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L’Emilia Romagna prima in Italia: la tutela vaccinale diventa legge

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E’ l’Emilia Romagna la prima regione in Italia ad aver reso obbligatorio, per legge, la vaccinazione dei bambini per l’iscrizione alla scuola d’infanzia. Lo prevede il progetto di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia della Giunta regionale, approvato dall’Assemblea legislativa. Nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, la norma introduce come requisito d’accesso ai servizi «l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente», La percentuale di vaccinati che garantisce la migliore protezione a tutta la popolazione deve essere superiore al 95%, limite indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità: in Emilia-Romagna tale copertura è stata del 93,4% nel 2015 dopo essere scesa al di sotto di quella richiesta nel 2014, quando arrivò al 94,5%.

Il Comunicato trasmesso dalla Regione Emilia Romagna agli operatori sanitari, parla chiaramente di una soglia percentuale di bambini vaccinati scesa pericolosamente sotto la soglia minima raccomandata e sottolinea l’importanza di iniziare le vaccinazioni fin dalla primissima età del bambino. Si legge infatti che “A due mesi di vita il sistema immunitario del bambino è già in grado di rispondere alla vaccinazione; ogni ritardo nell’inizio delle vaccinazioni prolunga solo il periodo in cui è esposto alle infezioni che si possono prevenire. Inoltre alcune malattie come la pertosse e la meningite da emofilo b sono particolarmente gravi proprio nel primo anno di vita: è quindi indispensabile che i bambini vengano vaccinati tempestivamente affinché siano protetti il prima possibile”.

Rimarca l’importanza della legge appena approvata anche la dott.ssa Marisa Cova, Responsabile M.O. Prevenzione e Controllo delle Malattie trasmissibili – Dipartimento vaccinazioni della Ausl di Ferrara- sommersa di telefonate e richieste di vaccinazioni dopo i recenti casi di mortalità a causa della meningite in Toscana. “I vaccini rappresentano uno strumento fondamentale di tutela per la nostra società. Non dobbiamo dimenticare che malattie ora quasi dimenticate, come la poliomielite, fino agli anni’60 era ancora molto diffusa. Si deve ad una capillare campagna di vaccinazione condotta in passato in Italia se oggi possiamo beneficiare di una buona situazione sanitaria. L’impegno era stato quello di raggiungere la cosiddetta “immunità di gregge”, cioè l’immunità che si ottiene quando la vaccinazione di una porzione della popolazione offre una protezione agli individui non protetti”. L’abbassarsi della soglia di immunità comporta il comparire di malattie ormai ritenute scomparse come la pertosse o la difterite. “Non dobbiamo mai dimenticare- continua la dott.ssa Cova- che le vaccinazioni sono importanti non solo per gli individui che ad esse si sottopongono ma anche per tutelare la salute di bambini incolpevoli che, per immunodeficienze o altri gravi motivi medici, non possono vaccinarsi. Se la soglia di bambini vaccinati si abbassa i primi a rischiare la vita sono proprio loro”.

Di fatto la legge appena approvata ripristina quella che era la situazione prima che, negli anni ’90, l’allora Ministro della Sanità Maria Pia Garavaglia stabilisse che non si potesse rifiutare l’iscrizione a scuola di un alunno che non forniva il proprio libretto dei vaccini. Il diritto allo studio veniva fatto prevalere sul diritto alla salute e da quel momento, pur essendoci dei vaccini obbligatori per legge, di fatto il non farli non precludeva la frequentazione del bambino a scuola.

La raccomandazione della dott.ssa Cova è quella di non abbassare mai la guardia: “ Se è vero che nell’ultimo secolo la morbosità e la mortalità per malattie infettive sono notevolmente diminuite, è anche vero che negli ultimi decenni, la nostra società è molto cambiata. Ci si muove sempre più spesso da un paese ad un altro motivo per cui la copertura vaccinale rimane fondamentale. Basti pensare che noi confiniamo con il Veneto, la prima regione in Italia ad aver abolito l’obbligatorietà dei vaccini”. E’ innegabile che negli ultimi anni il livello vaccinale si sia abbassato anche a seguito di una sempre più diffusa aderenza a delle teorie “mediche” prive di alcun fondamento scientifico o “complottiste” che vedono le industrie farmaceutiche colpevoli di voler lucrare con la vendita dei vaccini sulla vita dei bambini.

“ A parte tutte le teorie che circolano intorno ai vaccini, io credo che la ragione per cui, in questi ultimi anni, sia così calato il numero dei bambini vaccinati sia anche di livello psicologico – dice la dott.ssa Cova- Molti genitori appartengono alla fortunata generazione che non ha mai conosciuto la poliomielite o casi mortali di morbillo. La percezione quindi che tali malattie quasi non esistano più disincentiva molti a non far vaccinare i propri figli. L’errore è proprio questo: non riconoscere nel vaccino l’unico strumento scientificamente efficace per tutelare la salute dei nostri bambini e la salute di chi non ha la possibilità di vaccinarsi”.

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