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21 – 26 Giugno
Protagonista l’eccellenza artigianale
delle imprese enogastronomiche del territorio

Ferrara – Una “Vetrina del gusto” delle imprese artigianali appartenenti alla filiera della enogastronomia, per valorizzarne qualità ed eccellenza. E’ questo il progetto della Cna, che avrà il suo debutto al Local Fest di Bondeno, dal 21 al 26 giugno prossimo, con un grande stand tutto dedicato a otto imprese alimentari, che spiccano per prodotti e lavorazioni esclusive e per la passione con la quale svolgono la loro attività. Sono: Azienda Agricola Cerutti, Salumeria Tartari di Tartari Maria Laura, Bundan Brau Birrificio artigianale di Piero Zoboli, Forno Valentino di Salani Laura, Torrefazione Artlife Caffè Penazzi 1926 di Trabatti & C., Gelateria artigianale Dolcemente di Elisa Palazzi, Barca Roberto e Nutriror di Annamaria Iorio. Lo spazio speciale della Vetrina del Gusto è coordinato da Nicola D’Andrea, presidente della Cna di Bondeno, che curerà anche una serie di iniziative, promosse dalla Scuola di Cucina “Dall’Antunna allo Zenzero”, che vede la compartecipazione della Proloco insieme all’Amministrazione comunale.
E’ stato proprio il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini a salutare positivamente il debutto del progetto alla conferenza stampa che si è tenuta presso il Municipio, alla presenza dello stesso Nicola D’Andrea e di Filippo Botti, responsabile della Sede Cna di Bondeno, Luca Grandini, responsabile provinciale di Cna Alimentare e del vice sindaco Simone Saletti.
La «vetrina», infatti, che vede la collaborazione tra Cna e Comune, avrà successivi momenti di approfondimento e divulgazione nel prossimo autunno, mirando a coinvolgere una gran parte delle imprese locali della filiera alimentare, che comprende aziende di produzione e trasformazione dei prodotti agricoli ed enogastronomici, attività di ristorazione e commerciali, panifici ed altro ancora, tutti connotati per l’elevata qualità artigianale e la tipicità frutto di un autentico e forte legame con il territorio. Fattori distintivi, sottolineati da Nicola D’Andrea, che ne ha rimarcato il contributo alla economia, la capacità di creare lavoro e ricchezza, in una rete virtuale di collaborazione che arricchisce la cultura locale.
Durante l’iniziativa verranno proposti momenti dedicati alla promozione di Cna ed Ecipar, e di intrattenimento musicale, valorizzazione dei prodotti attraverso cooking show, degustazioni e laboratori creativi per bambini e ragazzi.

CNA Ferrara

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CNA FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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