5 Dicembre 2016

Il dopo referendum
La scommessa di Renzi

Sergio Gessi

Tempo di lettura: 5 minuti

renzi

“Oneri e onori”. Sta probabilmente in questa attribuzione – da parte di Renzi – “a chi ha vinto” la chiave di comprensione dello scenario politico dei prossimi mesi: gli onori per una vittoria virtuale, gli oneri per la gestione di una situazione oggettivamente complessa.
Renzi si è giocato tutto in questa partita, e ha perso: ma ha perso una battaglia, non la guerra… Avesse vinto, avrebbe potuto completare la legislatura agendo sostanzialmente incontrastato per il prossimo anno e mezzo, forte di un’investitura popolare resa tale dal carattere plebiscitario che per primo ha attribuito alla consultazione referendaria. Invece ha perso, incassando però un pesante 40 percento di consensi che, se da un lato costano la bocciatura della riforma, dall’altra lo autorizzano a tentare una nuova ciclopica scommessa, confortato nel suo ego da una potenziale base elettoralmente ampia, quel “popolo del sì” che ha ringraziato “con un ideale abbraccio, uno per uno…”: con il 40 percento si perdono i referendum, ma si stravincerebbero le elezioni.

Ecco perché il premier uscente potrebbe covare l’idea di tentare l’azzardo estremo e domani, alla direzione del partito, presentarsi dimissionario anche dalla carica di segretario del Pd, denunciando le resistenza e i freni al cambiamento opposti da una parte della nomenclatura interna. I partiti come macchine del consenso ormai non funzionano più. Da perderci realmente avrebbe la struttura organizzativa. Ma, nella società liquida, si ragiona di partiti leggeri e ciò che fa presa è la capacità di esercitare una forte leadership. Sarebbe certo un terremoto. Ma in termini strategici gli garantirebbe però una rigenerazione personale e mani totalmente libere per poter tentare l’avventura in solitaria, facendo leva sul suo carisma, con i fedelissimi accanto, al vertice di una nuova formazione politica, lasciando agli altri (Pd incluso) gli oneri della gestione da qui alle elezioni. In fondo con questo approdo darebbe una parvenza di senso alla sua proclamata intenzione di “lasciare la politica” in caso di sconfitta: sarebbe un tirarsi fuori e ricominciare daccapo. Potrebbe anche temporaneamente defilarsi per poi tornare in scena a furor di popolo… Ma quel che farà è per ora solo nella sua testa. Di certo non si lascerà logorare da un ipotetico reincarico per formare un governo elettorale dedito esclusivamente all’approvazione del bilancio e al varo (peraltro non semplice, dati i contrastanti interessi fra le forze parlamentari) di una nuova legge elettorale.

“Oneri e onori a chi ha vinto”, ha proclamato sicuro. Non sarà facile gestire la transizione. Un voto a primavera – come sarebbe logico e auspicabile per non trascinare l’incertezza, aggravare la crisi e affossare ulteriormente il Paese – non consentirebbe alla forze politiche di riorganizzarsi: il Pd già dilaniato e adesso ancor più lacerato, la sinistra radicale non trova un’identità solida e convincente, lo schieramento del centrodestra è diviso e litigioso, l’unico partito saldo sulle sue posizioni è la Lega di Salvini che però da sola conta solo su un ipotetico 12 per cento di consensi e fatica a stringere alleanze solide con gli altri rappresentanti del suo fronte elettorale.
Mentre un Renzi alleggerito dagli apparati ripartirebbe, appunto, da un 40 percento di elettorato in teoria non ostile e soprattutto avrebbe carta bianca. E libero sarebbe soprattutto di poter promettere (la cosa che meglio gli riesce) senza essere messo alla prova dei fatti, perché nei prossimi mesi toccherà agli altri, che già faticheranno a mettere insieme una qualche maggioranza parlamentare in grado di sostenere un governo di transizione. E lui potrà giudicare le incapacità altrui, le incertezze, gli sbandamenti. Ci sarà chi spinge per trascinare la legislatura per riorganizzare le fila o per garantire ai parlamentari la cospicua pensione. D’Alema, per esempio, già gracchia: “irresponsabile votare ora”. E Renzi sarà lì, con l’indice puntato, a segnalare le colpe e le incapacità.

Il nuovo Renzi si è già visto in tv, un’ora dopo una sconfitta che non deve essergli piovuta in capo come una meteora. All’evenienza era preparato. E l’ha affrontata con grande dignità e un discorso di commiato convincente ed efficace al punto da strappare un plauso pure a un nemico giurato come Peter Gomez, che con Marco Travaglio è la storica colonna del Fatto Quotidiano, giornale antirenziano per eccellenza.
E’ stato un Renzi ragionevole, quello della notte scorsa: almeno all’apparenza pacato, appassionato, generoso, responsabile al punto da caricarsi il fardello delle colpe e attribuire merito a chi si è impegnato – “spinto da pura passione” – nella battaglia per il cambiamento. Una battaglia che ora è pronto a ricominciare, forse addirittura senza nemmeno più la necessità di quella base di ancoraggio che è stato il Partito democratico all’inizio della sua avventura ai vertici della politica nazionale e poi nella immediatamente successiva esperienza di governo. Allora era uno sconosciuto, il “rottamatore” che gustava le logiche dei vecchi tromboni del Palazzo. Ora tutto il mondo invece sa bene chi è Matteo Renzi. E lui può pensare di mettersi in proprio. Convinto (con quel ‘pizzico’ di presunzione che non gli manca…) che chi lo ama lo seguirà.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Sergio Gessi

Sergio Gessi (direttore responsabile), tentato dalla carriera in magistratura, ha optato per giornalismo e insegnamento (ora Etica della comunicazione a Unife): spara comunque giudizi, ma non sentenzia… A 7 anni già si industriava con la sua Olivetti, da allora non ha più smesso. Professionista dal ’93, ha scritto e diretto troppo: forse ha stancato, ma non è stanco! Ha fondato Ferraraitalia e Siti, quotidiano online dell’Associazione beni italiani patrimonio mondiale Unesco. Con incipiente senile nostalgia ricorda, fra gli altri, Ferrara & Ferrara, lo Spallino, Cambiare, l’Unità, il manifesto, Avvenimenti, la Nuova Venezia, la Cronaca di Verona, Portici, Econerre, Italia 7, Gambero Rosso, Luci della città e tutti i compagni di strada
Sergio Gessi

Ti potrebbe interessare:

  • Il treno di Margherita
    …un racconto

  • fiume bambini pesca alberi

    Agosto 1959 – Gli zufoli di Sambuco

  • La lingua corrotta della campagna elettorale

  • I SIMBOLI ELETTORALI SONO 101
    ma milioni di italiani restano senza rappresentanza

  • Per certi versi /
    La pineta di Volano

  • L’Angelo della conoscenza

  • PRESTO DI MATTINA /
    Una casa nella tua casa

  • La Fiamma

  • Le storie siamo noi

  • esperto, sapiente, lettore accanito

    Il Governo dei Migliori e i Migliori tra i docenti.
    La grottesca lotteria inventata dal ministro Bianchi.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi