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Tredicimila sono i progetti che lo scorso anno in Italia hanno fatto ricorso al sistema di crowdfunding (finanziamento comunitario). Meno della metà, 5.500 (cioè il 42,3% del totale) sono quelli che hanno raggiunto l’obiettivo prefissato. La raccolta generata attraverso le piattaforme specializzate, autorizzate sulla base delle normative attuali, ha registrato un ammontare complessivo calcolato in circa 30milioni di euro, per un valore medio di 2.300 a progetto, attribuito sulla base della totalità dei soggetti che si sono attivati. I dati sono stimati dagli analisti del settore, non sono dunque ufficiali, ma considerati pienamente attendibili.
Ferraraitalia può quindi essere particolarmente soddisfatta del risultato conseguito. Ha fatto centro la nostra pubblica richiesta di sostegno a un modello di “informazione verticale” pluralista, libera da preconcetti e indipendente da potentati e interessi di parte; un’informazione che privilegia l’approfondimento, favorisce la conoscenza e sollecita il confronto oltre i pregiudizi.
Il crowdfunding di Ferraraitalia si è concluso ieri con un attivo di 5.385 euro raccolti, pari al 108% dell’obiettivo, prefissato in cinquemila euro. Facciamo parte della minoranza dei proponenti (meno di uno su due) che ha realizzato il proprio scopo. E abbiamo conseguito, grazie alla generosità dei donatori, un risultato superiore al doppio della somma media versata.

Di questo straordinario successo siamo grati a tutti voi lettori, che avete voluto testimoniare anche concretamente l’apprezzamento al nostro lavoro. E’ uno stimolo in più per migliore il nostro quotidiano.
Da settembre ci riproponiamo di offrirvi un giornale più ricco e meglio ordinato nei contenuti. Questo periodo estivo in cui si lavora a ritmi un po’ più blandi ci consente di riorganizzare le idee e di tare al meglio la macchina. Grazie alla somma raccolta attraverso il crowdfunding per l’autunno Ferraraitalia avrà una redazione, un luogo fisico di lavoro e di incontro con la comunità. E’ il primo fondamentale passo per andare oltre la fase pionieristica e dare stabilità all’impresa, che tale diverrà anche in termini propri, aggregando in forma cooperativa il gruppo di giornalisti che concretamente garantisce la sviluppo di Ferraraitalia.

Pubblicamente esprimiamo la nostra gratitudine a tutti coloro che hanno contributo: i pensionati dello Spi Cgil Ferrara, i partigiani dell’Anpi provinciale di Ferrara, l’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara, l’Associazione amici dei musei e dei monumenti ferraresi e Federmanager Ferrara, oltre ai cento-cittadini-cento che citiamo qua sotto uno per uno (ad eccezione di coloro che hanno scelto di non divulgare l’identità). Grazie anche al team Ginger [vedi sito] per l’imprescindibile ausilio tecnico e i preziosi suggerimenti offerti a supporto di tutta l’operazione.

Ferraraitalia è sostenuta da:

Andrea Cirelli
Mario Sunseri
Elena Tamburini
Cinzia Pagnoni
Maurizio Andreotti
Maria Conconi
Francesco Ragusa
Leonardo Fiorentini
Elisa Uccellatori
Paola Bonora
Maria Cavalieri
Alberta e Ranieri Varese
Davide Bassi
Enrico Testa
Federico Varese
Simone Ferraresi
Ivana Cambi
Raffaella Parizzi
Chiara Bertelli
Luca Gavagna
Andrea Boldrini
Paola Conconi
Raffaele Giordani
Camilla Ghedini
Sara Cambioli
Fernando Baraldi
Simonetta Sandri
Iris Corberi
Gianni Venturi
Lucia Marchetti
Giovanni Cocconi
Riccardo Pareschi
Raffaele Rinaldi
Giovanni Samannà
Stefano Pavani
Paolo Mandini e Paola Cardinali
Elisabetta Vincenzi
Giuseppe Milone
Andrea Bighi
Marco Bonora
Michele Andreotti
Claudio Allegra
Carlo Alberto Cova
Giorgia Mazzotti
Rolando Bellani
Alberto Pizzirani
Roberto Vincenzi
Catian Boni
Patrizia Moretti
Mario Caniatti
Alessandra Chiappini
Gianluca Fratini
Leonardo Facchini
Franco Stefani
Gabriella Cavalieri
Cesare Ricchiuti
Patrizio Fergnani
Carla Collina
Massimo Maisto
Fabrizio Saccenti
Alice Pelucchi
Anna Maria Baraldi Fioravanti
Paola Forlani
Fabio Zangara
Fiorenzo Baratelli
Tito Cuoghi
Giovanni Fioravanti
Daniele Lugli
Maurizio Vincenzi
Eleuterio Vincenzi
Giuseppe Sarti
Giorgia Zecchini
Luca Zucchi
Claudio Ramponi
Paolo Vincenzi
Marco Sgarbi
Renzo Canella
Laura Rossi
Donatella Marcigliano
Federica Marmai
Andrea Malacarne

Inoltre:
Federmanager Ferrara
Spi Cgil Ferrara
Associazione amici dei musei e dei monumenti ferraresi
Anpi provinciale di Ferrara
Istituto di Storia contemporanea di Ferrara

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito e a quanti leggono il nostro quotidiano online

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Redazione di Periscopio


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
Oggi Periscopio ha oltre 320.000 lettori, ma vogliamo crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it