30 Marzo 2015

L’IDEA
Il caffè disconnesso

Simonetta Sandri

Tempo di lettura: 4 minuti

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“Uomo che ami parlare molto: ascolta e diventerai simile al saggio. L’inizio della saggezza è il silenzio”. Pitagora

Londra, la città degli uomini d’affari, di chi corre e strappa numeri e informazioni da giocarsi nelle affollate e rumorose sale della finanza, la capitale degli spettacoli, delle mostre più belle, delle idee strampalate e delle novità più all’avanguardia. Londra che lavora, che produce, che rallegra, che diverte, che gioca, che pensa e che inventa. Se pur in apparente contraddizione con un mondo che scalpita e si affanna, poteva arrivare solo qui, terra di contraddizioni ma anche di grandi innovazioni, prima come sempre, l’idea di un nuovo caffè dove appena entri il tuo telefono è automaticamente disconnesso. Resti magicamente isolato dai continui bip dei messaggi, dalle suonerie invasive, dalle news dirompenti, dal rumore di un mondo sempre e perennemente informato, monitorato e sotto controllo.

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Faraday Cafe

Potrebbe, quindi, arrivare presto un posto silenzioso (finalmente), dove una sorta di griglia metallica intorno all’edificio respinge i segnali e le onde elettromagnetiche e, pertanto, rende impossibile l’utilizzo dei telefoni cellulari all’interno. Puff, e sei solo. Quella di “un caffè senza telefoni” è l’idea dell’artista Julien Thomas, che, l’anno scorso, aveva installato il sistema al Faraday Café di Vancouver, in Canada. Il design è semplice ed è lo spazio stesso a isolare.

Una volta all’interno del locale, non ci sono più sms o fotografie e immagini postate su Facebook o Twitter. Nessuna mailing list di news che arriva, domande di chiarimenti urgenti, comunicazioni inopportune, spam, pubblicità non richieste. Un modo per restare disconnessi, almeno per un po’, se si vuole. Per chi fosse obbligato a esserlo, ad esempio per lavoro, potrebbe rappresentare una sorta di “rifugio temporaneo”, ove assentarsi e respirare per qualche ora. E poi, si pensi, perché dobbiamo essere connessi sempre, in ogni momento, permanentemente? Abbiamo tante cose da dirci sulle nostre vite e le nostre esperienze, anche (e soprattutto) a voce, davanti a una bibita o a un thè caldo, guardandoci negli occhi, sfiorando i nostri visi. Perché si presti attenzione agli amici e non alla tecnologia, che spesso ci distrae dalle parole.
Con una start-up, Julien sta cercando un partner per finanziare la creazione di questo caffe silenzioso nella capitale britannica, anche se con qualche leggera modifica rispetto all’esperimento canadese. L’idea è quella di non utilizzare la griglia metallica, che darebbe l’idea di uno spazio confinato, ma d’integrare la tecnologia nelle pareti, ad esempio dietro la colorata e creativa carta da parati che spesso tappezza i muri dei locali. Questo perché non si percepisca alcun senso di oppressione e si possa stare in un posto anche piacevole per il design e gli occhi (oltre che per la mente).

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World Changing Ideas

L’idea, che ricorda un po’ gli anti-caffè che tanto vanno di moda, dove molti freelance pagano il tempo che vi permangono invece delle consumazioni, compare anche nella lista annuale del World changing ideas ossia delle idee più innovative e interessanti  [vedi]. A noi piace. Magari acquistando un caffè si paga per tenere qualcuno lontano…



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Da sempre appassionata di scrittura e letteratura, ha pubblicato su riviste italiane e straniere, è autrice del romanzo, “Il Francobollo dell’Avenida Flores”, ambientato fra Città del Messico, Parigi e Scozia e traduttrice dal francese, per Curcio Editore, di La Bella e la Bestia, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Ha collaborato con BioEcoGeo, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, Mosca Oggi, eniday.com e coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma. Scrive su Meer (ex Wall Street International Magazine).
Simonetta Sandri

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