Home > INCHIESTE & ANALISI > L’INCHIESTA
Partigiani oggi:
per quali ideali,
contro quali avversari

L’INCHIESTA
Partigiani oggi:
per quali ideali,
contro quali avversari

resistenza
Tempo di lettura: 7 minuti

E’ noto l’anatema di Antonio Gramsci contro gli indifferenti. E’ vivo e presente (in molti, resistenti e resilienti) il senso dell’impegno che fu dei padri fondatori dell’Italia libera e repubblicana e dei milioni di uomini e donne che si impegnarono e si batterono, anche a costo della vita, per consegnare ai figli un Paese che garantisse a tutti un’esistenza degna d’essere vissuta. E allora ci siamo domandati quale sia, oggi, il significato autentico e attualizzato dell’espressione “partigiano”. Ci siamo chiesti quali siano, in questi nostri giorni aspri, i valori da difendere, gli avversari da combattere.

Abbiamo girato l’interrogativo a un nutrito ed eterogeneo gruppo di uomini e donne, chiedendo a ciascuno di riaffermare il senso di concetti quali comunità e cittadinanza. E abbiamo domandato di esplicitare quali battaglie di civiltà e di democrazia meritano di essere combattute nel presente. Ciascuno ha precisato i riferimenti ideali e gli imprescindibili capisaldi scelti come bussola del proprio agire politico; e per contrappunto ha individuato i “nemici” (materiali e immateriali), cioè i fattori che si contrappongono o gli elementi che li insidiano.

[Per leggere gli interventi integrali è sufficiente cliccare sui nomi]

Secondo Fabio Isman, prestigiosa firma del Messaggero per il quale in oltre 40 anni ha scritto di politica, esteri e beni culturali, “I riferimenti ideali sono quelli di sempre: un Paese libero, laico, democratico, civile, basato sulla Costituzione. Anche i nemici di tutto questo sono gli stessi: chi ancora si ostina in ideologie superate, razziste o fasciste; e i negazionisti…”.

Daniele Lugli, storico riferimento del Movimento nonviolento, afferma: “Partigiani oggi, cioè dalla parte della liberazione di cui oggi avverto esservi un forte bisogno. Quanti ai valori, o principi che siano, io sono fermo a quelli della Rivoluzione francese: la libertà, da conquistare e approfondire continuamente in un processo di costante liberazione da vincoli e ignoranza, l’uguaglianza, tra persone impegnate nel medesimo processo di liberazione personale e collettiva, la fraternità , che può stabilirsi tra soggetti liberi ed eguali. Gli avversari? La chiusura, l’intolleranza nei confronti di chi appare diverso”.

Dice Matteo Provasi, giovane docente di Storia moderna all’Università di Ferrara: “La parola ‘partigiano’ è stata progressivamente svuotata di significato. Spesso brandita come arma pseudo ideologica, manipolata per il piccolo cabotaggio politico. Ne è rimasta la mitografia, ma si è perso il senso profondo: resistere a un’idea di società che non condividiamo. Il pericolo oggi è proprio l’assenza di una idea di società: si ragiona per schemi. Io conosco partigiani odierni. La mia amica Manu: una lunga trafila nella ricerca, poi l’imbuto che si stringe, e la voglia di portare tutto il suo sapere nelle scuole medie, senza spocchia, resistendo ogni giorno a paletti didattici, vuote visioni pedagogiche, genitori egocentrici, colleghi ottocenteschi, pretese sindacali; cercando di offrire agli adulti di domani strumenti più affilati per comprendere la realtà…

“Per quel che mi riguarda – afferma Marco Bortolotti, funzionario Enel – a volte mi sento davvero un partigiano, un combattente, perché mi rendo conto che mi trovo su posizioni che la società di oggi ignora, o peggio ancora combatte. Il mio caposaldo è l’integrità morale dell’essere umano. Da questo discendono la lealtà, il rispetto dell’altro e della vita in senso assoluto (sotto ogni forma), l’onestà, la dedizione verso gli altri. Il nemico più grosso da combattere è il messaggio che la società stessa tenta di trasmettere, specie ai giovani: quello del possedere, tutto e subito, senza sacrificio, e del tutto lecito”.

Lucia Marchetti è un’insegnante di sociologia in pensione: “L’aspetto fondamentale e particolarmente minacciato è quello della dignità, individuale e sociale. Penso alle difficoltà sempre maggiori a vivere una vita dignitosa a causa dell’assenza di lavoro, alla crisi del welfare, che obbliga un numero sempre più grande di persone a risolvere in modo solitario e isolato problemi di salute e di sopravvivenza. Poi c’è il tema della laicità che metterei in coppia con quello della libertà, intrecciati al problema della formazione: in una società della conoscenza stiamo progressivamente perdendo la capacità di controllare i processi e di comprendere le cause di fatti e di fenomeni”.

Fra coloro che con fatica difendono la loro dignità c’è Gianluca Iovine, giovane scrittore calabrese: “Non saremo mai un Paese civile e democratico – sostiene – finché lasceremo bruciare le nostre colline e i nostri boschi. Incendi consumano, specie d’estate, la bellezza e biodiversità della natura italiana per lucrare su nuovi pascoli, colture, nuove aree edificabili, nell’interesse della malapolitica e delle lobbies mafiose. C’è fascismo in chi decide di toglierci bellezza e stuprare la natura, e testardaggine partigiana in chi sceglie di resistere, denunciando. Perché un giorno questo Paese abbia un catasto degli incendi e pene esemplari per chi brucia. Sperando che all’orizzonte restino resine d’alberi e non ceneri di bosco”.

Laura Rossi, operatore artistico-culturale, afferma che “essere partigiani oggi, significa combattere per quella meravigliosa utopia per la quale hanno lottato e sono morti uomini e donne senza curarsi di quei finti valori (fama, ricchezza, carriera…), cui la stragrande maggioranza delle persone ora conforma la propria vita, senza più ideali né senso di fratellanza e di Patria. Adesso più che mai bisogna affrontare battaglie e lotte contro la repressione delle libertà, perché la repressione esiste ancora anche se sotto forme diverse: il precariato del lavoro, la disuguaglianza sociale…”

E’ preciso nella sua analisi Enrico Pucci, giornalista ferrarese caporedattore al Mattino di Padova: “Difendiamo oggi la pace dal fondamentalismo religioso e dai riaffioranti nazionalismi; la nostra Costituzione del ’48 dalle tentazioni autocratiche; il lavoro dalla “disruptive innovation”, cioè dalla rivoluzione digitale (che distrugge posti senza crearne di nuovi) e dal precariato; la politica dalla telecrazia; la giustizia dalla prescrizione breve”.

Per Marzia Marchi, figura di rilievo del mondo ambientalista, “tra i valori ne esiste solo uno, supremo: la pace, che significa spendersi nella solidarietà e abbandonare il pregiudizio che ci fa considerare popolazioni vittime di violenze come complici dei poteri che le annientano. Avversari da combattere? Oggi e come sempre la ricchezza che si concentra nelle mani di pochi, che si traduca in un califfato, in un sultanato o in una democrazia del denaro”.

In un certo senso riassuntivo è il punto di vista di Davide Nani, insegnante: “Quali sono i valori per i quali vale la pena di combattere? Non occorre una gran ricerca sui libri o interiore per declinarli. Sono contenuti nella nostra Costituzione. Democrazia, Libertà, Uguaglianza, Giustizia. La piena realizzazione di uno solo di questi concetti, dovrebbe sottendere e comprendere anche gli altri. Per questo bisogna resistere con sistematico senso critico a un’informazione malata, a una politica televisiva da avanspettacolo, alla tentazione del disimpegno, della frammentazione individualistica e snob”.

E’ uno spaccato significativo, la conferma che un’altra Italia è possibile. Questi sono i pareri che ci sono stati consegnati. I primi. Altri ne attendiamo. Resistenza continua.

1. CONTINUA

Leggi la seconda puntata dell’inchiesta

Leggi la terza puntata dell’inchiesta

Commenta

Ti potrebbe interessare:
GLI SPARI SOPRA
La ricerca di un futuro
Maternità surrogata, utero in affitto
PERCHE’ SONO CONTRO LA MATERNITA’ SURROGATA
Libertà di pensiero
Il polacco

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi