Home > INCHIESTE & ANALISI > ALTRI SGUARDI > LA RECENSIONE
Badke: attraverso la danza una finestra sulla Palestina contemporanea

LA RECENSIONE
Badke: attraverso la danza una finestra sulla Palestina contemporanea

Badke Photo by Danny Willems

Grida nell’oscurità, la silhouette di una schiera che batte il ritmo con i piedi sulle tavole del palcoscenico. Poi le luci si alzano e capiamo che quella che sembrava la preparazione a un combattimento non è altro che la preparazione per una danza.
È l’inizio di “Badke” – a Ferrara in prima nazionale e in esclusiva per l’Italia – la prima coreografia di “Focus Mediterraneo”, il ciclo di approfondimento della Fondazione Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara all’interno della rassegna di Danza Contemporanea. Un’ora di pura energia, di danza gioiosa e irrefrenabile, tanto più vitale in quanto costantemente minacciata da un indefinito e indefinibile senso di urgenza e precarietà.

“Badke” è una rielaborazione di Dabke, danza popolare palestinese che accompagna i matrimoni e le celebrazioni festive, ma anche danza espressione dell’identità nazionale che racconta di un popolo in guerra, intrappolato. Da qui i dieci performer palestinesi, con i coreografi Koen Augustijnen e Rosalba Torres Guerrero e la scrittura drammaturgica di Hildegard De Vuyst della compagnia belga Les Ballets C de la B diretta da Alain Platel, sono partiti per un progetto di ibridazione e contaminazione, inserendo varie altre forme di espressione, dall’hip hop, al modern, al balletto classico fino alle arti circensi. “Badke” è diventato così il manifesto del desiderio dei Palestinesi di appartenere a qualche luogo, ma allo stesso tempo di essere parte del mondo contemporaneo, oltre i ristretti confini della propria terra.
Mano a mano alcuni interpreti escono dalla catena della danza tradizionale, si staccano dal gruppo, eseguono assoli o duetti, acrobazie e combattimenti di capoeira, e poi si ritorna al dabke, al gruppo che esegue i passi tradizionali. Ecco la decostruzione e ricomposizione del dabke sotto i nostri occhi, ognuno afferma la propria identità, la propria appartenenza alla contemporaneità, ma sempre rimanendo fedeli alle proprie radici, tra autodeterminazione e senso di comunità.
“Badke” è anche metafora della situazione del popolo palestinese. Questa vorticosa e vulcanica gioia di vivere è intrappolata dalla ripetizione della musica: 15 minuti di ‘mijwiz’ di Naser Al-Faris, uno dei più famosi e popolari interpreti del badke per matrimoni, originario della West Bank, ripetuti e stirati da Sam Serruys per arrivare ai 50 minuti della performance. I ballerini vivono un’eterna festa che diventa una gabbia da cui non possono uscire: metafora di una condizione esistenziale da cui, per ora, non c’è scampo.
E quest’energia vitale diventa ancora più intensa, più urgente, perché è una strategia per dimenticare, e nella migliore delle ipotesi superare, le difficoltà e la violenza della vita quotidiana, che di tanto in tanto vediamo apparire all’improvviso in alcuni soli, nelle interazioni fra ballerini, oppure materializzarsi nell’interruzione improvvisa della coreografia: la luce se ne va, la musica si interrompe, ma dopo qualche momento iniziale di tensione e smarrimento sono gli stessi interpreti a cantare e darsi il ritmo battendo su ciò che hanno a disposizione, non importa se è il distributore dell’acqua su fondo del palco.
Il messaggio che i ballerini ci lasciano è: “Non ci faremo abbattere. Balleremo fino allo sfinimento”. E tornano alla mente le parole di Pina Bausch: “Balliamo, balliamo, altrimenti siamo perduti!”.

Commenta

Ti potrebbe interessare:
Per danzare non servono gli occhi
©Marco_Caselli_Nirmal
LA RECENSIONE
La danza ossessiva di Sharon Eyal punta dritta al ‘cuore’ dello spettatore
LA RECENSIONE
Le vie traverse della musica sublime
Parsons Dance invade il Teatro Claudio Abbado

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi