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Le Favole e il Linguaggio di Chagall

Tempo di lettura: 2 minuti

Da: Istituto Gramsci Ferrara

Seguirà la CONFERENZA “LE FAVOLE E IL LINGUAGGIO DI CHAGALL” A CURA DI CINZIA CARANTONI E DANIELA CAPPAGLI

Il linguaggio dei simboli, delle metafore, delle assonanze e delle consonanze, che è quello dei poeti, dei pittori, dei musicisti, è duttile come l’acqua, libero come l’aria e cangiante come il fuoco. Niente ostacola le metamorfosi, le giravolte del pensiero, le improvvise le trasformazioni. Questa è la pittura di Chagall, questa è la sua scrittura come letterato e come poeta, in continua variazione di colori, di situazioni, di sentire. Niente è scontato e dogmatico nel tempo e nello spazio. “L’anima di Chagall” ha scritto Giovanni Arpino” è un ‘anima belante, tanto mite quanto invincibile perché sfugge agli orrori, alle insidie, agli oltraggi… Chagall fa mistero comprensibile, crea una giostra di elementi che un bambino…un genio…un bruto, un colto debbono in ogni caso accogliere”. Chi non ama i colori di Chagall, le sue passeggiate nel cielo, i suoi violini, i suoi amanti, i suoi fiori, le sue caprette, i galli e gli asini che volano. I suoi linguaggi affabulanti, dalle improvvise illuminazioni e dalle molte emozioni, saranno l’oggetto della comunicazione.

Per il ciclo “I COLORI DELLA CONOSCENZA E I LINGUAGGI ” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

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