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Taci, Nives! Adesso tocca ai Libagions

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“Taci, Nives!” E’ il nuovo spettacolo di Andrea ‘Sax’ Poltronieri, musicista, cabarettista e artista. Si intitola così perché stavolta vuole farla stare un poco zitta, questa signora che si presenta sul palco in vestaglia e improbabili occhiali color ciclamino per dire la sua su tutto. Il personaggio inventato da Poltronieri ha finito per “ciacolare” così tanto da mettere in silenzio persino l’amatissimo sax, che di questo artista ferrarese è una parte fondamentale, un pezzettino di sé, del suo nome e della sua storia. E’ da lì che Andrea Poltronieri ha cominciato, dalla musica, ed è stata quella la chiave della sua scelta professionale, artistica, di vita. Non a caso adesso – in occasione dello spettacolo preparato per i vent’anni di carriera – torna fuori: il sax, la musica e tutto un mondo di parole, note, talenti gloriosi che sono partiti da qui, da Ferrara, insieme con lui o al suo fianco. Il primo indizio viene fuori da alcune foto sorprendenti, in bianco e nero, pubblicate su un social network alcuni mesi fa. Lì dentro, un po’ di capelli e di belle speranze in più, ci sono la faccia di Poltro vicino a quella di Pino Daniele e di altre persone che adesso trovi dietro la cattedra del Conservatorio, alla consolle dei sistemi digitali o nel retro copertina dei cd incisi a Londra.

“Taci, Nives!” è uno spettacolo teatrale, con musica, battute comiche e una trama vera e propria che si intreccia con la storia della musica locale e non solo, dalla fine degli anni Ottanta a oggi. Dentro, come in una scatola piena di ricordi, ci sono nomi che conoscono tutti – come quello di Pino Daniele e degli Stadio – ma anche personalità meno conosciute da nominare, ma che sono contributi costanti e importanti nel mondo della musica nazionale e oltre. Per non dire di persone che dall’amore per la musica sono partite, che intorno a quella si sono incontrate e che, adesso, fanno cose diverse. Ed è un po’ una sorpresa riscoprirle in quella veste di giovani al debutto, così pieni di creatività, voglia di fare, inventare, stare insieme e mettere insieme qualcosa.

Ecco allora Perez, come lo chiamano alle prove, che è Stefano Peretto, batterista al fianco di Gino Paoli, Gianni Fantoni, Loredana Bertè, ma anche professore di musica al Triennio jazz del Conservatorio di Ferrara e dietro la cattedra dei licei cittadini Ariosto e Carducci. Poi Stefano Pavani, ingegnere elettronico alle prese coi sistemi informatici del Cup 2000, che la musica in questi anni l’ha raccontata con le sue belle fotografie in bianco e nero scattate al Jazz club e pubblicate sulle pagine online di Ferraraitalia, ma sempre pronto a riprendere in mano la chitarra. Adesso lo fa con Poltro, ma già tante volte lo ha fatto nei mesi scorsi per accompagnare i brani di Fabrizio De Andrè con la band dei Controcanto o al fianco dei Labirinth a proporre la musica delle voci femminili italiane. Poi Olimpio Forti, al basso, che porta avanti il tributo a De Andrè con i Controcanto e che – insieme con Poltronieri, Pavani, Peretto – rappresenta il gruppo originale da cui tutto ha inizio: i Libagions. E’ questa la band storica che ritorna in scena con “Taci, Nives!”. Fondati nel 1988, i Libagions sono il gruppo ferrarese che piace tanto a Pino Daniele da affidare loro l’apertura di due suoi concerti, in tournée a Firenze e a Reggio Emilia. “Sì – ricorda Pavani – con Andrea sfogliando la rivista ‘Sorrisi e canzoni’ vediamo che ci sono le selezioni per partecipare al festival della canzone di Castrocaro e ci iscriviamo. Ma così, per scherzo, perché quello era un festival della canzone italiana e i nostri testi erano tutti rigorosamente in inglese. Invece ci chiamano, ci fanno fare i provini davanti ai discografici e ci nota il manager di Pino Daniele, che ci vuole con sè”. A colpire è anche la voce della cantante, Cristina Saffiotti Hansen, in scena con la sorella Nicoletta, nate a Ferrara ma con mamma danese e il punk rock nel cuore. Solo che per essere messi sotto contratto e magari fare il grande salto dovrebbero passare a brani italiani. “E la nostra cantante – ricorda Poltronieri – proprio non ne voleva sapere, lei che ascoltava i Sex Pistols e scriveva anche i testi, la musica italiana non l’aveva neanche in mente e tanto meno il fatto di cambiare le proprie scelte artistiche per motivi commerciali”. La storia esce fuori un pezzettino alla volta, una storia che porta alle origini di tutto, alla scelta musicale e creativa che anima la città e le speranze di questo gruppo di ragazzi e che Poltronieri trasforma nella sua vita. Una storia che domani sera – martedì 8 dicembre 2015 – racconterà un poco in questo spettacolo. “Che è un’occasione per riguardarsi indietro e ripartire”, dice Andrea Sax. Un momento per riprendere il cammino dalle proprie radici e trovare nuova linfa creativa, un nuovo slancio in un riaperto Teatro Nuovo. Poltronieri questo lo dice alla conferenza stampa, nella sede del Comune di Ferrara in cima allo scalone di piazza Municipale. E lì, a sorpresa, davanti al capo ufficio stampa dell’ente cittadino Alessandro Zangara, salta fuori che a mettere insieme tutto sono stati loro due, Andrea il musicista-cabarettista e Alessandro il giornalista. “Sì, è vero – racconta Zangara – a tutti e due piaceva suonare, nelle parrocchie dove ci siamo conosciuti. Così abbiamo deciso di mettere insieme un gruppo. Io con i primi soldi guadagnati mi sono comprato la batteria, lui aveva il sax e da lì siamo partiti. Sergio Pareschi alle tastiere, Cristina Saffiotti cantante e sua sorella seconda voce”.

La band comincia a farsi conoscere, ai ragazzi piace e chi ha vent’anni e si cimenta con la musica vede quella formazione come un approdo. Così è per Peretto, che ha già battezzato la sua strada lungo le sette note e che coinvolge Pavani per andare in avanscoperta in questa formazione dove si respira un’aria internazionale. Quando glielo chiedi, a Stefano Pavani scappa da ridere, perché si ricorda che con l’amico talentuoso va alle prove, a tutti e due piace un sacco la band, ma nel giro di due settimane è proprio lui, e non Peretto, a essere contattato per fare parte del gruppo, perché capita in quel momento che il chitarrista Mario Sabbioneda se ne vada e che abbiano bisogno di un’altra chitarra per sostituirlo. “Perez – racconta divertito – ci rimane male da matti! Ma nel giro di qualche mese il batterista Zangara deve andare nei militari”. Così il sogno si completa, i due amici si ritrovano insieme a suonare nel mitico gruppo con Davide Mantovani al basso, che viene poi presto sostituito da Olimpio Forti. “E Mantovani – fa notare Zangara – adesso è un bassista attivo nella scena jazzistica internazionale, suona nei più importanti locali e sale da concerto di Londra ed è autore di colonne sonore per film, musica per teatro e danza”. Ma pensa un po’ quanti talenti partiti da lì, quanti desideri avverati e pure quanti altri realizzati in direzioni diverse, come il giornalismo, l’elettronica o la fotografia. “A proposito – dice Pavani – le foto con noi al fianco di Pino Daniele ce le ha fatte Guido Harari, uno dei massimi reporter di scena della musica!”.
Tutto adesso è lì, in questo spettacolo, scritto da Poltronieri insieme con Demetrio Pedace e Roberta Marrelli. In scena con nuove leve che vanno a ringiovanire e a fare ripartire i sogni dai vent’anni in su: Lorenzo Locorotondo, 23 anni, alle tastiere; Natalia Abbascià, 24 anni al violino; Annalisa Vassalli, cantante trentenne. Dai allora, taci Nives, che si ricomincia!

“Taci, Nives!” al Teatro Nuovo, piazza Trento Trieste, Ferrara, martedì 8 dicembre 2015, ore 21.

Biglietti in vendita su circuito Vivaticket con il guadagno da devolvere in beneficenza all’Associazione Giulia per l’assistenza ai bambini ammalati e alle loro famiglie all’interno del reparto pediatrico dell’ospedale Sant’Anna di Cona, a Ferrara.

La presentazione dello spettacolo si può leggere anche su CronacaComune, mentre in questa intervista sul nostro quotidiano Andrea Poltronieri si racconta.

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