13 Aprile 2020

FERRARA IN QUARANTENA:
la cultura è una rete vuota, senza pesci e pescatori

Giovanni Fioravanti

Tempo di lettura: 5 minuti

Un giorno, ho messo in fila sulla carta i luoghi che disegnano il profilo delle occasioni culturali che offre la città di Ferrara, una sorta di rete dell’apprendimento di cui istituzioni culturali, associazioni,  teatri e cinema formano i nodi.
L’inventario mi portò ad elencare, senza dubbio per difetto, duecentocinquanta luoghi di apprendimento formale e non formale. Una rete che attende di essere riconosciuta e valorizzata dentro un progetto di città intelligente.

In questi giorni di clausura, questa rete, che potrebbe essere utile per riempire le nostre giornate, è invece silente, come se non fosse mai esistita. Eppure questa era una buona occasione per stare interconnessi, diffondere le proprie proposte, i risultati delle proprie attività, organizzare webinar. C’è da chiedersi quanto smart sia la nostra città. Se è possibile, oltre allo smart working, la smart knowledge. La risposta ahimè è decisamente negativa.

La rete offre link alla visita virtuale di decine di musei, da quelli Vaticani alla Galleria degli Uffizi, alla Pinacoteca di Brera, oltre ai più importanti musei nel mondo dal Metropolitan di New York  alla National Gallery di Londra. Fino alla visita virtuale alle mostre, a partire da quella di Raffaello.

A Ferrara non c’è museo che offra tutto questo. Nulla a Palazzo Schifanoia, nulla per la Pinacoteca Nazionale; il Museo archeologico nazionale di Spina, più attento alla digitalizzazione, propone percorsi molto statici con fotografie, spiegazioni con audio guide, più una documentazione che una visita virtuale vera e propria. Così il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara si presenta con alcune pagine che sembrano più un album di figurine commentate, anziché essere una scoperta in 3D delle sue sale. I siti del Castello e del Palazzo dei Diamanti non oltrevalicano la dimensione della promozione dei loro eventi. La pagina del Teatro Comunale che pure potrebbe mettere in rete i video di concerti, di prosa e di danza non propone nulla. Per non parlare delle sale cinematografiche, che non riescono a concepirsi, se non per la programmazione in presenza; attraverso i loro siti potrebbero invece offrire rassegne e remake, anche a pagamento, ovviamente. Eppure nulla si muove, come se il Covid 19 oltre a colpire i corpi avesse colpito anche le menti.

Resta attiva la rete delle biblioteche per l’accesso alle librerie digitali. Ma le biblioteche avrebbero potuto farsi promotrici di seminari, conferenze, presentazioni di libri online. Invece di essere creativi si è scelto di essere routinari; eppure sono servizi che dovrebbero fare cultura, ma non sono ancora in grado di concepirsi al di fuori delle loro quattro mura, della loro autoreferenzialità istituzionale.
Neppure associazioni come gli Amici della Biblioteca Ariostea o del Musei e Monumenti Ferraresi brillano per iniziativa, presenza e fantasia. Quasi fossero altro che una accolita di affezionati. Eppure questa era un’occasione per offrire dalle loro piattaforme web iniziative e proposte culturali per tutta la città.
Uniche a  dimostrare intelligenza, iniziativa e invenzione sono le scuole e il CPIA, il Centro Provinciale di Istruzione per gli Adulti, che continuano nella loro offerta di didattica online.

Le attività culturali in rete andrebbero viste come una importante funzione strategica che dovrebbe far parte normalmente dell’impegno e del lavoro corrente delle istituzioni culturali ferraresi: musei, biblioteche, archivi, soprintendenze. Invece tocchiamo con mano quanto siamo distanti, quanto è il ritardo accumulato, quanta miopia nella gestione della cultura. La città della conoscenza, per la quale da queste pagine ci battiamo da anni, è ancora lontana dall’essere compresa, l’idea del sapere diffuso e permanente non appartiene alla città e alle sue istituzioni culturali.

In rete ci sono siti come POSSO, il portale dove ognuno mette a disposizione degli altri il proprio tempo e le proprie conoscenze. Una community dove imparare e condividere ciò che si sa fare, che permette il contatto tra le persone disposte a condividere le proprie competenze quali che siano. Bella idea per condividere una cittadinanza, ma la città interconnessa non esiste e ora ne sentiamo la mancanza.
Da questo punto di vista Ferrara non è una smart city, il sito del Comune non offre nessuna iniziativa, nessuno strumento, nessuna piattaforma per dialogare tra cittadini, perché è un’idea che non si è mai concepita, perché non si è in grado di lanciare il proprio sguardo oltre la gestione della quotidianità. Perché l’idea di una città diversa non è passata a nessuno per la testa  a partire dai nostri amministratori. Perché solo gli eventi straordinari ci fanno scoprire l’ordinarietà delle nostre giornate, dei nostri programmi, la miopia delle nostre prospettive, l’ordinarietà delle politiche nella gestione della città. Ma se non si nutre la creatività nei tempi ordinari, quando giungono quelli straordinari si resta con un pugno di mosche in mano. E qui a fregare è ancora una volta l’assenza di cultura.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giovanni Fioravanti

Docente, formatore, dirigente scolastico a riposo è esperto di istruzione e formazione. Ha ricoperto diversi incarichi nel mondo della scuola a livello provinciale, regionale e nazionale. Suoi scritti sono pubblicati in diverse riviste specializzate del settore. Ha pubblicato “La città della conoscenza” (2016) e “Scuola e apprendimento nell’epoca della conoscenza” (2020). Gestisce il blog Istruire il Futuro.
Giovanni Fioravanti

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