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Lettera aperta di Vittorio Anselmi sul turismo in risposta a Roberto Serra

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa Comitato Elettorale Vittorio Anselmi, Candidato Sindaco di Ferrara

Con la presente rispondo a Roberto Serra che, via web, mi chiama in causa per le nostre proposte sul turismo. Mi pare di tutta evidenza che la petizione che abbiamo lanciato (merito del bravo Matteo Fornasini che ha recuperato peraltro una vecchia risoluzione del nostro gruppo in Consiglio Comunale approvata alla unanimità!) non sia sufficiente a risolvere i problemi del turismo di Ferrara. Ma che lo faccia notare chi con la propria lista appoggia il centrosinistra che ha governato in città sino a ieri (e speriamo si possa dire finalmente stop!) mi sembra alquanto “bizzarro”!
Ritengo anche che difendersi dalle critiche o rispondere alle sollecitazioni accusando di superficialità le opposizioni sia politicamente puerile: da 70 anni siamo in un regime di monopolio assoluto!
Nel nostro programma abbiamo dichiarato che il settore turistico del Comune va inquadrato in maniera sistematica (l’abbiamo definito “Distretto turistico”) perché non è una semplice a banale questione di fare biglietti cumulativi o di promuovere più eventi contemporaneamente come pare essere la vostra proposta (e già sarebbe una enorme innovazione per Ferrara, il che la dice lunga).
Noi riteniamo che fare un Distretto significhi: a) riconoscere a Ferrara il ruolo in Regione di Polo Museale; b) intervenire con strumenti eccezionali di fiscalità locale (in primis abolendo la tassa di soggiorno); c) intervenire con strumenti eccezionali sulla burocrazia (regolamenti, normative ecc.) che ostacolano e rendono difficile l’attività delle imprese turistiche; d) concentrare in un solo luogo (il castello estense) il cervello organizzativo dell’intero brand turistico ferrarese (organizzazione, promozione e informazione) così da agevolare i turisti ad un rapporto immediato con l’offerta della città; e) investire sulle tecnologie, in modo da fornire ai turisti che si avvicinano alla città strumenti avanzati di interrelazione: app dedicate, da scaricare su smartphone e tablet; noleggio di apparecchi di informazione (Audio/videoguide) che oltre che consigliare e guidare su percorsi turistici all’interno della città (visite guidate alla città senza ausilio di personale dedicato, ma autogestibili dall’utente), possano essere utilizzate come guide in tutti i musei e nelle varie mete turistiche della città; un investimento sulle tecnologie, oggi facilmente disponibili, che comincia finalmente a mettere in rete quanto la città ha da offrire. Si parla tanto (Tagliani ne parla ma non la fa…) di cultura della città e di città della cultura. Bene allora realizziamola questa città della cultura, grazie alle nuove tecnologie, dandole identità, unitarietà e mettendo insieme i molti pezzi che la compongono. Ma se Ferrara viene sempre trattata come un puzzle fatto di mille pezzi senza un unico disegno di riferimento, fatico a credere che i turisti l’apprezzino. Vendere la città, e non solo alcuni suoi pezzi (un evento, anziché una mostra, anziché un monumento) significa provare (e riuscire a mio avviso) a trasformare un turismo mordi e fuggi in un turismo più stabile.
E non mi sono ancora addentrato nelle altre cento cose che si possono fare e che farei se diventassi sindaco, per promuovere il turismo a Ferrara.
Ma una cosa farei di veramente innovativo: ascolterei gli operatori turistici e darei loro retta!

Vittorio Anselmi

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