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Io sono un temporale, tutta l’energia dell’eterno Jovanotti

LA SEGNALAZIONE
Io sono un temporale, tutta l’energia dell’eterno Jovanotti

Tempo di lettura: 4 minuti

Levate l’ancora, diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione, questa è la decisione.
Io sono un temporale.

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Ancora aeroporto di Roma Fiumicino, attendendo l’arrivo del mio sogno di futuro (questa volta aspetto e non parto). Mi imbatto nel libro di Jovanotti, mi attira subito il titolo, Gratitude. Lo compro. E poi amo le canzoni di Lorenzo, ancora di più da quando mi è stata dedicata “A te”, una canzone che ogni donna dovrebbe sognare di ricevere. Una melodia intensa, una dichiarazione d’amore unica, una forza che, scorrendo le pagine candide del libro che ho fra le mani, capisco bene da dove ha origine. Di Jovanotti amo poi l’energia, la passione, l’allegria, la profondità, la tenerezza, la dolcezza, la forza che ha dentro, quella che infonde, che trasmette con le note ma anche, e soprattutto, con le parole. Trasparenti come lui sa essere, frasi (s)composte da quel giovane stralunato che era (a mio parere che sembrava), dal poeta che è diventato (ma che a mio avviso già era). Sono frasi e pensieri di una purezza intensa, di una persona che, un po’ come me, non è mai la stessa, che ha il coraggio e la voglia di scrivere sempre una nuova canzone, di abbandonarsi al sogno ed alla sua energia guida, di lottare per quanto è giusto e bello, per quanto è forte, pulito ed immenso. Per l’amore, la sola cosa veramente importante della vita. E’ un “ammalato di vita” colui che dipinge note e righe, che percorre in bicicletta le campagne della Toscana, partorendo idee e scrivendo nell’aria, quasi disegnando magici cerchi concentrici. Mi ci immedesimo ancora, quando faccio la stessa cosa con la scrittura percorrendo giardini e parchi, volando su mille aerei attraverso mille nuvole e cieli. Un incrocio fra un poeta e un guerriero, innamorato delle sue Francesca e Teresa, tenero marito e padre, ragazzo dall’animo sempre vivo, impegnato nel sociale e riconoscente alla Terra Madre, l’Africa. Questo libro mi piace perché mi ritrovo nelle sensazioni vissute in Africa, nella percezione che quella terra ti cambia, e che, una volta anche solo sfiorata, ti influenza e condiziona nel modo di pensare, di rivedere le priorità, di capire il tempo, di accarezzare gli essere umani, la loro sofferenza e la loro gioia.

Nelle pagine di Gratitude, ritrovi, oltre ai 25 anni di musica di Jovanotti, la forza delle origini, dei battiti del ritmo e del cuore che su di esso canta, delle pulsioni della danza e della musica, della magia delle note e degli accordi, cogli l’energia allo stato puro. Lui con la musica, io, con modestia, nella scrittura. Ad entrambi arriva il lampo geniale ed autentico dell’ombelico del mondo, del pensiero positivo, della voglia di credere nei sogni, del non sentire la fatica quando si percorre il cammino in cui si confida. Entrambi viviamo nel desiderio forte, e talora feroce, del cambiamento perpetuo. Anche io, poi, ho avuto la percezione che con l’arrivo della mia metà, “fosse spuntata improvvisamente un’ala, o una ruota, o un nuovo paio di antenne aggiuntive, come se avessi scoperto una parte della mia vita che stava sigillata in qualche stanza e che lui (lei per il nostro autore …) mi ha aperto“…. “Un luogo dove il maschile e il femminile si incontrano“. Queste parole hanno sfondato il mio cuore, potrei averle scritte io se solo avessi potuto immaginarle. Quando desideri intensamente qualcosa devi capire cosa sei disposto a perdere, perché si deve essere consci, sempre, che si deve perdere qualcosa per conquistare il nuovo. Accettando la felicità. E io lo sto capendo, reinventandomi continuamente, anche perché “il mondo comincia ogni giorno“. Per fortuna. Grazie Lorenzo.

Jovanotti, Gratitude, Einaudi, 2013, pag. 176

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