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Le impronte della scienza sull’opera di de Chirico

di Federico Di Bisceglie

“Fisica e Metafisica” è il titolo dell’esposizione temporanea allestita a palazzo Turchi di Bagno in concomitanza con la mostra sul pittore metafisico Giorgio de Chirico presso il dirimpettaio palazzo dei Diamanti. Visitarla è utile per una migliore comprensione dell’arte del grande maestro: offre la possibile di osservare gli oggetti principali che hanno caratterizzato la produzione artistica dei pittori metafisici, contribuendo a fornire spunti di riflessione, chiavi di interpretazione dei diversi filoni critici, e suggerendo interessanti interpretazioni.
La metafisica di per se costituisce una pittura particolarmente difficile da comprendere, in quanto, attenendosi all’etimologia greca del nome stesso ‘metà-tà-fysicà’, si capisce che tratta di qualcosa che va ‘oltre la realtà’. Pertanto, ogni volta che ci si accosta ad un quadro metafisico è come se si dovesse risolvere un vero e proprio enigma. La mostra è ben congegnata: accanto alle bacheche contenenti gli strumenti fisico/scientifici dell’epoca, sono collocati diversi pannelli illustrativi che ripercorrono e spiegano l’impiego degli strumenti e ne descrivono l’utilizzo pratico. Particolarmente curiosa è la presenza di quello che oggi appare come un bizzarro strumento per l’elettrostimolazione muscolare, ma che per l’epoca era d’assoluta avanguardia: de Chirico ebbe modo di osservarlo alla villa del Seminario, dove fu ricoverato durante il periodo compreso tra il 1915 e il 1918, e dove ebbe la possibilità di conoscere l’altro grande rappresentante dell’arte metafisica Carlo Carrà.

Ferrara è per eccellenza la “città metafisica”. Proprio durante il suo periodo di permanenza nella città estense, De Chirico sviluppa un percorso compositivo estremamente avanguardistico, riportando le emozioni che la città gli trasmetteva, accostando elementi architettonici propri di Ferrara, come il castello estense, e forme geometriche che richiamano l’ambito della matematica e della geometria. Gli esempi di opere d’arte in cui sono inseriti elementi ascrivibili al contesto matematico e fisico sono moltissimi e all’interno dell’esposizione sono riportate stampe dei quadri esposti alla mostra a riprova di ciò. In particolare parallelismi tra ‘fredda’ scienza e ‘calda’ arte sono individuabili ne “Il Grande Metafisico” di de Chirico e “L’amante dell’ingegnere” di Carlo Carrà, opere nelle quali i due artisti con grande perizia tecnica e magistrale tocco riescono a inserire strumenti propri della geometria quali la squadra e il compasso, e farli diventare elementi artistici imprescindibili per un filone artistico, destinato a cambiare il corso della storia dell’arte.

La mostra “Fisica e Metafisica? La scienza ai tempi di de Chirico e Carrà” è stata inaugurata il 14 di novembre dello scorso anno e resterà aperta fino a sabato 30 gennaio, l’ingresso è gratuito.

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