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La Conservazione e la Sostenibilità al Centro di un Workshop internazionale al Dipartimento di Architettura

Tempo di lettura: 2 minuti

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Fino a venerdì 30 maggio a Palazzo Tassoni Estense

Conservazione e Sostenibilità. E’ questo il tema del workshop internazionale “Sustainability & Conservation towards a tangible future. A Case of Ferrara’s Future Sustainability”, in corso fino a venerdì 30 maggio a Palazzo Tassoni Estense, (via Ghiara, 36).
Organizzata e promossa dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, l’iniziativa vede coinvolti docenti stranieri, dell’Ateneo estense e 12 studenti “internazionali” provenienti dalla CEPT University di Ahmedabad in India, dalla Escola da Cidade di Sao Paulo in Brasile e dal British Columbia Institute of Technology di Vancouver in Canada.
Al centro delle giornate di studio, caratterizzate da un mix di lezioni ed esercitazioni progettuali, le tematiche inerenti sia l’Architettura sostenibile sia gli approcci di conservazione con l’obiettivo di evidenziare le migliori pratiche e diffondere le visioni europee su tali argomenti.
“I centri storici sono i fiori all’occhiello delle nostre città – afferma Marcello Balzani, Professore associato del Dipartimento di Architettura, Responsabile Scientifico di TekneHub, Tecnopolo di Ferrara e Direttore di DIAPReM, Centro Dipartimentale per lo Sviluppo di Procedure Automatiche Integrate per il Restauro dei Monumenti – Diventano fulcri di grandi e multiformi interessi culturali, mixando l’anima storica con quella abitativa. Puntare allo sviluppo di tali aree aggiunge sempre ricchezza e vivibilità alla vita della città. L’aspetto sostenibile e quello conservativo della architettura urbana non possono quindi essere più considerati disgiunti. La sostenibilità, come la intendiamo oggi, deve connettersi strettamente alla conservazione del bene culturale. Grazie a questi argomenti si punta ad un migliore abitare la città, che dovrebbe essere offerto alle generazioni future”.
“La tematica della sostenibilità – conclude Balzani – non è più sola, ma comincia a stringersi e a connettersi con quella della conservazione della memoria. I due pensieri, apparentemente distanti per le stimolazioni e gli inneschi culturali e tecnologici che generavano o da cui venivano a loro volta generati, vengono oggi più che mai a trovarsi in una complementarietà di azioni e di risultati di non banale effetto. Le similitudini non sono poche. Ambedue i pensieri (culturali, sociali, progettuali, tecnologici) fanno riferimento ad un futuro concreto che deve essere offerto a chi verrà dopo di noi con delle qualità e condizioni di responsabilità coerenti”.

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