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La pesca dichiara lo stato di agitazione

Da: Legacoop

Il Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative dell’Emilia-Romagna incontra l’Assesore Simona Caselli e presenta le proposte per rilanciare il settore

«La pesca italiana sta fronteggiando una grave crisi che rischia di compromettere il lavoro, la competitività e la redditività di un settore che occupa in tutta Italia 800.000 lavoratori e incide per il 3% sull’economia nazionale». Con questa motivazione, giovedì 1 dicembre una delegazione del Settore Pesca dell’Alleanza delle Cooperative dell’Emilia-Romagna ha incontrato, alla Tenuta Augusta di Ravenna, Simona Caselli, Assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca: Sergio Caselli (Legacoop Agroalimentare Pesca Emilia Romagna), Cristian Maretti (presidente Legacoop Agroalimentare Nord Italia), Patrizia Masetti (Agci Agrital) e Vadis Paesanti (Federcoopesca) hanno consegnato un documento di indicazioni e proposte per richiamare l’attenzione e il sostegno delle Istituzioni nella gestione delle problematiche che affliggono il settore.
La crisi del comparto della pesca è dovuta a diversi fattori: i problemi di inquinamento marino; il sovrasfruttamento delle risorse; la fragilità di un settore frammentato in piccole e medie imprese, che hanno difficoltà ad accedere al credito e alle reti della distribuzione; il costante aumento dei costri di produzione. Su questo contesto va ad incidere la legislazione europea, che non tiene conto delle specificità del Meditterraneo e impone norme eccessivamente restrittive e punitive.
«In questo scenario – affermano i referenti del Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative – lanciamo un insieme di proposte per ridare un futuro alla pesca italiana. Innanzitutto, auspichiamo una revisione del sistema sanzionatorio, talmente rigido da paralizzare le attività delle imprese. È poi necessario rifinanziare la cassa integrazione per il 2017, affinchè i lavoratori costretti alla sospensione dell’attività (per i fermi temporanei di pesca imposti dalla normativa) possano contare sugli ammortizzatori sociali. Serve, inoltre, semplificare le pratiche amministrative e diminuire i costi burocratici che gravano pesantemente sulla redditività delle imprese ittiche». Nel documento presentato, molte altre sono le richieste sottoposte all’attenzione delle Istituzioni, tra cui: la revisione del sistema della “condizionalità”, che allo stato attuale impedisce a molte imprese l’accesso al sostegno finanziario previsto dal FEAMP; la necessità di investire risorse nella formazione, per accrescere la professionalità degli addetti e migliorare le performance dell’intera filiera; l’esigenza di rivedere i criteri di assegnazione delle quote di tonno rosso, affinché le nostre marinerie possano pescare una risorsa presente in abbondanza nel mare Adriatico.
«Alla Regione chiediamo di farsi carico, nei confronti del Governo nazionale, di queste istanze – conclude il Coordinamento dell’Alleanza – affinché si trovi una soluzione nel più breve tempo possibile. È necessario che le legislazioni, sia comunitarie che dei paesi extracomunitari, vengano armonizzate. Esprimiamo infine l’esigenza di adottare piani di gestione comuni e condivisi e discutere i provvedimenti insieme alle Associazioni di settore».
Nelle prossime settimane verranno organizzate, nelle Marinerie di tutta Italia, iniziative conoscitive per sensibilizzare i territori sulle problematiche del settore e condividere le proposte avanzate. A conclusione di questo percorso, a gennaio si terrà a Roma un’assemblea nazionale del settore.

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