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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

I collaudi dell’opera hanno certificato che l’edificio scolastico non ha problemi di sicurezza.

«La scuola paritaria di Galliera è sicura ed è certificata. I collaudi sulle strutture sono stati rigorosi e il loro esito ci dice che non c’è nessun rischio per chi accede all’edificio».
Così l’assessore regionale alle Attività produttive, con delega alla ricostruzione post sisma, Palma Costi intervenendo sull’edificio scolastico realizzato a Galliera dopo il sisma del 20 e 29 maggio 2012.
Sul versante delle indagini, la Direzione Distrettuale Antimafia ha avviato perizie, tutt’ora in corso, che hanno messo in luce aspetti della vicenda – legati alle modalità con le quali sono stati realizzati i lavori – che non erano noti alla stazione appaltante, cioè il Commissario delegato alla ricostruzione. Aspetti che, tuttavia, non ne pregiudicano la sicurezza.
La scuola è un struttura in legno, con fondazioni realizzate con soletta in calcestruzzo armato. L’indagine commissionata dalla DDA ha rilevato che il calcestruzzo utilizzato per i lavori è, tecnicamente, di una classe inferiore a quella richiesta. Come immediata conseguenza, la struttura tecnica commissariale ha disposto l’immediata verifica delle condizioni di sicurezza strutturale della scuola.
Queste verifiche hanno evidenziato, secondo i tecnici della Struttura commissariale, che le sollecitazioni trasmesse dalla struttura in elevazione sono risultate coerenti anche con l’effettiva resistenza del calcestruzzo in opera e pertanto non è emerso alcuna pericolosità delle strutture, benché fosse stato utilizzato un calcestruzzo leggermente inferiore a quello prescritto in capitolato di appalto. Il collaudo statico dell’opera – anche se realizzata con materiali parzialmente difformi ai requisiti di progetto, come è stato detto – ha quindi dato garanzie sulla stabilità dell’edificio scolastico.
«I fatti – aggiunge l’assessore Costi – sono avvenuti un anno fa e sono state oggetto di un immediato intervento delle nostre strutture tecniche: per noi la sicurezza è una precondizione assoluta. Dalle verifiche immediatamente effettuate, nel corso dell’interruzione natalizia dello scorso anno, è stato verificato che la scuola era sicura e poteva essere utilizzata dagli studenti. Ogni allarmismo sul versante sicurezza dell’immobile non ha ragione di essere. Per quanto attiene invece l’impresa, oltre a rimanere in attesa dell’esito del lavoro svolto dalla Magistratura, il Commissario delegato alla ricostruzione ha provveduto a rescindere gli altri contratti in essere con la ditta che ha eseguito i lavori nella scuola del bolognese».

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

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