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Le uova e i salami
Tempo di lettura: 5 minuti

Rubrica a cura di Fabio Mangolini e Francesco Monini

Domenico Bedin non è scrittore di professione. Fondatore e animatore di una attivissima associazione di volontariato sociale, si occupa tutti i giorni (e molte notti) di quelli di cui nessuno si occupa, Incontrare e soccorrere gli ‘ultimi’ significa camminare molto, percorrere molte strade, ascoltare molte voci, così Domenico ha accumulato uno straordinario catalogo di incontri e di storie. Alcune di queste storie, intense ma spesso piene di umorismo, le ha prima scritte per un settimanale locale, e quindi raccolte in un piccolo libro. Peccato che Domenico Bedin abbia sempre mille cose da fare e mille persone da soccorrere. Avrebbe potuto scegliere un’altra strada, scrivere ‘a tempo pieno’: il gustoso racconto che presentiamo ai lettori di Ferraraitalia ne è una piccola dimostrazione.
(I curatori di Lo Cunto de li Cunti)

Domenico Bedin, Le uova e i salami, letto Teresa Fregola

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LE UOVA E I SALAMI

Alcuni giorni fa ero a tavola a mezzogiorno e si presentano due giovanotti. Uno è di Bondeno e mi dice che ha sentito che da noi si accolgono le persone che sono sulla strada, così ha accompagnato un uomo che da alcuni giorni è sulla strada e si arrangia come può, non sapendo dove dormire. Avevo ospiti, ma li invito a mangiare con noi qualcosa e osservo attentamente il bondenese, perché mi sembra di conoscerlo. Un paio di domande ben assestate e scopro che è un Costanzelli e che conoscevo la sua famiglia da quando ero stato cappellano a Bondeno.
Gli chiedo se, per caso, da bambino avesse abitato in campagna sotto l’argine del Panaro verso Scortichino… è sorpreso e mi conferma che lì abitava il nonno con tutta la famiglia.
“Allora ti racconto questa storia, che mi è successa proprio a casa tua”.
Lui è curioso, e siccome è quasi una parabola della vita, vogliamo fare partecipi anche voi.

Nel 1981 ormai le stalle nel territorio della parrocchia di Bondeno erano rimaste poche, ma la tradizione della benedizione per S. Antonio Abate, verso la fine di gennaio era consolidata e toccava al cappellano. Accompagnato da Armando il campanaro, partii in bicicletta alle otto, nella nebbia, tra i campi bianchi di galaverna.
La Nives e la Teresa ci avevano appeso al manubrio due sporte e Monsignore, come ogni anno, aveva proclamato solennemente, prima guardando Armando e poi il sottoscritto: “I salami all’arciprete, le uova al cappellano”.
La Teresa, che tifava per il pretino, rincorrendomi, mi assicurò che le uova si potevano vendere e comprare un paio di scarpe…
Il giro, mi accorsi subito, era già collaudato e programmato nei minimi particolari. Armando mi tirava per la manica facendomi fretta, se mi fermavo in qualche stalla a fare un complimento o un rilievo competente, visto che da ragazzo avevo fatto anch’io il bovaro e mi intendevo di vitelli, mangime e mungiture. Armando, invece, dopo la benedizione, porgeva subito il cartoncino con S. Antonio e maialino e la arzdora metteva, con gesto collaudato da secoli, un salame nella sporta di Armando e una dozzina di uova nella mia e si ripartiva  tra la nebbia e il ghiaccio. Dopo questo rally studiato tra stradoni e capezzagne, a mezzogiorno in punto arriviamo dai Costanzelli. Evidentemente tutto era concordato perché, sbrigata la benedizione, ci ritroviamo a tavola. Il pranzo tradizionale fu sontuoso e, visto che fuori faceva un freddo cane e gli ospiti erano generosi, si mangiò e bevve a sazietà. Ormai cominciava a far buio e ci congedammo. Inforcai la bici, vi appesi la sporta rigonfia di uova e, con la forza dei 24 anni e del vinello in testa, mi sollevai sui pedali per affrontare la salita dell’argine del Panaro. Il ghiaccio mi tradì e ruzzolai sotto gli occhi di Armando che, prudentemente invece mi seguiva a piedi. Non mi feci neppure un graffio, ma le uova nella sporta erano diventate frittata.

Tornai a casa umiliato e fissai Monsignore con occhi supplici, guardando prima le uova rotte e poi i salami, ma lui ripeté l’antico detto, che in canonica a Bondeno forse risaliva all’alto Medioevo: “I salami sono di Monsignore, le uova del cappellano”. Quante volte nella vita si è ripetuta questa situazione. Anche oggi, quando mi capita, sorrido e mi tengo la frittata.

Domenico Bedin, Le uova e i salami, tratto da Viandanti : racconti, Alessio (Albania) / Ferrara, Agire Sociale, 2009
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Cover: elaborazione grafica di Carlo Tassi

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