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Lega Nord: “Croce Rossa: nuovi percorsi di formazione di 2 anni per i soccorritori? Assurdo, 40% dei volontari non sarebbe più in regola. A rischio il servizio di assistenza

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Da ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

Il gruppo regionale del Carroccio ha depositato una risoluzione che impegna la Giunta:
“Raccogliamo le denunce di Anpas, Cri e Misericordie grazie alle quali oggi sono prestati servizi di emergenza a milioni di italiani: la Regione si attivi presso il Governo
per bloccare questa riforma”

“Un percorso formativo che prevede oltre 1.000 ore di lezioni, ovvero circa 2 anni di didattica. E’ quanto prevede la normativa sul riordino dei programmi di formazione per il riconoscimento e la certificazione della figura del soccorritore (con particolare riferimento a quella dell’autista soccorritore). Inutile dire che il nuovo piano formativo stia creando molta preoccupazione all’interno del mondo del soccorso volontario rappresentato dalle Anpas, dalla Croce Rossa Italiana e dalle Misericordie. Una preoccupazione che si traduce nel rischio reale che il 40% dei volontari, che oggi mettono a disposizione il proprio tempo per salvare le vite a milioni di persone in Italia, di punto in bianco, si possano trovare “fuorilegge”, dunque non più in regola e in grado di svolgere quella loro fondamentale missione di soccorso nei confronti della collettività”.
La denuncia arriva dal Gruppo della Lega Nord in Regione, che oggi ha depositato una Risoluzione, primo firmatario il consigliere Gabriele Delmonte, con la quale impegna la Giunta Bonaccini “ad esprimere un parere negativo rispetto al suddetto riordino dei programmi di formazione della figura del soccorritore” e “a farsi portavoce presso il Governo, dell’alternativa proposta sulla formazione dei volontari, eleborata da Anpas, Croce Rossa Italiana e Misericordie”.
“Il nuovo prospetto relativo al percorsi formativo dei “soccorritori volontari” prevede un numero di ore e contenuti sproporzionati e insostenibili per il mondo del volontariato: questo avrebbe forti ripercussioni sulla tutela del diritto alla salute dei cittadini, poiché tali norme rischiano di cancellare l’azione di volontari che oggi coprono il 40% dei servizi di emergenza, e che stanno garantendo l’accesso alle cure per milioni di persone” sottolineano i leghisti.
“Tanto più che Anpas, Croce Rossa Italiana e Misericordie, per scongiurare questa riforma che rischierebbe di azzerare il mondo del volontariato, hanno già definito di concerto tra loro una differente proposta atta a delineare il profilo del soccorritore. Una proposta alternativa che prevede uno standard formativo unico a livello nazionale e che disciplina le attività, le competenze (cognitive, tecniche, relazionali) e l’organizzazione didattica della formazione” conclude il gruppo del Carroccio.

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