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La classifica di Legambiente, uno stimolo per migliorare

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Non credo che le classifiche debbano essere prese troppo seriamente (per problemi di indicatori affidabili e di raccolta aggiornata dei dati), tuttavia ritengo siano pur sempre una occasione per rinnovare l’attenzione su temi fondamentali della vita delle persone e della loro qualità. Questo, a mio avviso, è l’approccio corretto con cui leggere la ricerca di Legambiente (pubblicata lunedì scorso sul Sole24Ore) da cui Ferrara esce abbastanza debole: 57esima in generale, 57esima per PM10, 47esima per biossido di azoto NO2, 52esima per Ozono. Sull’acqua risulta un elevato consumo procapite (quasi 150 litri/abitante/giorno, siamo 44esimi) e 62esimi per le perdite di rete al 38%; si attendono riflessioni e smentite. Sui rifiuti 93esimi per produzione, 36esimi sul RD e 47esimi per energie rinnovabili (Kw ogni 1000 abitanti). Però saliamo la 19 posto per indice di ciclabilità, meno male.
Forse non serve discutere sulla serietà e rappresentatività della indagine, ma sarebbe sempre utile chiedere e chiedersi “cosa si sta facendo su…”. L’obiettivo vero deve essere sempre il miglioramento continuo. Intanto bravi a Mantova, eletta città della cultura (e un milione di euro come premio) e brava la Lombardia che ha fatto quest’anno ecoinvestimenti doppi rispetto alle altre regioni sostenibili.

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