3 Febbraio 2014

“La Orte-Mestre mette a repentaglio l’ecosistema nel bacino del Mezzano”

Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 3 minuti

da: coordinamento ferrarese Stop Orte-Mestre

“Marcella Zappaterra, presidente della Provincia, intervenendo di recente sulla stampa locale nel dibattito sullo sviluppo del territorio, individua per il ferrarese  la realizzazione di infrastrutture e direttrici da est a ovest (idrovia Po-Porto Garibaldi-Ravenna e collegamento stradale Cispadana Ferrara Lidi) e da sud a nord (autostrada tra Ravenna e Mestre).
Queste infrastrutture favorirebbero pure le reti ambientale e storico culturale presenti sul territorio, che potrebbero diventare un autonomo sistema ecologico – economico – turistico – sociale.
Non si può che essere d’accordo rispetto alle finalità, anche se rimangono numerosi e profondi dubbi sulla validità delle infrastrutture citate, in particolare per il tracciato dell’autostrada tra Ravenna e Mestre nel territorio ferrarese che, a nostro avviso, è in profonda contraddizione con le finalità richiamate.
La nuova autostrada Orte Mestre infatti nel tratto ferrarese taglierà in due il bacino del Mezzano, valle bonificata attualmente coltivata ma ricca di importanti peculiarità che la rendono unica al mondo per i delicati equilibri che nel tempo si sono instaurati con il resto del territorio.
Non a caso il bacino del Mezzano è stato classificato dall’UE zona di protezione speciale (ZPS), il che comporta la possibilità di usufruire di contributi comunitari per gli agricoltori che rispettano parametri ambientali nella conduzione dei terreni, in quanto ambiente agricolo adatto ai selvatici in particolare all’avifauna.
Pure la candidatura per un unico grande Parco “Delta del Po” come patrimonio Unesco (Man and the Biosphere “MAB” Programme), sottoscritto pure dalla Provincia di Ferrara oltre che da tutti i Comuni che condividono il bacino del Mezzano, prevede che questo territorio rientri nelle aree transition, cioè quelle maggiormente vocate allo sviluppo di attività umane per il miglioramento del benessere economico e sociale, delle comunità locali.
Noi riteniamo che non si possa “usare” l’ambiente, in questo caso il Parco del Delta del Po nella sua nuova candidatura come sito Unesco, solo quando fa comodo per presentarsi con “il vestito buono” a potenziali turisti, e poi con altre scelte, come quella per la costruzione di una inutile e costosa autostrada, andare di fatto ad intaccare e compromettere quanto si dichiara di difendere.
Inoltre il bacino del Mezzano, esteso 18,000 ettari e completamente disabitato, protegge e valorizza le parti più sensibili di questo settore di pianura ed è uno dei pochi esempi di “vuoto” in zona, che ormai, come il resto della Valle Padana, è sempre più caratterizzata come una unica, ininterrotta città diffusa.
Anche per questi motivi è sorto anche a Ferrara il coordinamento contro la costruzione dell’autostrada Orte Mestre con il tracciato all’interno del Mezzano (Stop OR-ME), ponendo come alternativa la messa in sicurezza dell’attuale Romea e il completamento della Statale Adriatica.”



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