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La musica abbatte le barriere

Da: Ella

La musica del mondo che abbatte le barriere al Ferrara Buskers Festival®

Tante le iniziative dedicate al sociale nella 32° Rassegna Internazionale del Musicista di Strada, fino al 1° settembre 2019.

Nello spirito di libertà, apertura alle culture del mondo e condivisione della musica che anima il Ferrara Buskers Festival®, sono tante e diverse le iniziative dedicate al sociale della 32° Rassegna Internazionale del Musicista di Strada (dal 22 agosto al 1° settembre 2019).

La musica deve essere accessibile a tutti. Per questo, durante la manifestazione, alcuni gruppi di artisti (ne partecipano circa 1000, soprattutto musicisti negli 11 giorni di Festival) si recano nei luoghi in cui le persone non riuscirebbero a vivere la magia creata dai buskers, con spettacoli e performance dedicati.

La musica che cura e che dona sollievo è protagonista di un progetto di musicoterapia nelle case di residenza per anziani di Via Ripagrande e Residence Service di CIDAS e delle Comunità educative per minori gestite dalla cooperativa.

Il 27 agosto, dalle 16.30 alle 17.30 il gruppo Surfin Claire and the Whisky Rockers suonerà in Via Ripagrande, che ospita anche malati di Alzheimer, mentre in contemporanea per la Comunità educativa per minori “Il Melograno” si esibirà Elia. Il 28 agosto, dalle 15.30 alle 17.00 nella casa di residenza di Via dei Tigli 3, si esibiranno l’artista Pellegatta e il Consorzio Riciclato Sonoro. Di nuovo in Ripagrande il 29 agosto, dalle 16.30 alle 17.30 gli ospiti potranno ascoltare le note della band The Brothers in Law.

Come ormai da tradizione, alcuni musicisti porteranno suoni ed allegria anche nel Centro Diurno di Igiene Mentale Maccacaro di via Marco Polo 2: il 28 agosto dalle 15.00 alle 16.00 si esibiranno con la loro coinvolgente energia The Trouble Notes, trio berlinese dagli intrepidi sound contemporanei. Altri buskers suoneranno, inoltre, nella Casa Circondariale di Ferrara, il 29 agosto alle ore 10.00.

Tra le strade ferraresi, il pubblico potrà assistere negli ultimi giorni del festival agli spettacoli degli artisti sordi del progetto Buskers Deaf, in collaborazione con l’associazione AIDUS (Associazione per l’Inclusione di Udenti e Sordi), per vivere l’arte con due “diversi modi di sentire”. Il 30 e 31 agosto, dalle 20.30 alle 24.00 e il 1° settembre, dalle 17.00 alle 20.00, gli spettatori si divertiranno con il Duo Siciliano formato da Calogero la Bella, in arte Mago Jerry, e sua moglie Annalisa, una coppia comica che grazie all’uso delle mani riesce a creare esilaranti giochi di prestigio. Il duo Pallina Rossa, formato da Maurizio Scarpa, clown sordo tarantino, e Viviana Vergari, in arte “Clown Violetto” saranno bravissimi nel donare sorrisi e spensieratezza agli spettatori del Ferrara Buskers Festival®, come fanno di solito nei luoghi in cui è più necessario: gli ospedali, le case di riposo e i centri per disabili.

Un’arte diversa, ma senza dubbio sorprendente, è quella invece dell’artista sordo Tony Novak, pioniere dello skateboard, con il quale ha solcato l’asfalto di molte città italiane ed europee, con in testa la sfida di unire la passione per la verticale alle acrobazie sulla tavola.

Da non perdere, inoltre, lo spettacolo del gruppo Camelot Combo, formato da richiedenti asilo e rifugiati accolti dalla cooperativa CIDAS. La band, che sperimenta i ritmi africani con diversi strumenti percussivi, si esibirà il 30 agosto dalle 19.30 alle 20.30 sotto il campanile di Piazza Trento e Trieste. Il gruppo si è costituito nel 2017 grazie ad un laboratorio promosso nell’ambito dei progetti Sprar/Siproimi dei Comuni di Ferrara e Argenta, realizzato in collaborazione con i maestri della AMF – Scuola di Musica Moderna di Ferrara. A dirigerli sarà il maestro Flavio Piscopo, con l’accompagnamento al piano di Corrado Calessi.

Diversi musicisti che suonano tra le piazze e le vie del Festival sono impegnati in progetti sociali. Come il gruppo invitato Utungo Tabasamu (uno dei 20 gruppi di Musicisti Invitati protagonisti della rassegna), percussionisti dalla forte carica espressiva che a Salerno rendono la musica uno strumento di integrazione, o meglio “interazione” come precisano loro, con persone rifugiate.

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