11 Ottobre 2019

LE NOSTRE RADICI La città nascosta dall’acqua: un giallo millenario in Pianura Padana

Ivan Fiorillo

Tempo di lettura: 4 minuti

L’emozione doveva essere tanta. Quei vasi e quelle anfore, venute inaspettatamente alla luce da un terreno destinato a fornire nutrimento, attendevano da millenni di poter raccontare una storia antica, anche agli operai che per primi se le ritrovarono fra le mani. E che volevano farle parlare.

Già nel Seicento un medico bolognese, Gian Francesco Bonaveri, aveva intuito qualcosa. Secondo le sue osservazioni, i rinvenimenti che si verificavano a Valle Trebba, vicino a Comacchio, dovevano nascondere i resti della città etrusca di Spina, immersi oramai in un ambiente paludoso e lagunare. Ma non era il solo. Dal secolo precedente, infatti, i ritrovamenti venivano attribuiti al periodo etrusco, e l’ipotesi che Spina andasse ricercata tenendo conto dei problemi idrogeologici e dei comportamenti fluttuanti di fiumi e coste era ormai assodata. Tanto che, a fine Ottocento, l’ingegnere Elia Lombardini individuò il “lido etrusco” in una linea di cordoni dunosi passanti anche per Valle Trebba. Un territorio a questo punto circoscritto, dunque, ma a mancare erano ancora prove sicure sulla localizzazione esatta della città, mentre sempre più evidente era la sua centralità nel passato adriatico. Sin dal Medioevo ci si interrogava su questa antica città. Dove si trovava? Perché sembrava scomparsa nel nulla? E se non fosse mai esistita? Eppure, a detta degli antichi greci e romani, sarebbe stata un notevole porto commerciale. Dal IV secolo a. C. al I d. C., le fonti paiono collocarla sempre più distante dalla costa: probabilmente era quest’ultima a essersi spostata, e non la città. A partire dall’Umanesimo, inoltre, furono effettuate diverse ricerche toponomastiche nella zona comacchiese, foriera di denominazioni che mettono in risalto l’abitudine di regolamentare i corsi d’acqua. Ma sarebbe spettata all’archeologia, quasi cento anni fa, la definitiva risoluzione del mistero. Era il 1919 quando, sotto la direzione dell’ingegnere Aldo Mattei, si diede inizio alle attività di bonifica di Valle Trebba, previste in due fasi: la bonifica idraulica e la canalizzazione interna. Solo in seguito si sarebbe proceduto con la bonifica agraria, obiettivo dell’operazione. Già un anno dopo, ecco che il terreno fu dato in concessione a chi versava in condizioni non agiate, e fu proprio da allora che vennero segnalati i primi rinvenimenti, seppur sporadici. Si trattava di “terrecotte e bronzi di magnifica fattura greca”, provenienti da numerose tombe, ma la prima segnalazione ufficiale fu quella del 1922 a opera di Mattei: un operaio di Comacchio aveva casualmente ritrovato un sepolcreto etrusco, con vasi istoriati e frammenti di ceramica. Immediato fu l’avvio di ricerche più sistematiche, grazie alle quali tornarono alla luce migliaia di tombe, con tutte le loro meravigliose ricchezze. Ma ancora una volta nuovi ostacoli si frapponevano tra la curiosità e la scoperta. La prima fase degli scavi, infatti, non fu agevole. Gli archeologi dovettero dimenarsi tra limitazioni imposte dall’agricoltura e la necessità di documentare e preservare le preziose testimonianze. In più, con la seconda fase dei lavori le indagini diventarono più intense e sistematiche, sotto la direzione del nuovo soprintendente Salvatore Aurigemma, ma il continuo affioramento di acque e i frequenti smottamenti del terreno corredavano di imprevisti le varie operazioni, finché non vennero con fatica scavati, a mano, pozzi artificiali e canali di scolo, dove l’acqua era incanalata con pale di legno. Addirittura non era insolito dover letteralmente pescare gli oggetti infilando le mani nel fango. Finalmente nel 1926 ci si dotò di una pompa a motore e negli anni seguenti furono costruiti gli edifici per gli agricoltori, per concludere il tutto nel 1935, con la lungimirante iniziativa che permise la fondazione del Museo Archeologico di Ferrara, che oggi come allora custodisce, studia e valorizza con attenzione il ricco tesoro.

Quella rinvenuta era la necropoli settentrionale, ma le successive campagne fecero riemergere anche l’area meridionale, con la bonifica di Valle Pega tra il 1953 e il 1956, e l’abitato, nella Valle del Mezzano, tra il 1957 e il 1964. Gli studi, però, non si sono mai fermati, perché la scoperta della città di Spina era solo il primo tassello di una storia ancora tutta da scrivere.

 

Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
Facebook | Instagram | Twitter | Youtube



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Ivan Fiorillo

“Lo Scettico”: un giovane comunicatore e archeologo impegnato nella valorizzazione della propria terra e nella divulgazione di notizie verificate.
Ivan Fiorillo

Ti potrebbe interessare:

  • LA SALUTE DEL NOSTRO MARE
    Goletta verde è arrivata a Porto Garibaldi

  • Vertenza ex Gkn.
    Tavolo istituzionale a un’impasse

  • Diario di un agosto popolare
    6. FINCHÉ C’É LA SALUTE

  • mare

    Per certi versi
    La vita è come il mare

  • frammenti terracotta tegole

    ERNESTO BALDUCCI: UNA TESTIMONIANZA
    “Guardare con speranza ai segni del tempo”

  • Gli azzeccagarbugli servi dei padroni dell’energia

  • conchiglie mare sabbia

    PRESTO DI MATTINA
    Il pellegrino e la conchiglia

  • CHI TOCCA UNA TOCCA TUTTE

  • CI SIAMO ANCHE NOI …
    Save The Park, dove migliaia di uccelli hanno la loro casa

  • Cos’è la destra, cos’è la sinistra
    Il boomer, il ragazzo e il bambino senza memoria

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi