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Le nostre radici e un tesoretto da poter spendere

sabbioncello

Con l’auto ci arrivi in pochi minuti, ecco Fossalta con le poche anime, un piazzale, Chiesa, campanile, canonica ed entri.
Ti vengono incontro con un sorriso, se vuoi c’è un caffè, trovi la beneficenza elettronica, ti accompagnano al Presepe e ti fanno da guida; in un giorno del 31 dicembre nel primo pomeriggio ho trovato una ventina di persone.
La Natività è tutta nel presepe, ti ritrovi in uno stanzone grande e basso, lungo i lati e su tre piani scorci ed immagini di vita familiare, viuzze, case d’epoca, animali, una trattoria, il gioco delle carte, balconi in ferro battuto, una cascata d’acqua, piazze di mercato, botteghe e vecchi arnesi, bancarelle, scuole ed, in lontananza, la Chiesa di San Venanzio e Villa la Mensa.
Trascinato da musica, canti, contrasti di colori e luci ti senti coinvolto in una singolare architettura d’ambiente ed è bellissimo, sì questo presepe di Fossalta e Viconovo è bellissimo.
Non è solo visione, è sentimenti e passioni, dietro stanno piccole comunità, le storie di vissuti, in una geografia di luoghi nello scorrere del fiume.
Se ti muovi, tra Denore ed Albarea di là, tra Sabbioncellino e Fossalta di qua e, poi, a Villanova e Sabbioncello fino alla chiusa, con il gommone prima e, dopo, con la bicicletta, in un fine settimana, nell’inizio di primavera e d’autunno, cogli tutto il portato di queste terre.
In quest’angolo di campagna, di qua e di là dalla riva del Volano a pochi chilometri da Ferrara vedi e assapori un piccolo pezzo del Trentino, un angolo di milieu sociale e culturale, uno scorcio di distretto rurale e ti pare impossibile riviverlo.
Qui ci sono ancora le processioni, i preti di Francesco, la spesa la portano a casa, c’è un emporio di abbigliamento, l’asilo e la materna, ancora le elementari, cene comunitarie, alcune eccellenze, i comitati dei genitori, le firme per i due ponti, le parrocchie, feste paesane, l’enogastronomia, il carnevale e i centri sportivi per bambini e ragazzi.
Ancora: la farmacia, alcuni bar per il tresette, due ristoranti tipici, uno sportello bancario, lunghi filari di alberi da frutta, un magazzeno della vecchia cooperativa, il lavoro alla Berco, mostre di pittura e scultura.
Le analisi del Censis troverebbero riscontro in questa raffinata ruralità, ancora la cultura contadina, umanità solidali ovunque, un forte cattolicesimo sociale, tanto sudore, tanto lavoro, tanta famiglia, molte radici e quei valori che sembravano persi.

Peccato che le Istituzioni locali restino un po’ in sordina e disattente pur avendo nelle mani un patrimonio, una ricchezza, un tesoretto da poter spendere, uno spazio rurale gentile, enormi potenzialità.
Forse quel Presepe può aiutarci ad uscire dalla profonda crisi che attraversiamo.
Abbiamo lanciato il sasso, pensando, con il nuovo progetto dell’idrovia del Volano, che ci possa essere una nuova attenzione a questo angolo di bellezze.

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