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‘Le ragazze nello studio di Munari’. La nuova graphic novel di Alessandro Baronciani

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Di solito le presentazioni di un libro si caratterizzano per una lettura di ampi pezzi dello scritto, la sua spiegazione, toni formali, domande prestabilite. Nulla di tutto questo è avvenuto il 14 marzo all’Ibs, dove Alessandro Baronciani presentava la sua nuova graphic novel o meglio, come lo stesso Baronciani afferma, “fumetto”, dal titolo “Le ragazze nello studio di Munari”.

Altra prassi vorrebbe che un articolo su una presentazione parlasse del libro. Ma di fatto quello emerso dalla conferenza è l’eccentricità dell’autore, e sarebbe riduttivo racchiudere in poche parole un’opera che oltre a essere letta va sfogliata, guardata, osservata, toccata. Un romanzo grafico si differenzia proprio per questo da un libro ‘canonico’ e quello di Baronciani sorprende anche per tutti quei piccoli effetti speciali che coinvolgono altri sensi oltre a quello della vista, in quella che più che una semplice lettura, può essere riassunta come un’esperienza a tutto tondo.
Sulla sua presentazione c’è ben poco da aggiungere per chi purtroppo non c’è stato: la carica dirompente di Alessandro ha reso il lavoro duro a Lorenzo Baraldi nel mantenere le redini del discorso, fino a cedere alle divagazioni dell’autore, sottolineando solo quello che si sarebbe trovato nel libro e quello che invece non c’era. Si è passati da racconti di vita, da quando da bambino stampava i disegni in parrocchia, alla passione per “La signora in giallo”; ai personaggi più significativi nella vita dell’autore proprio come, appunto, Bruno Munari, o ancora Michelangelo Antonioni ed il suo ‘Deserto Rosso’, con Monica Vitti, protagonista sia del film sia di alcuni passaggi del libro di Baronciani, sino ad arrivare a battute sulla sua passione per Ferrara e dintorni. Un mix di emozioni che hanno permesso a chi ha partecipato a questa conferenza di innamorarsi di un personaggio istrionico, il quale ha coinvolto il pubblico nei suoi racconti, il quale ha fatto conoscere anche lati dell’editoria spesso sottaciuti. Un fumettista capace di aver prodotto un fumetto nel quale si empatizza con un personaggio antipatico, nel quale si legge di “momenti morti“, un libro che non va solo letto, ma esplorato in tutte le sue parti. Un graphic novel che merita di essere vissuto.

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