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C’era la luna piena nel cielo di Ferrara. C’era Internazionale con tanti giornalisti a spiegare le cose del mondo. C’era tanta gente variopinta e brulicante per le strade, nei locali, tra le bancarelle del mercato, nei cortili dei bei palazzi antichi. C’era tutto questo nelle sere d’ottobre appena trascorse.
Ferrara era particolarmente bella. Bella come la luna piena che s’offriva agli sguardi della gente.
Una luna insolitamente grande e luminosa, così vicina da lambire il campanile affacciato al listone.
Guardo la luna e ricordo i palloncini dei luna park comprati con lo zucchero filato. Mangiavo lo zucchero filato con le mani appiccicose e ogni volta il palloncino mi volava via perdendosi tra le nuvole.
La luna, i desideri appesi, i sogni possibili… C’è forse una sottile speranza che il mondo si riscatti?
Guardiamo la luna, non il dito, mi raccomando!

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