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Due fratelli
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“L’Epifania tutte le feste si porta via”, recitava un vecchio detto popolare. È tempo di tornare al lavoro e a scuola, ma abbiamo ancora il tempo per un ultimo regalo e questa volta abbiamo pensato ai più piccoli. Abbiamo colto l’occasione della nostra chiacchierata con Luigi Dal Cin [vedi] per chiedergli di regalarci una storia da donare a tutti i giovani lettori e lui ha scelto un racconto tratto da un’antica fiaba eritrea che affronta il tema della paura di ciò che non si conosce… per affrontare il nuovo anno con un pizzico di fiducia in più nell’Altro.

di Luigi Dal Cin

C’erano un tempo due fratelli che si chiamavano uno Giuseppe e l’altro Giacobbe.
Giuseppe viveva nelle terre d’occidente, Giacobbe nelle terre d’oriente.
Questi due fratelli avevano abitato insieme per lungo tempo, ma poi si erano dovuti separare per cercare fortuna e non si erano più incontrati.
Più passava il tempo, più il desiderio di rivedersi diventava forte, finché una medesima mattina ciascuno di loro lasciò il proprio paese per andare a far visita al fratello.
Giuseppe così partì dalle terre dell’ovest e Giacobbe partì dalle terre dell’est, senza sapere nulla l’uno dell’altro.
E mentre camminavano, si avvicinavano sempre di più, finché a metà strada si incontrarono.
Ma era già notte, e ciascuno scambiò l’altro per un nemico.
“Fermati dove sei!” gridarono insieme.
Subito entrambi estrassero la spada, e ciascuno sferrò un colpo.
Tra di loro c’era una roccia, e così tutti i loro colpi si infransero lì, e continuarono a colpire la roccia per tutta la notte finché alle prime luci dell’alba si riconobbero.
“Fratello mio!” esclamarono insieme.
Allora lasciarono cadere le spade, e si buttarono entrambi in ginocchio.
E si abbracciarono sani e salvi, e si baciavano, e piangevano per la felicità.
Poi insieme meditarono su quello che era successo: su come fosse stupido e insensato che due fratelli, a causa del buio e della paura, si fossero scambiati per nemici!
Rimasero insieme per un giorno e per una notte, finché dovettero nuovamente separarsi per ritornare ai loro paesi. Così si salutarono e Giuseppe si incamminò verso le terre d’occidente, Giacobbe verso le terre d’oriente.
La roccia colpita dalle loro spade esiste ancora oggi.
La potrete riconoscere perché si notano numerosi colpi di spada sul lato est, e altrettanti sul lato ovest, lasciati da due fratelli che si scambiarono per nemici.

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