuola e di educazione per una città significa avere attenzione per i propri giovani, farsi carico del loro futuro e del futuro della città stessa. Ma pare che noi a Ferrara non abbiamo tempo o non riteniamo tutto questo prioritario.
Ad alcune decine di chilometri da noi, Padova si propone come città che “si innova, che educa che impara”. Per dire come sia strategico l’investimento sui saperi e sul capitale umano, che è risorsa e ricchezza di una città. Il capitale umano di tutte le età.
Dai nidi alle scuole, ai centri culturali, ai centri per la formazione degli adulti. Per garantire il diritto allo studio e progetti di qualità, la partecipazione della città al progetto formativo dei suoi giovani e di chi giovane non è più.
Noi abbiamo da tempo prodotto il manifesto “Ferrara Città della Conoscenza”, è ancora lì che fa bella mostra di sé sulle pagine di questo giornale. In diversi l’hanno letto e sottoscritto. È a disposizione dei candidati che nella corsa per le prossime amministrative lo vogliano far proprio.
Ci sono scritte alcune cose importanti, che tutta la vita è apprendimento, che l’apprendimento è condivisione, è cura, è evento quotidiano gestito dalle persone.
C’è scritto che crediamo che la nostra città, per la sua tradizione e cultura, perché patrimonio dell’umanità, debba far parte della rete mondiale delle città che apprendono, essere una learning city che produce e scambia conoscenze, un luogo dove l’apprendimento è al servizio di tutta la comunità.
Ci piacerebbe abitare una città amica dell’apprendimento, una città riconoscente che celebra e festeggia quanti sono impegnati nello studio, nei saperi, nella ricerca. Una città che fa incontrare e dialogare la scuola, l’università, le istituzioni culturali, i piccoli e i grandi, gli studenti e gli adulti in una esperienza di condivisione e di interesse comune.
Parlare di cultura conduce a prospettare eventi che fanno girare l’economia della città, parlare di apprendimento e di conoscenza è più difficile. Se già per qualcuno con la cultura non si mangia figuriamoci a parlare di città che apprendono.
Eppure la conoscenza è una ricchezza che si può trasmettere senza impoverirsi ed è proprio la conoscenza, la mobilitazione dei saperi, l’investimento sull’apprendimento nelle nostre scuole, sul capitale umano che oggi può fare la differenza, perché senza la loro qualificazione, diffusione e condivisione è difficile pensare alla partecipazione alla vita della città, all’innovazione e al lavoro tanto necessari.
Tutti gli indicatori a livello mondiale oggi ci dicano che strategici sono il “knowledge management”, la gestione della conoscenza e le “knowledge cities”, le città della conoscenza.
Misurarsi con questi temi richiede cultura. Richiede la capacità di investire in saperi e formazione sempre più per tutti, trovare strategie, strumenti e iniziative per fare dell’apprendimento una condizione naturale e diffusa dell’abitare la città.
Dovremmo guardare anche ai numeri. Quanti sono i giovani della città che usciti dalle superiori si iscrivono all’università, quanto è la dispersione scolastica, quanti i laureati ferraresi. È sufficiente consultare l’Annuario Statistico Ferrarese.
Ci sono poi i muri da abbattere, prima di tutto quelli che separano le scuole e i luoghi di studio dalla città, fare della città un libro capace di offrire le sue pagine all’apprendimento, abbattere il muro psicologico per il quale esiste una età per lo studio e una per il lavoro, abbattere il muro che frantuma il sapere in apprendimenti formali, informali e non formali.
Un governo intelligente della città può fare di Ferrara una città che apprende.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giovanni Fioravanti

Docente, formatore, dirigente scolastico a riposo è esperto di istruzione e formazione. Ha ricoperto diversi incarichi nel mondo della scuola a livello provinciale, regionale e nazionale. Suoi scritti sono pubblicati in diverse riviste specializzate del settore. Ha pubblicato “La città della conoscenza” (2016) e “Scuola e apprendimento nell’epoca della conoscenza” (2020). Gestisce il blog Istruire il Futuro.
Giovanni Fioravanti

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