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A Comacchio Legambiente rompe con la giunta cinquestelle: “Qui vince ancora il partito del mattone”

L’INTERVISTA
A Comacchio Legambiente rompe con la giunta cinquestelle: “Qui vince ancora il partito del mattone”

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Il fatto è da qualche tempo conclamato, tra il circolo Delta Po di Legambiente e la giunta 5stelle di Comacchio l’intesa è tramontata. Sono bastati due anni e mezzo di governo per arrivare alla frattura e oggi l’associazione ambientalista sembra essere la più vitale delle forze d’opposizione. A detta di Legambiente, il nodo del problema sta nel mancato rispetto del patto siglato con l’allora aspirante sindaco Marco Fabbri, che guadagnò al ballottaggio oltre il 70 per cento dei voti. Una vittoria schiacciante dettata dal desiderio di cambiare registro e, in alcuni casi, dalla volontà di dare fiducia ai giovani. “Il patto impegnava il sindaco a non consumare il territorio, ma qualcosa nell’arco di un paio d’anni è cambiato radicalmente nella gestione, anche se il sindaco insiste nel negarlo”, precisa Marino Rizzati, presidente del Circolo Delta Po. “Legambiente, mi preme ricordarlo, non è forza politica ma di opinione, non siamo in Consiglio comunale per statuto e per scelta, ciò nonostante non possiamo prescindere da quanto accade”.
Chi vive nell’area del Delta, ricorda, sa di abitare in una terra “in progress”. “Il territorio si modifica continuamente, l’uomo cerca di governarlo, ma deve tenere conto di varianti e cambiamenti climatici prodotti dagli elementi naturali. Piogge torrenziali, vento, mareggiate sono cose conosciute – continua – Abbiamo speso milioni di euro tra commissioni europee, regionali, provinciali, master plan del Parco del Delta del Po per capire cosa dobbiamo fare, lo sappiamo, ma non lo facciamo”. Un esempio? Se non si prende il problema con la dovuta serietà in futuro la costa andrà sott’acqua. “Criticità a parte, c’è da dire una volta di più che viviamo in una zona di grandi ricchezze naturali, bisogna evitare di esaurirle come sta accadendo – continua – L’Amministrazione dimostra di non conoscere né di capire, o semplicemente non vuole capire, l’importanza di decelerare su quello che potrebbe rivelarsi un finto sviluppo urbanistico, anzi un boomerang per il territorio”.

Al centro delle preoccupazioni degli ambientalisti ci sono le tre delibere sul futuro urbanistico di Comacchio votate dalla maggioranza l’11 settembre nella solitudine dell’aula abbandonata dall’opposizione. La decisione prevede accordi diretti tra il Comune e i privati, che puntano alla realizzazione di 190 ettari quadrati di campeggi, una fetta di costa piegata “allo scellerato progetto di ulteriore consumo di territorio già programmato attraverso il Piano Territoriale del Parco del Delta del Po approvato dalla Provincia di Ferrara”, sostiene il circolo. Come dire: il partito del mattone passa alle strutture leggere, ma gratta gratta la musica è la stessa. “L’allarme non è legato ai campeggi quanto alle regalie concesse dall’Amministrazione ai costruttori, che magari negli anni potranno spostare volumi edificabili dei quali già dispongono in termini di realizzazione in altre aree all’interno delle strutture turistiche – dice – La normativa del parco prevede progetti a comparto, penso all’area che va da Porto Garibaldi alla Romea fino alla Fattoria. Alcuni imprenditori per rivalutare un’area staranno al progetto, ma non credo faranno mai gli agriturismi promessi e chi ha più forza economica guadagnerà maggior territorio. Probabilmente esistono già impegni di cui non sappiamo nulla”.

Secondo Rizzati il tradimento dei 5Stelle sta nella retromarcia ingranata sulla gestione comunale. Dopo due anni e mezzo di attacchi al Pd ora fanno parte del Listone, sono alleati degli ex nemici e forse, senza neppure sconfinare nella fantapolitica, in prossimo futuro saranno fuori dal movimento di Grillo, magari uniti in una lista civica appoggiata dai democratici ferraresi. “Quanto sta succedendo è contrario agli indirizzi del Movimento e alle sue linee guida – continua – I nostri grillini avevano assicurato una variante al Prg entro 100 giorni dal loro insediamento, l’obiettivo era mettere in stand by ogni manovra che comportasse il consumo del territorio, si erano anche impegnati per mettere a punto il Piano strutturale comunale (Psc), ma oggi la loro politica è cambiata, non siamo i soli a dirlo”. E ancora: “La storia si ripete, anche Pierotti quando si candidò sindaco promise che non si sarebbe più posato neppure un mattone – continua – dopo un paio d’anni modificò la giunta nella quale erano presenti movimenti civici, per sostituirne i rappresentanti con i politici, così fa anche Fabbri”.

Il cambiamento ha due facce, politico e amministrativo. “Quando abbiamo chiesto al sindaco se fosse al corrente della decisione dell’allora presidente uscente della Provincia Zappaterra di cancellare l’articolo sulla tutela paesaggistica e quelli relativi alla materia idrogeologica, ha risposto che si sarebbe informato. E’ stato elusivo – spiega – Abbiamo capito che gli stava bene, forse discutendo di idrovia con la Provincia sono nate simpatie inaspettate”. Ci sono poi altri nodi dolenti sullo sviluppo. “Penso alla questione legata agli impianti strutturali, depuratori e strade – conclude – Prima di costruire bisogna adeguarli come prevede la legge e pensare anche al mare, quest’anno le cose non sono filate lisce, noi i dati li abbiamo, e non si può continuare a dare la colpa dell’inquinamento delle acque alle porcilaie di altri paesi vicini”.

Critico sulla futura pianificazione della costa anche Davide Michetti dell’Onda. “Quelle delibere hanno dato il via a una speculazione senza senso, ma sono talmente fatte male da prestarsi ai più differenti ricorsi. A Comacchio non c’è bisogno di una distesa infinita di campeggi, ma di cose di rilevanza pubblica come a un talassoterapico a un parco acquatico – dice – Che faremo, tra 10 anni ci lamenteremo dei troppi campeggi come è successo per l’eccesso di case? Già quando fu presentato il piano di stazione di Parco di Comacchio, sembrava fatto su misura per le esigenze di pochi”. Nel frattempo attende una risposta scritta a una sua interrogazione circa il dossier su presunti abusi edilizi di Tomasi costruzioni segnalato dal geometra Loris Rossetti al Comune e respinti al mittente dall’imprenditore. Per ora nessuna risposta. “Anche questo fatto, desta qualche perplessità sul comportamento politico amministrativo della giunta – conclude Rizzati – le risposte di fronte a certi quesiti sono doverose, soprattutto se la tua linea programmatica le mette tra i primi posti nella scala di valori”.

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