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Lettera aperta ai candidati sindaco

Di Chiara Bertolasi

Il Forum Provinciale del Terzo Settore desidera presentare se stesso e le proprie ragioni ai candidati sindaco

In vista del prossimo impegno elettorale, desidero in rappresentanza del Forum Provinciale del Terzo Settore proporre alcune riflessioni e capire quali risposte trovano o possono trovare all’interno dei rispettivi programmi di mandato dei candidati sindaco.

Il Forum Provinciale di Ferrara si è costituito il 30 Novembre del 1999 e comprende le principali organizzazioni di Volontariato, delle Cooperative Sociali e Associazioni di Promozione Sociale di Ferrara e Provincia. Siamo un’associazione di associazioni che si autofinanzia e che si sorregge sulla gratuità dell’impegno di alcuni cittadini. Con il proprio lavoro il Forum intende valorizzare i processi di conoscenza, di scambio e di collaborazione tra le diverse componenti del non profit; rappresentare gli interessi e le istanze comuni del Terzo Settore nei confronti delle Istituzioni e di altre organizzazioni; promuovere la cittadinanza attiva e impegnarsi per la crescita civile e sociale del territorio, anche promuovendo il contrasto di ogni forma di esclusione e di discriminazione. Le associazioni che ne fanno parte si muovono nell’area della prevenzione, dell’assistenza, della promozione della cittadinanza, dei diritti e della cultura.

Il nostro lavoro è diventato e diventa sempre più difficile in una situazione che vede un aumento esponenziale dei bisogni da gestire con risorse che, quando va bene, rimangono stabili, mentre in alcuni settori sono decisamente calanti e comunque paiono sempre insufficienti per affrontare l’esplosione della vulnerabilità, del disagio e dell’insicurezza sociale. Ma non vogliamo ridurre tutto ai numeri, se non per dire che, nel nostro territorio, siamo numericamente consistenti e ci occupiamo e “occupiamo” diverse persone, creando quel valore aggiunto che meglio ci rappresenta: la capacità di promuovere la reciprocità e di produrre buone relazioni.
Come ci dice il premio Nobel Elinor Ostrom: “la supposizione di molti è che senza grandi risorse esterne, non sia possibile produrre beni pubblici. Ma gli imprenditori pubblici e sociali lavorando a stretto contatto con i cittadini spesso riescono a scoprire nuovi modi di realizzarli utilizzando una miscela di talenti e di risorse locali.”
Per questo motivo avversiamo l’idea che lo stato sociale non fa più per noi perché è troppo costoso. Certo, non ce lo possiamo più permettere se ragioniamo solo in un’ottica di efficienza e non di efficacia; se concepiamo il welfare solo come un costo e non come un investimento, che crea le condizioni per promuovere il clima di fiducia senza il quale anche il mercato non può svilupparsi.
Ormai in tanti documenti viene citata la sussidiarietà orizzontale attraverso la quale si richiede il contributo di tutti gli attori dello stato sociale. Auspichiamo il raggiungimento di sussidiarietà circolare, ossia di una collaborazione che si basa su tre pilastri: il settore pubblico (Stato e Enti Pubblici); il privato (mondo delle imprese); la società civile con le sue organizzazioni senza scopo di lucro e crediamo che la responsabilità debba essere condivisa attraverso la concertazione nei luoghi dove vengono prese le decisioni e attraverso una progettazione che parta dalla condivisione degli obiettivi e diventi realmente un progettare con.
La co-progettazione sui temi a noi cari – prossimità, cultura, sostegno alla domiciliarità, assistenza di anziani e disabili, servizi per educazione e cura della prima infanzia, sostegno ai giovani, donne, famiglie, inserimento e re-inserimento lavorativo, integrazione culturale – ci mantiene allenati all’ascolto, ma contribuisce ad allenare anche le istituzioni e la politica a misurarsi con l’altro, restituendo quella dimensione sociale che sta alla base di ogni democrazia che voglia definirsi tale.

Su questi temi sollecitiamo il dibattito, anche in considerazione del fatto che, mentre scriviamo questa nostra, il Governo Renzi ha proposto una riflessione sul Terzo settore e ha aperto ufficialmente le consultazioni per la proposta di un disegno di legge delega che sarà approvato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 27 Giugno.

Chiara Bertolasi, Portavoce del Forum Provinciale del Terzo Settore

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