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Alberto Squarcia: un ferrarese per l’arte a 360 gradi

L’INTERVISTA
Alberto Squarcia: un ferrarese per l’arte a 360 gradi

Ferrara-PortaDegliAngeli
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Da molti anni protagonista a Ferrara e non solo, Alberto Squarcia è art director è promotore di numerose iniziative artistico-culturali: uno zoom retrospettivo?
Con l’attività dello Studio Archeo900 (www.archeo900.com) ho portato mostre in tutto il mondo, in particolare sulla storia del design italiano dagli anni Cinquanta in avanti, ma anche di arte e grafica. Le mostre che ho ideato e curato sono state esposte in molte città italiane e a Bangkok, Ankara, Salonicco, Hong Kong, Shanghai, Taipei, Montreal, Cracovia, Varsavia, Belgrado, Wroclaw e Praga. In particolare ha avuto grande successo “Italian Light” (www.italian-light.eu) al Tfam, il museo di arte moderna di Taipei, con oltre 70.000 visitatori, sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Rappresentanza Italiana Economica e Diplomatica Permanente a Taiwan.
Un’altra importante esperienza è stata l’organizzazione di sei associazioni culturali e qui a Ferrara, tramite un bando, la gestione per quattro anni e mezzo della bellissima Porta degli Angeli con 58 mostre d’arte e una miriade di eventi collaterali quali danza, poesia, teatro, video-arte e musica. Questa esperienza lunga, faticosa, ma bella e costruttiva, ha avuto un grande successo di pubblico e partecipazione negli anni; purtroppo rimossa e dimenticata in breve tempo con la chiusura delle circoscrizioni e il nuovo bando, questa volta oneroso. In quel lungo periodo di gestione della Porta degli Angeli, la Circoscrizione e i suoi dirigenti ci diedero un grande sostegno e gliene siamo ancora grati.
Ancora per pochi giorni sarà possibile visitare il sito www.portadegliangeli.org perchè, essendosi sciolta la rete di associazioni, il sito verrà chiuso e sarà purtroppo cancellato dai gestori del server.

Tra avanguardia e arte contemporanea, il focus essenziale, esatto? L’avanguardia oggi?
Mi sono sempre interessato sia di arte moderna che di arte contemporanea fino alle avanguardie. Purtroppo a Ferrara l’avanguardia, la sperimentazione, le performances, la site-art, non sono ancora ben capite e apprezzate. La nostra città sembra molto concentrata sul passato (il Palio, la Corte Estense e l’arte rinascimentale) e sull’arte moderna con i sempre presenti De Pisis e Boldini fino ad arrivare alla Metafisica e all’arte storicizzata del XX secolo. I giovani artisti, la sperimentazione, l’arte povera, l’arte astratta e informale, la light art e l’avanguardia, generano spesso incomprensione. Sarebbe compito di curatori e operatori culturali portare in città le nuove tendenze dell’arte contemporanea. A Ferrara il sisma del 2012 ha determinato la chiusura delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, ma ancor più del terremoto il danno è stato arrecato con la chiusura di ogni esperienza museale innovativa degli ultimi venti anni: mi riferisco al Museo Antonioni, al Museo della Metafisica, al Museo dell’Illustrazione, al Museo Nazionale di Architettura, alla Fondazione Hermitage. Le motivazioni addotte sono state scarso pubblico, mancanza di personale e di fondi e non mala gestione, fatto a cui molto probabilmente bisognerebbe far riferimento.

Tra le iniziative quali secondo te le più rilevanti?
Tra le mostre che ho realizzato a Ferrara, la più stimolante è stata la mostra collettiva sulla Light Art, in collaborazione con l’artista e curatore Vincenzo Biavati alla Porta degli Angeli, fatta con associazione culturale Stileitalico. Inoltre, nel 2014 ho ideato e realizzato una mostra nazionale di scultura con tema caro a Ferrara, “San Giorgio, il Drago e la Principessa”, che ha visto la partecipazione di oltre quaranta artisti con opere di grandi dimensioni nelle vie e nelle piazze della città e con opere di piccole dimensioni a Palazzo Turchi di Bagno dell’Università di Ferrara. In contemporanea è stato allestito un simposio di sculture in legno scolpite direttamente nel Giardino delle Duchesse.
Una mia appassionante scoperta è stata la produzione pittorica di un artista scomparso di Ro, Erto Zampoli. Un personaggio davvero curioso che, nella sua vita paesana ai bordi del grande fiume Po, realizzò solo disegni su cartoni di riciclo regalategli dalla merciaia del paese e che in vita non mostrò mai a nessuno la sua arte. Erto Zampoli ha prodotto centinaia di disegni di una freschezza e cromaticità stupefacenti, che lo possono a pieno titolo far rientrare nelle avanguardie artistiche del XX secolo con un genere personalissimo e unico che si potrebbe definire post-cubo-futurismo.
Desidero ricordare anche la recentissima mostra nel Salone d’Onore del Palazzo Comunale sulla grafica e le copertine realizzate negli anni Trenta da Mimì Quilici Buzzacchi per la “Rivista di Ferrara” in stile futurista-metafisico: sono state in esposizione le riviste originali e le copertine ristampate in grande formato per una maggiore comprensione, in questo periodo tutto è stato riallestito nel museo della Delizia del Belriguardo a Voghiera.

Proprio per Ferrara, una grande mostra retrospettiva sul futurismo storico….
Dopo la scoperta e le relative mostre su Erto Zampoli, post-futurista ferrarrese o per meglio dire roese, e una sull’arte postale futurista presentata negli Istituti Italiani di Cultura a Cracovia e Varsavia in Polonia, sarebbe interessante esporre in città una rassegna sul primo e secondo Futurismo e su quello odierno, che annovera artisti di valore e meritevoli di essere conosciuti.
In gran misura la damnatio memoriae dell’arte futurista, accusata di essere funzionale al regime fascista e invece in gran misura utilizzata impropriamente dallo stesso, ma sicuramente arte rivoluzionaria e internazionale, è superata. Potrebbe essere il momento per portare anche a Ferrara, come è avvenuto in tutti i musei e città più importanti del mondo, una rassegna su questa corrente che seppe davvero rompere con le accademie e con il passato, rinnovando la concezione dell’arte nel mondo.

Attualmente stai lanciando altri grandi eventi per il cinema, un approfondimento?
Dopo l’esperienza delle mostre all’estero e di Porta degli Angeli, con le sue numerosissime iniziative e mostre, mi sono concentrato su un nuovo ambizioso e complesso progetto: la Ferrara Film Commission, nata da un’idea che elaboravo da anni e che mancava a Ferrara e provincia. Un’associazione culturale e di promozione sociale, indipendente, che si potesse relazionare con il Comune, la Regione e con altre associazioni, allo scopo di valorizzare la città e il territorio attraverso le produzioni cinematografiche locali e nazionali, attraverso la formazione professionale specializzata e con mostre ed eventi inerenti il cinema, la sua arte, i suoi registi, i suoi attori, con forte attenzione alla sua potenzialità come volano promozionale del turismo e dell’economia locale. Un grande evento già in fase di preparazione per il 2016 è il Ferrara Film Festival, in collaborazione strettissima con la Società Perpetuus di Maximilian Law con sede a Los Angeles, con il Comune di Ferrara e di Vigarano Mainarda e con la Fondazione Rambaldi (dedicata al tre volte premio Oscar Carlo Rambaldi, mito del cinema e degli effetti speciali, creatore di ET, King Kong e Alien).
Stiamo inoltre pensando concretamente a eventi dedicati a Pasolini, ad Abbado, alla musica da film e alla fotografia nel cinema. La Ferrara Film Commission è nata da pochi mesi, ma sta raccogliendo consensi di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo con soci fondatori, ordinari e sostenitori, ma anche con soci onorari come Folco Quilici, Giuliano Montaldo, Victor Rambaldi, Paolo Micalizzi, Dova Cahan, Simonetta Sandri, Fabio Mangolini, Mario Piva, don Massimo Manservigi, il vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto e il sindaco di Vigarano Mainarda, Barbara Paron.

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Alberto Squarcia

Alberto Squarcia, ferrarese da molte generazioni, è nato nel 1949, studente alla Facoltà di Architettura a Venezia nel periodo della contestazione studentesca, dal 1968 fino al 1975, anno della laurea. Esperienze teatrali giovanili con Andrea Barra e Paolo Natali e con il Die Spieler, fino a partecipare come attore a un evento di teatro politico radicale e regia collettiva: lo spettacolo “Non Consumiamo Marx” con musiche originali di Luigi Nono. Organizzatore di concerti e spettacoli che portarono a Ferrara negli anni Settanta gli Area, Edoardo Bennato, Toni Esposito, la Comuna Baires, Dacia Maraini e altri artisti e intellettuali con il Circolo Culturale Ottobre. Grande rapporto di partecipazione e collaborazione con il Teatro Nucleo nel periodo della sua nascita ed esordio ferrarese, con momenti importanti come il primo esperimento di teatro-terapia all’interno dell’Ospedale Psichiatrico, che in quel periodo fu aperto sulla base delle grandi trasformazioni determinate da Basaglia e Slavic. Appassionato ed esperto di arte e design del XX secolo, fino a farne ragione di lavoro e di vita e ideatore e organizzatore di mostre ed eventi culturali in Italia e in tutto il mondo. Molto no profit e…. poco profit, ma l’amore per l’arte e per la cultura oltre che per Ferrara lo spingono a non mollare mai i progetti iniziati e ad avere sempre pronte nuove idee nel cassetto mentale, quelle idee che un amico definì in maniera emblematica “psicoricambi culturali”.
Presidente della Ferrara Film Commission: www.ferrarafilmcommission.it
Per visionare le mostre realizzate e per accedere al web album delle foto digitare sul motore di ricerca Google: Picasa Alberto Squarcia

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