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di Maria Luigia Giusto

L’ora delle rondini è quella particolare porzione di spazio-tempo che torna ad ogni inizio estate. Prima sparse, poi in gruppi, le più socievoli in stormi, ruotano in circoli nell’aria azzurro pallido del momento speciale che ancora tramonto non è. Si cercano, rincorrono e chiamano con garriti a volte musicali, a volte gutturali e stridenti, quasi spaventate dal non ritrovarsi più. Sfiorano gli ostacoli dei palazzi, dei comignoli e dei fili del bucato, abili pattinatrici dell’aria. Bussano ad ogni pertugio dei sottotetti e delle grondaie finché l’odore unico del proprio nido, terra e piume, le farà sapere di nuovo a casa. Hanno danzato per un’ora, bisogna riposare.

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