Skip to main content

di Federico Di Bisceglie

Come e quanto clima e ambiente influiscono sullo spirito degli scrittori e dei poeti?
Probabilmente ciò che essi percepiscono è esattamente quello che anche le persone comuni riescono a cogliere; gli artisti, musicisti, poeti, pittori, scrittori, riescono però a descriverlo in maniera unica, attraverso la loro dote naturale. La sensibilità delle persone creative, nell’accezione greca del termine, cioè coloro che plasmano, che danno vita ex novo ad un’opera d’arte, è fortemente influenzata dall’ambiente e dal clima che caratterizza il luogo in cui le opere prendono vita: non a caso, se un artista si sposta dal luogo di origine e produce un’opera d’arte in un contesto diverso dal precedente sono riscontrabili generalmente elementi differenti che caratterizzano i diversi periodi e ambiti di produzione artistica.
Forse il modo più difficile per descrivere le emozioni che l’ambiente e il clima trasmettono è la letteratura. Le ostiche e crude lettere. La musica e la pittura hanno due espedienti fondamentali: l’elemento sonoro e l’elemento visivo. Per la scrittura non è così, sebbene un bel libro possa essere ‘musicale’ e ‘visivo’, basti pensare al principe dei romanzi della letteratura italiana, “I promessi sposi”, all’interno del quale la descrizione dei paesaggi è così incredibilmente riuscita che il paesaggio stesso diventa personaggio. Oppure, se si recitano a voce alta dei versi della Commedia, ci si accorge della loro divina musicalità.

Veniamo però alla letteratura e allo spirito ferrarese. Quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita di Giorgio Bassani e a Ferrara sono state organizzate tantissime manifestazioni, talvolta molto interessanti, talvolta ridondanti, per ricordare lo scrittore ferrarese che però da Ferrara era stato rifiutato, sebbene rappresenti appieno la ‘ferraresità’. Dagli scritti di Bassani, infatti, emergono numerosi aspetti legati a ciò che maggiormente caratterizza l’insopportabile clima di questa città, che tuttavia la rende unica, primo fra tutti: la nebbia. Le suggestioni di questa atmosfera cupa, leggermente malinconica, che denuncia la nostalgia per la gloria della città in età estense, che gradualmente ha perso il suo ruolo, rimanendo però legata a una mentalità che rimane tale da allora, caratterizzano inevitabilmente la produzione artistica di tutti coloro che sono passati da Ferrara. Partendo dal poeta Ludovico Ariosto, passando per il successivo Torquato Tasso, per Bassani e D’Annunzio, che nella sua lirica dedicata alla città estense la descrive definendo la sua bellezza “deserta”. Non è un caso che, grazie a De Chirico e al fratello Savinio, proprio Ferrara sia stata il fulcro della Metafisica: qui trovarono gli spunti e le circostanze ideali per creare un movimento artistico che andasse”oltre la realtà”.

tag:

Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
Oggi Periscopio ha oltre 320.000 lettori, ma vogliamo crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it