Home > IL DOSSIER SETTIMANALE > LA BELLA GIOVINEZZA - n. 13 del 28/08/17 > C2_13 > Servizio civile? Un’alternativa alla disoccupazione giovanile

Servizio civile? Un’alternativa alla disoccupazione giovanile

di Francesca Poltronieri

Secondo i dati più recenti dell’Istat a Dicembre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è risalito al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente.
Spesso questi giovani, trovatisi alla fine di un percorso di studio, non sanno dove sbattere la testa alla ricerca di un lavoro che possa dare loro la possibilità di mettere finalmente in pratica ciò che hanno faticosamente studiato sui libri.
Tra le ore spese in agenzie interinali e alla ricerca di tirocini post laurea, una delle possibilità che vi si prospetta, seppur poco remunerativa, è proprio quella del servizio civile.
Ciò che rende il servizio civile una possibilità allettante è la sua spiccata capacità di sviluppare progetti in vari campi lavorativi, dal sociale al culturale.
Tra gli ultimi avviati, a livello nazionale, vi è ‘Leggere con un click‘: dal mese di ottobre le biblioteche comunali di Ferrara hanno aperto le porte a otto ragazzi, tra i 18 e i 28 anni, con lo scopo di informare gli utenti sulla possibilità di prendere i libri a prestito online così che, chiunque voglia gustarsi un buon libro nel weekend o non abbia voglia di uscire di casa, possa farlo direttamente dai propri dispositivi elettronici.
Per potere accedere al servizio, gratuito, è sufficiente collegarsi al sito www.bibliofe.unife.it dove sono rintracciabili tutte le notizie utili.

Tutti i ragazzi selezionati sono prima di tutto appassionati lettori e frequentatori di biblioteche, e convinti che questa esperienza gli dia la possibilità di imparare un mestiere, avere un primo contatto con il mondo del lavoro ma anche di crescere come individui, comprendendo il senso di appartenere a un gruppo di lavoro e partecipandovi in maniera attiva.
Le motivazioni che hanno spinto ciascuno ad iscriversi spesso sono affini: lauree umanistiche di difficile fruibilità e la possibilità concreta di mettere a frutto le proprie conoscenze teoriche.
“Ad oggi, è risaputo che il mondo del lavoro è di difficile accesso e, seppur per un breve periodo, il servizio civile ci da conferma di avere scelto il percorso che fa per noi, adatto alle nostre inclinazioni personali, nella speranza di potere, in futuro, avere qualche opportunità in più” affermano le ragazze della biblioteca Ariostea.
Risulta ormai fuori da ogni logica comune affermare che aderire al servizio civile significa avere il desiderio di “proteggere la propria Patria”, certamente nasce come una valida e concreta alternativa alla leva militare ma è altrettanto vero che le tragiche condizioni attuali fanno sì che i giovani siano più interessati alla possibilità di costruire un futuro per se stessi invece che alla collettività.
Terminati i 365 giorni dedicati al Servizio Civile rimane però un punto di domanda: quale sarà il loro futuro?

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