3 Ottobre 2014

L’eco di Dionigi: l’acufene
e i disturbi dell’udito

Nuccio Russo

Tempo di lettura: 7 minuti

dionigi-acufene

L’Orecchio di Dionigi è una grotta artificiale che si trova a Siracusa. Imbutiforme, scavata nel calcare, alta circa 23 metri e larga dai 5 agli 11 metri, con una singolare forma, vagamente simile ad un padiglione auricolare, che si sviluppa in profondità per 65 metri, con un insolito andamento a S e con sinuose pareti che convergono verso l’alto, in un singolare sesto acuto. La grotta è, inoltre, dotata di eccezionali proprietà acustiche: i fischi vengono amplificati fino a 16 volte.
Le caratteristiche acustiche e la forma indussero Michelangelo di Caravaggio, che visitò Siracusa nel 1608 in compagnia dello storico siracusano Vincenzo Mirabella, a denominarla Orecchio di Dionigi, dando così forza alla leggenda cinquecentesca secondo la quale il famoso tiranno Dionisio avesse fatto costruire questa grotta come prigione e vi rinchiudesse i suoi prigionieri per ascoltare, da un’apertura dall’alto, le parole ingigantite dall’eco, come un acufene.

Che cos’è l’acufene
Solitamente l’acufene non viene considerato una vera e propria patologia, ma piuttosto un sintomo di svariate altre condizioni di salute. A volte, però, la causa rimane sconosciuta e chi ne soffre finisce, per lo più, per doverci convivere, con ricadute anche importanti sulla qualità della vita: è il tinnito, noto anche come acufene, disturbo dell’udito caratterizzato dal fatto che chi ne soffre percepisce rumori simili a fischi e sibili in assenza di stimolazione acustica. Il rumore ‘fantasma’ può essere percepito a diverso volume, e può quindi risultare basso in alcuni soggetti e alto in altri, e può essere continuo, manifestandosi in modo persistente, oppure può andare e venire, manifestandosi a fasi alterne. Il compositore ceco Bedřich Smetana ha descritto, per esempio, il suo acufene come un accordo di settima in re maggiore. Può colpire un solo orecchio, ma anche entrambi. Molte persone convivono senza grandi disagi con questa percezione uditiva fantasma, mentre per altre l’acufene diviene intollerabile: c’è chi non ha mai la possibilità di godere realmente del silenzio, avvertendo costantemente questo ronzio continuo, giorno e notte.
L’acufene è una percezione acustica senza sorgente sonora esterna. L’intensità dell’acufene è compresa generalmente tra 5 e 15 decibel sopra la soglia uditiva della persona colpita. Si distingue tra acufene obiettivo, nel quale la fonte sonora (per esempio flusso sanguigno dovuto ad anomalie vascolari) è all’interno del corpo, e acufene soggettivo, quando è percepito solo dal soggetto affetto perché non scaturisce da una fonte sonora interna. In base alla sua durata si classifica in acuto (fino a tre mesi), subacuto (tra tre e dodici mesi) e cronico (superiore a dodici mesi).

Le cause dei disturbi uditivi
Gli acufeni sono localizzati nell’orecchio interno; ora, avviene che l’orecchio (medio ed interno) abbia delle relazioni nervose, circolatorie e muscolari con l’articolazione della mandibola. Ciò spiega il successo delle terapie occlusali (nella mal occlusione dentaria) che hanno come effetto immediato il ripristino del funzionamento delle articolazioni. Questo potrebbe spiegare il motivo per cui l’intensità dell’acufene può variare spostando semplicemente il collo, la testa o serrando mascella e mandibola.
Il problema è pertanto che la risposta ai segnali somato-sensoriali è eccessiva. La condizione di tinnito potrebbe verificarsi in seguito a lieve perdita dell’udito, oppure a un trauma di collo e testa, per esempio dopo un incidente d’auto o un intervento odontoiatrico.
L’acufene può essere causato da una serie di fattori, molti dei quali possono essere associati con l’alta pressione sanguigna o l’aterosclerosi.
Altri problemi che possono essere associati all’acufene sono il disallineamento della cervicale e la congestione nella regione occipitale, o disfunzioni della mandibola con rumore indotto e perdita di udito, trauma cranico o trauma acustico, il diabete e alcune allergie. L’ acufene o tinnito può verificarsi anche come un sintomo di quasi tutte le patologie dell’orecchio, comprese le infezioni dell’orecchio o il liquido che si accumula nella tuba di Eustachio (colla dell’orecchio), la malattia di Ménière o addirittura problematiche cardiache.
Una delle possibili cause prevenibili di acufene dell’orecchio interno è l’esposizione eccessiva alla rumorosità. In alcuni casi di esposizione al rumore, come primo sintomo si ha perdita dell’udito; questo dovrebbe essere considerato un segnale di avvertimento e l’indicazione della necessità di protezioni acustiche in ambienti rumorosi.
Altre possibili cause possono essere la tossicità di alcuni farmaci o sostanze chimiche, compresi i salicilati, alcuni diuretici e alcuni antibiotici, metalli pesanti e alcol. Questi possono danneggiare le cellule ciliate dell’orecchio interno e causare tinnito. Tra questi farmaci rientrano ne rientrano alcuni non soggetti a prescrizione come l’aspirina, uno dei farmaci più comuni e più noti che possono causare l’acufene e l’eventuale perdita di udito. Inoltre, con l’avanzare dell’età, c’è un incidenza degli aumenti di tinnito.
L’orecchio ha due muscoli importanti: il tensore del timpano (che stabilizza la vibrazione in eccesso causati da suoni forti) e il tensore del palatino (che circonda la tromba di Eustachio, e aiuta ad aprire e chiudere la tuba, equilibrando così la pressione all’interno dell’orecchio interno). C’è anche il sospetto che una carenza di vitamina B12 e la mancanza di ferro, possa contribuire a casi di acufene da accertare con prescrizione del medico.

Oggi è possibile trovare numerose cure pubblicizzate come efficaci ma che non possono essere di alcuna utilità, perché mai sperimentate su esseri umani, ma solo sugli animali, e senza prove attendibili:
• laser per acufeni («soft laser»): pubblicizzato come strumento in grado di favorire la rigenerazione cellulare delle cellule ciliate cocleari; questo è biologicamente impossibile poiché le cellule ciliate cocleari non sono in grado di rigenerarsi dopo un danno essendo cellule perenni;
• vasodilatatori e fluidificanti del sangue: qualora fosse realmente venuto a mancare sangue e ossigeno alle cellule ciliate cocleari, dopo appena 4-7 minuti queste avrebbero un danno permanente, con conseguente necrosi e morte definitiva; la successiva reintegrazione di sangue e ossigeno non potrebbe mai rigenerare cellule ormai morte;
• vitamine o additivi nutrizionali: non svolgono alcun ruolo documentato nel meccanismo di formazione degli acufeni.

Rimedi
La prima cosa da fare è accertare quali siano le cause del ronzio, consultando un medico, di preferenza uno specialista otorinolaringoiatra e un osteopata. Le cause possono essere banali come la presenza di tappi di cerume nelle orecchie, ma possono anche indicare l’esistenza di problemi di circolazione e di pressione troppo elevata; possono essere provocati da un’otite, una labirintite, o essere collegati a perdite di udito a causa dell’età.
Nella mia esperienza di osteopata ho verificato che vi sono alcuni ottimi rimedi naturali, come l’assunzione della Ginkgo Biloba, una pianta che, come dimostrato in numerosi studi, presa ad un dosaggio di 120-140 mg al giorno per 4-6 settimane, produce un miglioramento del tinnito, vertigini, smemoratezza, ed in genere della circolazione nel cervello (Stange et al. 1975; Jung et al. 1998, Soholm 1998, Morgenstern et al. 2002). Ma anche di altre sostanze come la melatonina, le vitamine del gruppo B, lo zinco ed il magnesio.

Importantissima dunque la prevenzione con un’alimentazione e uno stile di vita sani, ma anche un uso moderato di apparecchi come smartphone e cellulari.



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L’autore

Nuccio Russo

È osteopata ed esperto in tecniche ergonomiche e posturali, studioso e ricercatore in anatomia craniale per lo studio delle cefalee. E’ nato e risiede in Sicilia, opera come consulente in diverse città fra le quali Ferrara, ed è conferenziere internazionale in Biofisica informazionale. Ama lo sport e la cucina macrobiotica.
Nuccio Russo

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