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La parola visiva di Federica Manfredini

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Tempo di lettura: 3 minuti

A partire dagli anni Sessanta del secolo XX, tra l’ondata delle neoavanguardie (Sanguineti, Eco, Spatola, Zanzotto, il Gruppo 63, ecc.) e l’infanzia dell’era spaziale (Sputnik, Jurij Gagarin, John Glenn, la Nasa), la scrittura poetica sperimenta nuovi scenari sperimentali, in certo senso postfuturista.
Scrittura verbo-visiva l’ha definita il critico ed artista Lamberto Pinotti, oppure “Poesia Totale” (Spatola), più specificatamente si narra di poesia sonora, poesia tecnologica e poesia visiva (Perfetti, il Gruppo 70 ed altri).
La cosiddetta poesia visiva sostituisce il medium libro cartaceo con il medium quadro più parola, a volte eliminando persino le parole… Ferrara è stata una delle capitali internazionali di tale nuova poetica d’avanguardia; i vari Michele Perfetti, Federica Manfredini, Romolina Trentini, Luciana Arbizzani ed altri, lo stesso poeta sonoro Enzo Minarelli hanno operato ed operano in tale percorso, spesso mixato in modulazioni anche sonore, finanche nei bordi liminari della stessa pittura e letteratura sperimentale
Significativa fu ad esempio, in tempo reale – all’epoca – oltre alla Sala polivalente cult con diverse iniziative una rassegna Visual, a Ferrara presso la Stanza di San Giorgio, succinta ma indicativa panoramica dedicata alla poesia visiva da parte degli autori succitati, curata da Sergio Altafini: la Manfredini, in particolare, in tale mix presentò esperimenti di rara comunicazione, parole libere, riflesso della migliore neoavanguardia filtrata da un lirismo visivo-orale squisitamente femminile… e corrosivo.
Protagonista la poetessa anche in numerose pubblicazioni, come ad esempio per la rivista trimestrale Edigraf, 1985, 1989, 1995, ecc. diretta da Carla Bertola e Alberto Vitacchio.
Eloquentemente d’alta performatività, la poetessa nei suoi costanti, a suo tempo, live set, parola declamatoria e provocatoria anche, una anti-rima divertentissima.
Tra le varie pubblicazioni in tal senso, sonoro-totale, assolutamente memorabile e da ricordare, l’antologico Baobab n.21 del 1992, rivista fondata dallo stesso Spatola e Ivano Burani, su tape cassette (inclusi anche diversi altri protagonisti della scena ferrarese di cui prima).
Tutt’oggi, la compianta poetessa, scomparsa tragicamente nel 1997, splendidamente celebrata nel 2007 per la Biennale donna di Ferrara curata da Lola Bonora e Anna Maria Fioravanti dell’Udi, resta al vertice del fare poesia sperimentale, a Ferrara e non solo, postlineare, visiva e anche sonora.

Per ulteriori informazioni su mostre, cd, eventi nazionali e internazionali riguardanti Federica Manfredini, visita il sito di Ulu late 67 [vedi] e dell’Udi Biennale donna [vedi]

da “Dizionario della letteratura ferrarese contemporanea”, eBook a cura di Roby Guerra (Este Edition-La Carmelina, 2012)

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