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Lettera aperta al Presidente Bonaccini in relazione alla Legge 23/2018 sui mercatini degli hobbisti

Da: Gruppo di cittadini hobbisti e collezionisti.

Ci siamo. Periodicamente, salta fuori questa caccia all’evasore e nel mirino come sempre i più piccoli, quelli che con la loro passione danno vita a borghi e paesi, richiamando gente (non li chiamerei clienti) che ovviamente muove l’economia di centri altrimenti deserti.
Grazie a noi, sono pieni bar, gelaterie, pizzerie, ristoranti, rosticcerie. Riuscite voi, con le Vostre regole da Grande Fratello, a fare altrettanto? I fatti dicono di no.
In una Italia sempre più povera economicamente e culturalmente, questi mercatini sono punto di incontro per amanti delle curiosità, appassionati delle cose del passato, cacciatori di oggetti strani che stimolano domande e di conseguenza cultura. Non farebbe male a certi politici incompetenti fare un giro ogni tanto in questi mercati. Imparerebbero qualcosa. Per esempio, che il nostro non è un mestiere, che ci vuole tanta passione per alzarsi all’alba con qualsiasi tempo, per ritrovarsi fra noi e i nostri oggetti di una volta. Andremmo lodati per l’aiuto che portiamo a questi paesi, non perseguitati come delinquenti.
È vero che cerchiamo di guadagnare la giornata (a volte senza nemmeno riuscirci), ma Le porto un esempio classico: con 500 euro di pensione che tanti percepiscono, i pochi euro che si potrebbero portare a casa si chiamano sopravvivenza, non evasione. Quella sopravvivenza che lo Stato italiano non garantisce a tanta, troppa gente.
Questa legge è solo punitiva, distruttiva per i paesi e le Proloco e chiaramente fatta da incompetenti, che nulla sanno sull’argomento. Noi capiamo che una certa regolamentazione può essere necessaria, tanto che il problema non è la cifra richiesta: la vostra legge mette regole e paletti burocratici che nulla hanno a che fare col collezionismo su cui si basa questo tipo di mercatino.
Troviamo quindi demenziale chiedere a noi (oltre a 100 euro) una lista che specifichi la natura di ogni tipologia, addirittura quanto abbiamo pagato un oggetto e, udite-udite, da chi l’abbiamo comperato, magari decenni fa. Si può essere più inesperti? Con quale strumento e soprattutto con quale task force di “intenditori” intendete controllare se un oggetto è di nostra nonna, se ci è stato regalato, se oggetto di scambio, se trovato vicino a un cassonetto o all’ADO?
Per mille ragioni quindi questa legge è inapplicabile e riporta alla mente un noto commento di Fantozzi davanti al noto film russo…

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