10 Marzo 2021

L’impatto della pandemia sul lavoro femminile:
tutti i dati del rapporto realizzato dalla Regione.

REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Tempo di lettura: 9 minuti

 

Pari opportunità. L’impatto della pandemia sul lavoro femminile. Tutti i dati del Rapporto realizzato dalla Regione. Assessora Barbara Lori: “Valorizzare il ruolo delle donne strategico per uno sviluppo sostenibile, equo ed inclusivo”. In Emilia-Romagna una situazione di partenza in linea con le più avanzate regioni europee, ma la crisi ha acuito ritardi e criticità.

Su 100 posizioni perse nel settore ‘Commercio, alberghi e ristoranti’ 55 riguardano donne, quota che sale a 81 ogni 100 negli ‘altri servizi’. Ancora inferiore a quello maschile il lavoro fuori casa (25 contro 36 ore settimanali), mentre quello domestico e di cura resta in gran parte sulle spalle di mogli e madri. L’impegno della Regione per fare della questione femminile una priorità trasversale a tutti i settori

Bologna – Una situazione di partenza migliore, in linea con le più avanzate realtà europee, ma che presenta ancora criticità, che la crisi sanitaria, economica e sociale provocata dalla pandemia ha aggravato. In Emilia-Romagna le donne lavorano fuori casa in media 5 ore di più di quanto accade nel resto del paese, ma pur sempre in misura inferiore rispetto agli uomini: 25 contro 36 ore settimanali. Mentre il lavoro di cura e domestico continua a restare in misura sostanziale sulle loro spalle: 23 contro le 7,38 ore maschili, un dato non troppo diverso da quello registrato nel resto del Paese (26 ore contro 7).Una disomogeneità dei carichi di lavoro messa in evidenza in questi mesi anche della distribuzione dello smart working.  A fronte di un incremento del 23% di quello maschile, è cresciuto del 58% quello femminile per far fronte alla chiusura di scuole e servizi per l’infanzia.

Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto “Emergenza Covid: l’impatto sulle donne e le azioni promosse dalla Regione Emilia-Romagna“. Realizzato dalla Regione e presentato oggi in video conferenza stampa dall’assessora regionale alle Pari opportunità Barbara Lori, il report analizza l’impatto di genere delle politiche regionali attuate nel periodo della pandemia.

“Nonostante si confermi una delle migliori realtà italiane in tema di occupazione femminile, anche l’Emilia-Romagna ha fatto le spese di un lockdown che ha acuito le disuguaglianze.  Ecco perché valorizzare il ruolo e la partecipazione delle donne nell’economia e nella società regionale è fondamentale per la ripresa ed è strategico per generare uno sviluppo sostenibile, equo ed inclusivo, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 – spiega l’assessora alle Pari opportunità, Barbara Lori-. In quest’ottica abbiamo convocato il ‘Tavolo regionale permanente per le politiche di genere’ con focus tematico sul lavoro femminile, con l’intento di raccogliere criticità e suggerimenti. Per avviare azioni e progettualità sia a fronte all’emergenza Covid, sia di tipo più strutturale, migliorando la presenza femminile nel mondo del lavoro. Ciò ha consentito di approfondire il tema in tutti i suoi aspetti: da quello educativo e formativo, alla condivisione delle responsabilità di assistenza familiare e alla predisposizione di adeguate misure di sostegno alla famiglia, fino alla stabilità occupazionale e alla concreta possibilità di realizzare i propri percorsi di carriera al pari dei colleghi uomini.”

La solida rete di servizi di conciliazione, il forte investimento nell’istruzione e nella formazione professionale, gli  interventi e servizi per l’infanzia, le persone anziane e disabili non autosufficienti e l’impegno comune verso un’occupazione piena e di qualità.

Certamente in Emilia-Romagna negli anni sono stati conseguiti risultati importanti. Tuttavia anche lungo la Via Emilia sono state proprio le donne a pagare il prezzo più alto della pandemia: non solo sul fronte delle violenze domestiche drammaticamente aggravate dal lockdown, ma anche sul fronte occupazionale, come evidenziamo i dati Istat riferiti a questo territorio.

Per tutto il 2020 si sono verificate ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione con un legame diretto con le misure di contenimento dell’epidemia. Gli effetti più importanti si sono manifestati tra marzo e giugno 2020 – con oltre 37mila posizioni dipendenti perse, di cui oltre 22mila femminili, pari al 60%.

La riapertura delle attività ha comportato una ripresa dell’occupazione nel terzo trimestre con un recupero del 53,7% delle posizioni di lavoro dipendente perdute nel periodo precedente, peraltro in misura più favorevole proprio per le donne (+ 14 mila) che per gli uomini (+ 5mila).

Ma non abbastanza. L’analisi per genere in alcuni settori continua infatti a indicare ancora una maggiore penalizzazione della componente femminile dell’occupazione: su 100 posizioni perse nel settore ‘Commercio, alberghi e ristoranti’ 55 riguardano donne, quota che sale a 81 posizioni femminili perse ogni 100 negli ‘altri servizi’.

Obiettivo lavoro:
Dal nuovo “Patto per il lavoro e il clima”, al “Tavolo permanente per le politiche di genere” (che riunisce Centri anti violenza, Enti locali, sindacati, Rappresentanze economiche e sociali, oltre ai principali organismi di garanzia del settore), all’ “Area integrazione del punto di vista di genere” formata da rappresentanti di tutte le Direzioni generali, la questione femminile è trasversale a tutte le politiche regionali. E dovrà tradursi in una sempre maggior attenzione a favore di provvedimenti concreti per quanto riguarda innanzi tutto il settore del lavoro e formazione.

Ma tanto è stato fatto.  Sono 42 i progetti per favorire l’accesso al lavoro, i percorsi di carriera e la promozione di progetti di welfare aziendale. Promossi da Enti locali e da Associazioni del privato sociale e sostenuti dalla Regione con 1 milione di euro sono attualmente in corso. La loro scadenza è stata infatti prorogata al primo semestre 2021, a causa dell’emergenza Covid.

E poi il sostegno all’imprenditoria femminile attraverso il Fondo Starter: nel corso del 2020 sono stati erogati 83 finanziamenti ad altrettante imprese femminili per oltre 4,6 milioni di euro, mentre sono state 59 le imprese e le professioni femminili che hanno potuto usufruire di 1,2 milioni di euro grazie al Fondo Microcredito.

Passando per il sostegno alle competenze digitali, requisito importante per garantire migliori opportunità occupazionali, con 4 milioni di euro nel 2020; i servizi attivi per il lavoro con 28.251 persone, in maggioranza donne (14.734), che sempre nel 2020 hanno potuto usufruire di interventi formativi; la Carta della responsabilità sociale d’impresa: obbligatoria per partecipare ai bandi regionali e che impegna le aziende che la sottoscrivono a perseguire azioni per le pari opportunità.

Senza dimenticare gli interventi e i servizi relativi al diritto allo studio scolastico e universitario. A livello universitario, dai dati raccolti risulta che è costituito da studentesse il 60% dei 23.983 beneficiari di borse di studio dell’a.a. 2019/2020.

A fianco delle donne vittime di violenza:

Nel periodo marzo-giugno 2020 sono state 804 le telefonate arrivate dall’Emilia-Romagna al numero anti-violenza 1522 per chiedere aiuto, protezione o consulenza: più del doppio delle chiamate registrate nello stesso periodo del 2019 (365). In forte crescita anche la frequenza dei primi contatti, passati da 289 di marzo-giugno 2019 a 683 nel 2020 (+394 casi).

Un’emergenza cui la Regione ha risposto sostenendo con un finanziamento di 357mila euro da destinare a Comuni e Unioni di Comuni – oltre che con una specifica campagna di comunicazione – la rete dei 21 centri antiviolenza. Una realtà capillare cui si aggiungono 41 case rifugio e 16 centri per uomini maltrattanti, di cui 7 pubblici e 9 del privato sociale.

Nell’anno appena trascorso la Regione è stata destinataria di un finanziamento statale di quasi 2 milioni di euro per il mantenimento dei Centri antiviolenza e delle case rifugio esistenti.

Non solo: per accompagnare le donne vittime di violenza nel difficile cammino verso una ritrovata indipendenza, la Regione ha stanziato nel 2020 658mila euro in favore degli Enti Locali. Obiettivo: realizzare interventi per il sostegno abitativo e l’accompagnamento nei percorsi di fuori uscita dalla violenza di genere, grazie all’erogazione di voucher fino a 6mila euro a donna.

 

La rete dei servizi:

Una rete di servizi solida, diffusa e capillare. E che gioca un ruolo fondamentale nel garantire pari opportunità alle donne.

In Emilia-Romagna l’88,8% dei Comuni ha un servizio di asilo nido, l’89,6% offrono servizi per l’infanzia. I corrispondenti dati nazionali sono 56,6% e 59,6%.

Tra le prime azioni della Regione, all’indomani del lockdown è stata quella di assicurare la riapertura dei centri estivie anche per il 2020 sono state stanziate risorse per garantire una maggiore partecipazione e venire incontro alle esigenze dei genitori che lavorano.  Per aiutare le famiglie nel pagamento delle rette la Regione ha stanziato anche nel 2020 6 milioni di euro, provenienti dal Fondo sociale europeo, mentre a supporto della riorganizzazione in sicurezza dei centri estivi sono arrivati ai Comuni dell’Emilia-Romagna quasi 10 milioni di euro stanziati dal Governo con il Decreto Rilancio.

Ma non solo: nel 2020 una quota significativa del Fondo sociale regionale – 28,2 milioni su oltre 49 milioni di euro, – è stata dedicata a rafforzare i servizi e gli interventi a favore dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia. A settembre 2020 tale fondo è stato aumentato di 6,3 milioni di euro, per rafforzare ulteriormente gli interventi previsti, facendolo salire a 55 milioni.

Nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria i 40 Centri per le famiglie esistenti in Emilia-Romagna hanno spostato velocemente molte attività on line (es. consulenze educative, counselling psicologico, ecc.). Così anche i gruppi di preparazione alla nascita con molte adesioni e molta partecipazione. Sono state organizzate attività di supporto per genitori di bambini disabili, eventi formativi e di confronto dedicate alle donne straniere.

La pandemia da Covid-19 ha colpito molto duramente le persone non autosufficienti, le loro famiglie e gli operatori della rete dei servizi socio-sanitari. Fin dalle prime fasi dell’emergenza, è emerso il problema del sostegno al domicilio delle persone con disabilità, delle persone anziane e dei caregivers. Un impatto particolarmente forte sulle donne che tendono a sostenere il maggior peso delle attività di cura all’interno della famiglia, anche se nel lungo termine questo gap sta via via diminuendo.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

Ti potrebbe interessare:

  • INTERNAZIONALE 2022
    Città Visibili e Città Ideali… tutte da costruire

  • Primi scatti da Internazionale Ferrara

  • Save The Park: oggi, alle 16,30 il flash mob al Parco Urbano Bassani
    (Lettera ad un sindaco duro d’orecchi)

  • terra ambiente economia sostenibile generazioni

    PRESTO DI MATTINA /
    Non è una utopia

  • RICERCA E SOLIDARIETÀ
    Nistagmo, questo sconosciuto

  • ELEZIONI: “Si respira aceto”
    e a seguire: “Il lavoro da morire”

  • Parole a capo
    Roberta Lipparini: “Nei titoli di coda”. Parole in libertà ma senza debordare troppo…

  • the end, fine, capolinea

    ELEZIONI: IL PD A FINE CORSA?
    Non basta un congresso e un nuovo segretario, dovrà cambiare un’intera strategia politica

  • DONNA, VITA, LIBERTÀ
    Può succedere a Ferrara…

  • Parole e figure /
    La signora Bigodino, la la la la la

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi