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Lo splendido ‘lupo cattivo’ di Edward Albee

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STANDING OVATION: I PIU’ ACCLAMATI SPETTACOLI TEATRALI DEL XXI SECOLO
“Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Edward Albee, regia di Gabriele Lavia, Teatro Comunale di Ferrara, dal 7 al 12 febbraio 2006

Dopo la rodatissima coppia attoriale Albertazzi-Proclemer della scorsa settimana, la stagione di prosa del Teatro Comunale ospita ora – e stavolta per la prima volta insieme – altri due grandi protagonisti della drammaturgia italiana: Gabriele Lavia e Mariangela Melato, questa sera interpreti di uno dei capolavori del teatro americano del Novecento, il celeberrimo “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, opera in passato interpretata da altre famose ‘coppie’ del teatro italiano quali: Pani-Malfatti, Ferzetti-Proclemer, Salerno-Ferrati. Entrambi, sia Gabriele Lavia che Mariangela Melato, sono per nostra fortuna assidui del palcoscenico ferrarese; solo per ricordare alcuni più o meno recenti titoli, Lavia ha qui rappresentato “Il padre”, “Una donna mite”, “La storia immortale”, e la Melato “Fedra”, “Un tram che si chiama desiderio”, “Madre Courage e i suoi figli”.
Edward Albee (nato nel 1928 a Washington) scrisse “Chi ha paura di Virginia Woolf?” nel 1962, poco dopo l’altro suo famoso precedente dramma “Il sogno americano”; l’opera divenne poi universalmente nota grazie all’omonimo e splendido film diretto da Mike Nichols e con l’indimenticabile interpretazione di Richard Burton ed Elizabeth Taylor. Testimone della solitudine dell’uomo nell’opulenta e lassista società contemporanea, Albee è da molti ritenuto ‘trait d’union’ fra i drammaturghi americani della generazione a lui precedente (Eugene O’Neill, Arthur Miller) e quelli della generazione successiva (David Mamet, Sam Shepard). La vicenda, ambientata nel New England, racconta dello spietato ‘gioco al massacro’ fra due coniugi insegnanti universitari, sottolineando il disfacimento dell’‘american dream’ nell’angoscia di una malata quotidianità. Il geniale titolo si basa sull’assonanza fra il nome della scrittrice Virginia Woolf e Big Bad Wolf (il lupo cattivo) nella nota canzonetta ‘Chi ha paura del lupo cattivo?’ sarcasticamente modificata.
Cataste di monitor, pile di libri, una Cadillac, un pianoforte verticale, dei divani, un jouke-box, un bar-specchiera, un letto sfatto, rampe di scale di servizio metalliche, una serie di carillon e altre suppellettili eterogenee: il tutto semisprofondato nella sabbia o accumulato e straripante dal proscenio fin quasi sulla prima fila della platea. Sono questi gli elementi che compongono (e in parte incombono) la scena di “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, per la regia dello stesso Lavia.

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