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La maturità di Bassani, un monito contro i razzismi

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“Chi è Bassani?”. Si calcola che su mille ragazzi, tre su quattro non conoscano lo scrittore ebreo, a differenza dei ragazzi del liceo Ariosto di Ferrara, dove anche il romanziere affrontò la maturità e fra gli studenti è ben noto.
Il Miur sceglie le persecuzioni razziali con “Il Giardino dei Finzi Contini” tra le tracce della prima prova di italiano della maturità 2018. Ai maturandi, che hanno fatto questa scelta, si chiede di analizzare un brano in cui compare la figura di Silvio Magrini, presidente della comunità ebraica di Ferrara dal 1930. Una storia vera e tragica, dove l’epilogo sarà la deportazione e la morte ad Auschwitz di tutta la sua famiglia. Prima della deportazione, Magrini racconterà l’amarezza e la rabbia nel momento in cui, a causa delle leggi razziali, verrà cacciato dalla sua amata biblioteca di Ferrara.
Il tema principale è l’antisemitismo, una scelta prevista, quella del Miur, in occasione della ricorrenza degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia. Una giusta attenzione accompagnata forse ad un collegamento alla politica attuale? A tal proposito, ecco alcuni commenti: “Quanto mai attuale!”, “Siamo in tema direi”, “Un caso?”. Ogni giorno giornali, tv e istituzioni fanno allusioni alle leggi razziali del 1938 e alla Shoah per futili motivi politici che offendono tutti coloro che sono stati perseguitati e uccisi nei campi di sterminio. Bisognerebbe evitare manipolazioni del passato e strumentalizzazioni al presente.
Auguriamoci, invece, che la scelta della traccia possa essere un invito rivolto alle nuove generazioni, alla riflessione affinché ciò che è stato non si ripeta o, come suggerisce Ruth Dureghello, presidente della comunità Ebraica di Roma, agli studenti: “Cogliete l’occasione di comprendere meglio come si arrivò a quella tragedia e soprattutto raccogliete quel testimone per impedire che si verifichi di nuovo”.

L’antisemitismo esiste ancora e non minaccia solo Israele (che da ieri si trova sotto attacco missilistico nell’indifferenza totale dei media, italiani compresi, pronti a “colpire” solamente quando Israele reagisce e si difende), come dimostrano le violenze e le uccisioni nei confronti anche di giovanissimi in Francia e in Germania. L’unica loro “colpa”? Essere ebrei.
Come possiamo insegnare ai giovani il rispetto quando li costringiamo ad assistere a violente manifestazioni antiebraiche come è accaduto e continua ad accadere anche in Italia, da parte di estremisti politici antisemiti?
I giovani devono comprendere che l’antisemitismo diventa pericoloso quando in uno Stato europeo si forma una forza politica che crede che gli ebrei siano la causa di tutti i mali della società.

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