25 Settembre 2018

LA CITTA’ DELLA CONOSCENZA
Le strade che portano alle piazze

Giovanni Fioravanti

Tempo di lettura: 4 minuti

Dall’anonimato dei non luoghi all’anonimato delle non persone. Uno vale uno, perché tutti uguali, replicanti della mediocrità in una società di mediocri. Tanto vale sorteggiare, comunque il risultato non cambia.
Ma l’anonimato delle non persone è la tragedia del nostro tempo, viaggia sui barconi dei migranti e sul numero dei morti nel mare che si fa luogo delle vite mancate. Persone alla ricerca di sé, della propria realizzazione. Le persone non si possono annullare.
Quello che è accaduto segna il passaggio dai non luoghi della globalizzazione alle non persone del populismo, l’incapacità dell’uomo di riscoprire se stesso, di un nuovo umanesimo, di un nuovo illuminismo contro l’oscurantismo dei novax, delle sentinelle in piedi, dei ministeri della famiglia.
Privare dell’identità comporta svotare le persone di ogni significato. Il multiculturalismo, l’intercultura hanno posto sullo stesso piano semantico dell’altro venuto da via la patria, la nazione, l’identità, le radici e per questo nessuno era preparato, allevato dalla parrocchia e dalla pubblica istruzione alla fedeltà alla sua chiesa e alla sua patria. Di qui il recupero dell’usato sicuro: il sovranismo, prima il popolo della mia tribù.
Il tribalismo di ritorno, il neo-tribalismo postmoderno con i suoi riti celebrati nell’ecumene dei social, un tessuto cerebrale di post e di like cucito da non persone che hanno barattato la propria identità in cambio di un piatto di account e di nickname.
L’umano troppo umano ci spaventa, è una sfida che non sappiamo sostenere. La cultura superiore, l’abbondanza dei bisogni ci portano ad indietreggiare, a plasmare il senso del regressivo, con la rinuncia alle nuove esigenze del sapere, all’esplorare, fino ad addomesticare la nostra civilizzazione sulle matrici ammuffite, corrose, aggredite dalla ruggine di un passato già guastato dal tempo e dalla storia. Vorremmo poter percorrere i sentieri del futuro senza vento, ben riparati dalla pioggia, possibilmente in penombra, senza che il futuro si accorga di noi.
Ecco le non persone che si sono perdute per strada, uomini e donne mediocri di una cittadinanza mediocre. Intanto le intelligenze fuggono dove coltivare se stesse o tacciono in attesa di comprendere.
Lo sforzo da fare è superare noi stessi, recuperare la pretesa di essere noi stessi, pienamente, senza compromessi. Quell’uno tra miliardi, uguale nella diversità che fa la differenza, ed è solo la somma delle differenze che può funzionare da motore, da propulsore per continuare a percorrere la strada dell’umanità, insieme e diversi, che significa le opportunità al plurale, la ricchezza della somma delle parti che è più del tutto.
C’è invece una umanizzazione cannibalesca che si nutre di umano. La necessità di assimilare a sé, di assorbire, di contenere dentro i propri riferimenti culturali, il forgiare l’altro come siamo stati forgiati noi fino ad annullarlo. È la capitolazione rispetto a quel compito per cui l’umanità si è affaticata da almeno trentamila anni.
Il popolo è massa, è collettivo dove la storia di ognuno si annulla nella storia del popolo che è quella che si scrive sui libri. Ma la vita è l’esistenza di ogni soggetto che è unico e da unico va coltivato, che non può piegarsi al popolo che pretende di farne il suo oggetto.
Il tempo e la storia hanno preso le distanze da noi, quel tempo e quella storia dobbiamo tornare a scandirli, riprendere a scrivere come persone senza cancellare l’identità propria e l’identità dell’altro dalla lavagna della nostra coscienza. Farsi carico gli uni degli altri responsabilmente, non perdersi nell’anomia dei populismi e dei sovranismi, continuare a pretendere il primato dell’intelligenza e della ragione, della competenza sull’improvvisazione, del sapere e della conoscenza sull’ignoranza.
Questa è la sfida per una nuova cittadinanza non di populismi ma di persone in carne ed ossa, donne e uomini che si incontrano e si parlano vis a vis, non pc a pc, che si conoscono come corpi e non come avatar, con la forza delle parole pronunciate dalle bocche e non digitate sopra una tastiera, non il popolo ma le persone delle piazze, le persone delle idee, dei ragionamenti, delle intelligenze e della creatività.
Questo luogo è la città dove abitano e dove vivono le persone, dove ci sono le strade che portano alle piazze per incontrarsi e dialogare.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giovanni Fioravanti

Docente, formatore, dirigente scolastico a riposo è esperto di istruzione e formazione. Ha ricoperto diversi incarichi nel mondo della scuola a livello provinciale, regionale e nazionale. Suoi scritti sono pubblicati in diverse riviste specializzate del settore. Ha pubblicato “La città della conoscenza” (2016) e “Scuola e apprendimento nell’epoca della conoscenza” (2020). Gestisce il blog Istruire il Futuro.
Giovanni Fioravanti

Ti potrebbe interessare:

  • PRESTO DI MATTINA /
    Una casa nella tua casa

  • La Fiamma

  • esperto, sapiente, lettore accanito

    Il Governo dei Migliori e i Migliori tra i docenti.
    La grottesca lotteria inventata dal ministro Bianchi.

  • PENSARE COME UN ALBERO
    Vita (d)alla finestra

  • Una brutta campagna elettorale:
    due tristezze e due proposte

  • NON SERVE “IL DOCENTE ESPERTO”.
    Fare scuola è come fare il ragù: competenza e passione

  • lotus

    Parole a capo /
    Giovanni Drogo: Haiku di vita quotidiana

  • Addio Sandy!

  • Diario di un agosto popolare
    8. STELLE CADENTI

  • Il ritorno dell’inflazione e dei tassi d’interesse.
    Il sistema si autoassolve a spese dei cittadini

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi