16 Novembre 2014

Lettera aperta alla città sulla chiusura della Caffetteria Ristoro Schifanoia

Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 3 minuti

da: Alessio Pinelli

Abito da quasi quattro anni a Ferrara, ho frequentato molte volte la Caffetteria Ristoro Schifanoia e il suo giardino, per la sua bellezza e pace, ed a volte per concentrarmi per il mio studio universitario. (per i Ferraresi nativi, che spesso non conoscono questa perla del centro di Ferrara, è una casetta all’interno di un meraviglioso giardino, quello di Palazzo Schifanoia e del suo Museo, via Scandiana 21-23, che offre da 17 anni un servizio per i turisti e per la città). Ho avuto persino il piacere di lavorarci da questa primavera. Scrivo questo mio pensiero autonomamente. Il gestore, creatore e curatore di questo spazio è ignaro che io ora stia scrivendo ciò.
Domani, domenica 16 Novembre 2014, sarà a malincuore l’ultimo giorno di apertura di questa lunga ed appassionata gestione. Da un lato c’è la crisi economica e dall’altro c’è l’affitto da pagare al Comune che, già abbastanza alto, è appesantito dalla richiesta di saldare il canone di un periodo di affluenza nulla, dovuto alla chiusura totale del Museo a causa della ristrutturazione post-terremoto durata 7 mesi (per chi non lo sa, la Caffetteria è strutturata per offrire un servizio al Museo, inoltre nell’autunno-inverno diventa prevalentemente dedicato ai turisti essendo legata agli orari dello stesso: 9,30-18).
Quello che mi rende allibito è la cieca burocrazia che rivendica il diritto al canone per accordi legati ai regolamenti e giustificati dalla necessità di un introito nelle Casse Comunali, ma non si occupa di valorizzare i beni della propria Città, e non si adopera per ottenere profitti da altri servizi come potrebbero essere, per esempio, quelli derivanti dal Bookshop del Museo di Palazzo Schifanoia (chiuso dal terremoto del 2012), che si potrebbero paragonare come incasso al canone che riceverebbero dalla Caffetteria, se non di più. Mi sono chiesto per mesi perché non abbiano anche solo messo un tavolo con qualche libro e souvenir nell’ingresso del Museo, essendo il Bookshop in un area ancora non ripristinata dal terremoto, offrendo così un servizio ai turisti e ricevendo un incasso in più. Alla biglietteria viene venduto soltanto un piccolo libro sul Palazzo, e solo in italiano, peraltro poco pubblicizzato.
Per quel che mi riguarda domani sarebbe comunque il mio ultimo giorno di lavoro visto che il mio ruolo è stato quello di aiutare durante l’affluenza primaverile-estiva. Ma trovo triste che tutto l’impegno che c’è stato per curare la Caffetteria e il Giardino in questi 17 anni venga fatto svanire così.
(per i curiosi, su facebook c’è una pagina e un gruppo, “Caffetteria Schifanoia – Giardino dell’Amore”, dove potete trovare molte foto)
Riflettendo ancora su tante contraddizioni continuo a rimanere allibito davanti a questa situazione, dove niente si muove per trovare soluzioni adeguate.

Alessio Pinelli



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