7 Dicembre 2020

Lettera al direttore.
Sicurezza in Città: una brutta classifica

Francesco Monini

Tempo di lettura: 3 minuti

Gentile Direttore,
come ogni anno, in autunno, a distanza di circa quindici giorni l’una dall’altra, sono state pubblicate le classifiche del Sole 24 Ore e di Italia Oggi sulla qualità della vita nelle città italiane.
Ricordo perfettamente che, negli scorsi anni, la stampa ferrarese ha dato grande risalto a tali classifiche, sottolineando soprattutto i dati sulla sicurezza nel caso in cui la nostra amata città avesse perso qualche posizione.
Quest’anno in entrambe le pubblicazioni Ferrara ha avuto un netto peggioramento, in particolare proprio riguardo al tema della sicurezza, ma sulla stampa locale non è apparso neppure un trafiletto. Mi può dare una spiegazione per questo diverso trattamento?
La ringrazio per l’eventuale gentile riscontro e saluto cordialmente.
Linda Cattabriga

Ho letto anche io (senza grande passione) le classifiche sulla Qualità della vita stilate da Il Sole 24 ore e Italia Oggi . Personalmente ritengo più attendibili le prime rispetto alle seconde, ma in ogni caso su queste classifiche – piuttosto complicate e basate su una grande quantità di indicatori – va detto che andrebbero prese con le pinze. Se infatti, anche per Ferrara, confrontiamo gli ultimi dati con quelli dei 3 o 5 o 10 anni precedenti, vediamo che la posizione della nostra città oscilla ogni anno in modo rilevante, perdendo o salendo di varie posizioni.
Così, per fare un esempio, nella classifica generale sulla qualità della vita del Sole (quella  che riassume tutte le sezioni tematiche dell’indagine) la città di Ferrara si  posiziona nel 2016 al 58° posto, per salire nel 2017 al 45°, nel 2018 al 47°. Nel 2019 scende di 16 posizioni (64°) per recuperarne alcune nel 2020. Stessi dati ‘ballerini’ li incontriamo nelle classifiche particolari, compresa quella che riguarda la Sicurezza.
Facciamoci una domanda: è possibile, e attendibile, che in soli 12 mesi una città e il suo territorio possa migliorare o peggiorare così tanto? A me non pare. Credo insomma che queste classifiche vadano prese come indicazione generale, nel loro insieme, guardando soprattutto alla serie storica. Non è invece corretto prendere l’ultimo dato – o il dato che più può servire alla nostra parte – per farne oggetto di battaglia politica.
Questo è invece quello che ha puntualmente fatto la Lega nell’ultima campagna elettorale per le elezioni municipali di Ferrara, tutta centrata sul tema della Sicurezza, dell’Invasione dei Clandestini, del Gad in mano alla malavita organizzata… Ora, i dati  2020 che registrano sul tema della sicurezza un peggioramento, non segnalano solo o tanto il fallimento della giunta leghista che avrebbe mancato il suo primo obbiettivo (più sicurezza), ma ci dicono che  ‘il tema sicurezza’ non può essere ridotto a slogan elettorale, allo schieramento di nuove truppe, o a questa o quella iniziativa propagandistica (parchi sicuri), ma richiede un grande e lungo lavoro su vari campi per migliorare la condizione sociale ed economica delle famiglie ferraresi.
Al di là dei numeri della Sicurezza, dalla serie storica delle classifiche, vediamo come Ferrara (il suo territorio, la sua società, la sua economia) siano in continua decadenza. L’era Covid non potrà che peggiorare la situazione. Occorre quindi che il governo di una città di questo si occupi. Invece – questo è almeno quello che vedo – negli ultimi 18 mesi si è continuato a fare solo propaganda. Di questo passo, al di là dei dati di questa o quella statistica, Ferrara continuerà la sua triste discesa.
Francesco Monini



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L’autore

Francesco Monini

Nato a Ferrara, è innamorato del Sud (d’Italia e del Mondo) ma a Ferrara gli piace tornare. Giornalista, autore, infinito lettore. E’ stato tra i soci fondatori della cooperativa sociale “le pagine” di cui è stato presidente per tre lustri. Ha collaborato a Rocca, Linus, Cuore, il manifesto e molti altri giornali e riviste. E’ direttore responsabile di “madrugada”, trimestrale di incontri e racconti e del quotidiano online “ferraraitalia”, ora “periscopio”. Ha tre figli di cui va ingenuamente fiero e di cui mostra le fotografie a chiunque incontra.
Francesco Monini

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