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La dedica dei Caldi Peperoncini Rossi…

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How long how long will I slide
Separate my side I don’t
I don’t believe it’s bad
Slit my throat it’s all I ever.

All’uscita di Californication, nel 2000, i Red Hot Chili Peppers sono all’apice della loro carriera: il ritorno del chitarrista John Frusciante porta nuove sonorità e stimoli. La band, ormai matura è inoltre in grado di affrontare musicalmente tematiche complesse quali la morte, l’avidità, il suicidio, il viaggio e la California, intesa come metafora del sogno americano. Quello che esce è un disco memorabile che sancisce il massimo successo commerciale per la formazione americana con oltre 15 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Ma Californication è anche l’album della presa di coscienza della band rispetto al passato travagliato dei propri componenti ed un brano in particolare è dedicato al loro primo chitarrista Hillel Slovak, scomparso per un’overdose dopo aver tentato numerose volte di disintossicarsi: Otherside.
I heard your voice through a photograph
I thought it up and brought up the past
Once you’ve gone you can never go back
I’ve got to take it on the other side.

La videoclip è anch’essa un’opera d’arte. Un ambiente cupo, ispirato al cubismo, lontano dalle ambientazioni vivaci che contraddistinguono la gran parte della videografia della band. Anthony Kiedis vestito di scuro canta dall’alto di una torre, mentre gli altri componenti della band suonano oggetti del paesaggio come un orologio medievale rotante o dei cavi ad alta tensione. La storia, raccontata in maniera allegorica, è proprio quella di Slovak che cerca di scappare prima dalla propria dipendenza, rappresentata metaforicamente prima da un mostro, poi da un labirinto ed infine dalla parte corrotta di sé stesso, raffigurata dalla propria ombra.
Centuries are what it meant to me
A cemetery where I marry the sea
Stranger things could never change my mind
I’ve got to take it on the other side.

Il testo sembra contenere tre diversi punti di vista: una voce narrante che cerca di capire in quale punto della propria vita si trovi, quello della parte “sana” del protagonista che cerca di uscire dalla propria dipendenza e quello dell’altra parte (Otherside, appunto, che in inglese non andrebbe scritto tutto attaccato) “malata e corrotta” che inevitabilmente riporta verso la trappola letale della droga. Il tutto su un arrangiamento semplice ma molto efficace e di forte impatto, in grado di dare il massimo risalto ai cori di Anthony Keids.
Turn me on take me for a hard ride
Burn me out leave me on the other side
I yell and tell it that it’s not a friend
I tear it down I tear it down
And then it’s born again!

Veramente un gran pezzo, come testo, musica e video. Al punto che in diversi Paesi ha ottenuto il primo posto in classifica, scalzando addirittura la title track dell’album, Californication.

Otherside (Red Hot Chili Peppers, 2000)

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