24 Ottobre 2014

L’APPUNTAMENTO
E Occhiobello incastona
altre sei perle di teatro

Monica Forti

Tempo di lettura: 4 minuti

marco-sgarbi

La crisi ha dimezzato i titoli, ma gli spettacoli proposti sono nati per lasciare un segno nel cuore degli spettatori, per suscitare un’emozione, un fastidio, un pensiero. E’ questo l’obiettivo di Marco Sgarbi, direttore artistico del Teatro comunale di Occhiobello il cui cartellone ha saputo conquistarsi negli anni un pubblico di abbonati e appassionati. La tredicesima rassegna – 75 mila euro di costi 30 dei quali coperti dall’Amministrazione – è giocata sul comune (ma non certo scontato significato del verbo) “sentire”. “L’idea portante della programmazione è ritrovare attraverso il teatro la capacità di capire ed emozionarsi, nel bene e nel male, per quanto succede sul palco”, spiega Sgarbi, attore e anima dell’associazione Arkadiis cui si deve la gestione del piccolo teatro.
L’ascolto è dunque d’obbligo per affrontare temi sociali e individuali contemplati dal cartellone 2014-15, che invita a interrogarci sulla grande storia e, con la medesima intensità, su quella individuale, piccola ma altrettanto importante per le nostre relazioni.

“Muri – Prima e dopo Basaglia”, in programma il 7 novembre, ci rimanda a una delle pagine più importanti della vita democratica del nostro Paese, un capitolo importante, purtroppo incompleto, da ripercorrere insieme per evitare ricadute nel passato. “Lo spettacolo molto ben scritto da Renato Sarti e recitato con grande sensibilità da Giuliana Lazzarini, ripercorre la storia dei manicomi attraverso la testimonianza di un’infermiera che vi ha lavorato prima e dopo l’approvazione della legge Basaglia – continua – Descrive il cambiamento umano e istituzionale verso i malati psichiatrici prendendo spunto da fatti realmente accaduti”. Tra gli appuntamenti con la storia c’è “L’ultima estate d’Europa” di Augusto Golin e Giuseppe Cederna. “Cederna farà il racconto della Grande Guerra partendo dall’attentato di Sarajevo – continua – Il 28 giugno del 1914, era domenica, fu azzerata la capacità di convivere di culture e religioni in una città, dove fino ad allora moschee, chiese e sinagoghe stavano l’una accanto all’altra senza problemi”. C’è di che riflettere. Sul passato e sul presente. E c’è da pensare parecchio anche ai fatti cui si ispira la prima nazionale di “Amuleto”, monologo di Maria Paiato tratto dagli scritti di Roberto Bolano sulla sanguinosa repressione del movimento studentesco messicano. Nel settembre del 1968 dopo l’irruzione dell’esercito nel campus, Auxilio Lacouture, questo il nome della protagonista, finisce con il ritrovarsi prigioniera nel bagno della facoltà di lettere di Città del Messico, sua unica compagnia un libro di poesie dello spagnolo Pedro Garfias. “La Paiato, una delle più grandi interpreti di monologhi, sviluppa un personaggio a tratti psicotico che sa tenere il pubblico con il fiato sospeso”, prosegue.

Tesi e verosimili sono i monologhi e il dialogo segnato da lunghi silenzi di “Clouture de l’amour – fine di un amore” di Pascal Rambert, a Luca Lazzareschi e Anna Della Rosa il compito di sottolineare la difficoltà di chiudere una relazione di coppia ormai arrivata al capolinea con il suo carico di dolore, rancore e ricordi. Rabbia, dolore e smarrimento in famiglia caratterizzano lo spettacolo “Prima di andare via” di Filippo Gili che nel cast vede un nome di prestigio come Giorgio Colangeli, il Salvo Lima del film il “Divo”. “Si tratta di un testo intenso segnato dalle accuse di un figlio, che rivela ai famigliari la volontà di suicidarsi per l’incapacità di vivere dopo aver perso un affetto importante – racconta – Finiamo con Paolo Nani e il suo teatro non verbale, dopo il successo internazionale di ‘La lettera’ propone “Piccole catastrofi”, un rincorrersi di eventi sfortunati cui la vita ci mette spesso davanti avvelenando i nostri giorni, ma Paolo con la sua intelligenza saprà leggerli in chiave positiva”.

Sei date di contenuto, un cartellone ponderato in modo da differenziarsi nell’ambito dell’offerta culturale ferrarese e una promozione a misura di over 65, soci Arci e di Ferrara Off (10 euro), per gli under 30 il prezzo del biglietto scende a 8 euro. C’è poi un’ulteriore riduzione, cinque euro, per i giovani in possesso di YoungERcard e M’intrigo card destinata agli studenti dell’Università di Rovigo. “Stiamo cercando di avvicinare il teatro ai ragazzi, ma fanno fatica ad appassionarsi – conclude – Mancano dei percorsi di accompagnamento capaci di stimolarli”. Ma questa è un’altra storia.
Per info. www.arkadiis.it



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Monica Forti

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